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È assurdo, ma è così: un cavillo blocca la "Casa delle Orchidee" del Giardino Inglese

Uno "stop" del Comune di Palermo non permette al progetto di Vivi Sano onlus di andare avanti, nonostante abbia già ottenuto il nulla osta dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali

Balarm
La redazione
  • 15 aprile 2021

La serra Liberty del Giardino Inglese

A quattro mesi dal suo lancio, il progetto che prevede la realizzazione di una "Casa delle Orchidee" all'interno della serra Liberty del Giardino Inglese di Palermo si blocca.

Uno "stop" burocratico dovuto a un cavillo comunale che non permette al progetto di andare avanti, nonostante abbia già ottenuto il nulla osta da parte della Sovrintendenza dei Beni Culturali e nonostante siano già partiti i corsi di formazione per i ragazzi disabili e con sindrome di down che avranno il compito di gestire la serra.

L'obiettivo del progetto - nato grazie all'iniziativa dell'associazione Vivi Sano onlus -è infatti quello di unire l'inclusione sociale alla riqualificazione di un bene dall’alto valore architettonico.

Ad annunciare lo stop è Daniele Giliberti, amministratore delegato della onlus promotrice del progetto che in un'intervista a Repubblica Palermo spiega che «ad oggi la palla, anzi la "pallina", è nelle mani della "solerte" amministrazione cittadina».



«Gli uffici del patrimonio - aggiunge - devono avviare la verifica di interesse culturale sul Giardino Inglese. Sì, è assurdo ma è così: un giardino storico che non è ancora riconosciuto come tale da chi ne detiene la proprietà. Ricordo che la procedura di verifica dell'interesse culturale può essere attivata ed avviata esclusivamente dall'ente proprietario».

«Vengo fuori da quattro mesi e più trascorsi a seguire il ping pong tra Comune e Soprintendenza sulla faccenda e sono stanco - conclude Giliberti -. Non vorrei che sindaco e assessori vogliano tenere la famosa 'pallina' fino alla prossima campagna elettorale.

Noi intanto, nonostante il non felice periodo, oltre a formare i giovani speciali che si prenderanno cura del vivaio, abbiamo implementato la rete di partner in qualità e quantità, trovato i sostenitori. Come spesso accade in questa terra infelice che ha tanto bisogno di felicità, non manca per noi».
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