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È di Napoli ma Palermo è la sua città: Angelo Colucciello, un carabiniere a capo dei vigili

Il comandante dei vigili urbani di Palermo racconta a Balarm obiettivi e alcuni aneddoti curiosi, come quando ha preso una multa in viale Regione Siciliana

  • 13 febbraio 2024

Angelo Colucciello, comandante della Polizia municipale di Palermo

Da Napoli a Palermo con un obiettivo: far rispettare la legge. C’è chi dice che per farlo abbia utilizzato il "pugno duro", ma a lui non piace questo termine. Di certo, in poco tempo le cose, con il suo arrivo, sono cambiate.

Angelo Colucciello, 54 anni, nuovo comandante della Polizia Municipale di Palermo, voluto dal sindaco Roberto Lagalla, è “orgogliosamente napoletano” e grande amante di quella che, da oltre 20 anni è ormai, la sua città, Palermo.

Si racconta a Balarm e svela quelli che saranno i futuri provvedimenti per il capoluogo siciliano perché il cambiamento al quale abbiamo assistito non è, di certo, finito qui.

Tanto, ancora, c’è da fare. Non possiamo mettere la testa sotto la sabbia, come gli struzzi, e dire quanto tutto sia bello e colorato. Anni di disinteresse e di mancate prese di coscienza (da parte delle istituzioni e dei cittadini) hanno portato alla Palermo di oggi che, però, vuole cominciare a mostrare i primi segnali di cambiamento.
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L’importante, come dice Coluciello, è di «non dimenticare di toglierci, un po’ di polvere di dosso e smettere di sopportare troppo e dimenticare in fretta». Tanto è stato già fatto e tanto ancora si potrebbe fare con le risorse giuste.

Basti pensare che il Corpo di Polizia Municipale di Palermo soffre di un deficit di circa 800 unità. Mancano i vigili, insomma, ma anche per questo ci sono delle novità, come i 30 nuovi agenti che vedremo, il mese prossimo e che sono stati selezionati dalle graduatorie dei Comuni di Termini Imerese, Cefalù e Carini.

In cantiere anche l’avvio di un dialogo con le partecipate per il potenziamento della control room.

«Arrivo a Palermo, più di 20 anni fa – racconta il comandante –. Comincio con il fare l’ufficiale dei Carabinieri al Comando Provinciale prima nel reparto operativo, poi passo alla Dia, e, successivamente, di nuovo al Comando Provinciale come capo ufficio, l’equivalente, per intenderci, del capo di Gabinetto.

Quindi, prima di diventare il comandante della Polizia Municipale, conoscevo bene la città, avendola vissuta per strada e sulle carte. Sono stati anni che mi hanno permesso, per fortuna, di sapere il contesto sociale e culturale nel quale mi inserivo.

Non sono d’accordo, come è stato detto da alcuni, che io sia qualcuno che abbia agito con il pugno duro: c’era bisogno di ordine. È questo quello che penso. Dopo alcune dichiarazioni, trasmesse in tv e riportate sui giornali, dicevo: signori, diamoci una regolata. Qualcuno ha capito. Altri no, e non posso continuare a pregare questi ultimi di rispettare la legge. Così, ho cominciato. Sono al comando di un corpo, inoltre, che ha un deficit importante sul fronte delle risorse umane. Mancano circa 800 vigili».

Come detto, però, a partire da marzo, l’organico sarà incrementato di 30 nuove unità. Gli agenti di Polizia Municipale, inoltre, li vedremo anche più spesso.

Fa tutto parte della nuova "presa di posizione" del comandante: «Ho cominciato, in accordo con il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, a svolgere dei servizi specifici che dessero un segno non dell’arrivo del nuovo comandante, ma del fatto che le regole vanno rispettate, e non parliamo soltanto di quelle scritte sui codici, ma del buon vivere civile.

Parliamo chiaramente: posteggiare in doppia fila esprime un grado di non eccezionale educazione».

I controlli ci sono e sembrano proprio essere aumentati. L’ultimo intervento alla Magione, dove un locale è stato multato perché, alle 3.00 del mattino, disturbava i residenti con musica alta: «Avevano ragione da vendere i residenti» commenta Colucciello.

Il Generale aveva raccolto l'appello della gente che, come in tante altre zone della città, continua a chiedere l'intensificazione dei controlli serali. Non solo quelli relativi alla “movida”.

Le richieste provengono da tutti i quartieri ed attengono alla necessità complessiva di vivere con più ordine e con maggiore sicurezza. «È quello che tenteremo di fare con ogni risorsa disponibile per dare un segnale alla splendida Palermo», afferma ancora il comandante della Municipale.

ln una riunione con l'assessore al Centro Storico, Maurizio Carta, e il presidente della Prima Circoscrizione, Giovanni Bronte, il comitato cittadino aveva richiesto, infatti, a gran voce di poter tornare a fruire pienamente della Magione, rispetto agli schiamazzi e alla poca sicurezza che invece veniva riscontrata costantemente. E l’intervento è arrivato.

Sempre sul fronte della movida selvaggia, il generale prosegue: «Ricordo a me stesso che ho fatto, per 35 anni, il carabiniere. In determinati contesti, la polizia municipale può intervenire, ma sono aspetti limitati poiché è competenza della Polizia generale, che ha determinate strutture, una specifica formazione, in primis, strutture, mezzi e risorse per fronteggiare le emergenze in città.

E, poi, odio il termine mala movida. Non lo uso mai. In una città splendida, come Palermo, ricca di cultura, storia e bellezze naturali, e lo dice chi palermitano non è, la Polizia Municipale si sta occupando di cominciare a creare le condizioni di civile vivere urbano per le strade.

I vigili non hanno le competenze vere di Polizia giudiziaria, che permettono con serenità di arrestare o denunciare una persona. Noi possiamo dare un supporto per gli aspetti amministrativi. Poi, in merito alla delinquenza per strada, riusciamo a essere un deterrente piuttosto che un persecutore, ma perché non siamo formati per fare questo».

Angelo Colucciello, insomma, vuole fare rispettare la legge perché anche lui lo fa: «La notizia della mia nomina è uscita un martedì di settembre. Il giorno dopo, il portiere del mio condominio mi ha consegnato una busta, inviata dalla Polizia Municipale con una bella contravvenzione per eccesso di velocità in viale Regione siciliana – racconta -.

Avevo superato il vecchio limite dei 50km/h (viaggiavo a 78) e mi avevano anche decurtato ben 3 punti dalla patente. Cosa dovevo fare? Ho pagato (e sorriso). Se io pago le mie multe, penso che tutti lo facciano».

Quel che è certo è che qualcosa, o meglio, tanto, è mancato, in questi anni in città: «Da parte di chi ha governato è mancato il governo – spiega Angelo Colucciello -. Pensiamo che non avevamo un bilancio dal 2020 e questo ha bloccato tutto. I cittadini non lo sapevano e nemmeno io. Lo so da poco.

È mancato il governo perché il volere accontentare tutti per forza non funziona e si creano degli squilibri. Inoltre, ci sono state delle mancanze anche da parte dei cittadini, alcuni dei quali si sono rassegnati. Troppa rassegnazione che non ha fatto combattere per quello per cui si ha diritto di vivere: una città sana senza traffico, per esempio.

Ma come puoi pretenderla se parcheggi male? Poi, è mancata la coscienza. Ai cittadini un po’ manca perché hanno vissuto una triste storia che l’ha caratterizzata per (troppi) anni nei quali si è subìto un modo di fare mafioso, una storia che ha caratterizzato malamente il vivere civile e urbano degli abitanti, che hanno vissuto con l’oppressione di sopportare la prepotenza di pochi, che va denunciata, cristallizzata evidenziata, combattuta ed estremizzata per metterla all’angolo».

Negli anni, però, qualcosa per fortuna è cambiato e sono stati i più giovani a dimostrarlo: «Qualche anno fa – racconta il comandante - una studentessa 17enne di un liceo, nello scrivere un tema, in occasione della commemorazione della strage di Capaci, ha detto: "Non ditemi che Palermo è mafia, che i giovani devono vivere nel ricordo di ciò che è successo. Devono farne memoria, progredire e andare avanti o si condannano a un futuro infame, perché Palermo è tutto mare". Ebbene, io ho questa idea di Palermo.

Traiamo insegnamento in senso positivo per riconoscere, se dovessero mai verificarsi, i vecchi avvenimenti e fare in modo che non si verifichino più».

C’è tanto in cantiere per la città: «Ho acceso la control room su indicazione dell’amministrazione comunale e del sindaco, in primis, che ne ha curato la realizzazione, per costruire uno strumento tecnologico che garantisca i cittadini. Stiamo avviando un dialogo con le partecipate per renderle consapevoli di questo progetto, perché non devono essere solo i vigili ad accorgersi delle buche per strada, dei pali della luce non funzionanti o della mancata raccolta dei rifiuti.

Stiamo ragionando affinchè arrivino degli alert che consentano di dare dei servizi più veloci. Spero di riuscirci e penso che lo farò perché ho trovato del personale migliore rispetto a quello che immaginavo, che risponde ai miei stimoli».

Il Generale vuole lanciare, inoltre, un appello ai cittadini: «Vorrei che la Polizia Municipale fosse vista come un organo di vicinanza alla cittadinanza, e non solo come una struttura di controllo. Contattateci per segnalarci eventuali disservizi, ma non vogliamo che ci guardiate come “i poliziotti cattivi”. Sono per la cooperazione e la collaborazione tra il Corpo di Polizia Municipale e i cittadini perché, insieme, possiamo fare tanto per rendere, ancora più bella e vivibile Palermo».

Da Napoli a Palermo, con una domanda che tutti si pongono? Ci sono differenze tra le due città? Per Coluccello sono poche: «Molte poche differenze e tante brutte abitudini. Però, forse, il napoletano, ogni tanto, la voglia di scrollarsi un po’ di polvere da dosso ce l’ha e ha la memoria più lunga. Sono orgogliosamente napoletano, ma Palermo è la mia città.

Le mie figlie hanno studiato, in maniera eccezionale qui perché le scuole funzionano. Ma dimentichiamo come toglierci la polvere dalle spalle. Sopportiamo troppo e dimentichiamo troppo presto. Dovremmo fare il contrario».
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