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Porta in giro i turisti che scelgono di vivere in Sicilia: così Maria Concetta fa scoprire l'Isola

Si definisce una siciliana dal cuore e dall’anima straniera che fa scoprire l'isola a tanti, a​​​mericani, polacchi, tedeschi, austriaci, cechi, australiani e altri. La storia

Salvatore Di Chiara
Ragioniere e appassionato di storia
  • 12 aprile 2026

Maria Concetta Di Natale

“In quel ramo del Castello di Federico II a Giuliana, tra forme apparentemente equilibrate e vegetazione sicana, primeggia una donna. Sicula di nascita e formazione, di ‘mondo’ nella sua professione”. Il suo nome è Maria Concetta Di Natale. Lei è una docente di lingua e letteratura inglese, accompagnatrice turistica e abilitata all’esercizio della professione di Agente in affari in Mediazione sezione Immobiliare. Dopo un lungo peregrinare nei comuni della Sicilia occidentale (tra gli altri Palermo, Agrigento, Corleone, Ribera, Prizzi e altri ancora), chi meglio di lei può raccontarci storie di vita quotidiana?

La sua formazione è avvenuta sui campi, dopo aver vissuto a stretto contatto con la vita sociale. Sono storie di uomini, donne, bambini. Tra queste, il ricordo di una “challenge umana” presso il carcere Ucciardone (un’emozione mai dimenticata). È stata un’esperienza unica che l’ha resa matura, per certi versi migliore. Come quella vissuta a Campofiorito, in un centro per l’accoglienza di immigrati (in qualità di docente di lingua italiana e mediatrice linguistica e interculturale), che ha accresciuto in lei l’importanza della comunicazione. Oltre all’insegnamento, Maria ha coltivato un’altra grande passione (poi divenuta lavoro): il turismo. Come? Con grande tenacia. E anche in questo caso, bisogna partire da molto lontano. Difatti correva l’anno… (mettiamo da parte la data - “semu giovani”) quando venne un gruppo svedese e lo guidò alla scoperta di Sambuca di Sicilia. Da allora ne sono passati tanti di anni.

Nel tempo si è (anche) specializzata nella formazione di Roots Tour, tour delle radici ed esperienziali. Un lungo cammino che ha visto molti americani alla ricerca delle loro origini sicane (come accaduto a una signora che mostrò le foto di una casa al padre). Questo le è valso un posto come interprete per il Direttore esecutivo di UNODC, Ghada Waly, e la sua delegazione, in occasione del ventennale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale - Ministerial Conference (con 33 nazioni presenti).

L’enorme esperienza accumulata le ha permesso di concentrare su di sé idee ed emozioni da “presentare pubblicamente”, da offrire come possibilità. A chi? A lei e a tutti coloro che vogliono vivere il profumo di una terra che racconta storie passate e moderne. “Never give up!” (Mai arrendersi). Oggi (dal 2021) - dopo una comprovata competenza lavorativa - lei si occupa di immobili.

La sua è una forma gentile e intelligente - da vera sognatrice (come dichiarato da lei stessa). Incontra gente di qualsiasi parte del globo per condurla in un “processo conoscitivo” (non solo di acquisizione di un immobile, ma di trasmissione sicula). Di usi e costumi. Di approcci logistici, ambientali, sociali, di vita quotidiana e culinaria. È una vera e propria manifestazione di dettagli che fanno la differenza.

«In un’epoca di maschere e illusioni, lavorare e operare nel nostro territorio è un impegno che ti tiene legato sotto certi punti di vista. La Sicilia non è solo mafia! Oggi siamo testimoni di un gruppo chiamato Becoming Sicilian! È l’esatto istante in cui si mette in moto la valorizzazione della nostra regione. Il siciliano - di per sé - dà per scontato tutto, mentre gli stranieri ne colgono l'essenza, piccole sfumature da cui ricavare ulteriori stimoli per continuare la nostra attività.

Americani, polacchi, tedeschi, austriaci, cechi, australiani e tanti altri fanno una scelta. Non sono folli, vivono la nostra realtà come un profondo cambiamento. La frenesia delle grandi città provoca un certo tipo di malessere. In Sicilia, specialmente nell’entroterra, cambia lo stile di vita. Loro non comprano mattoni o semplici mura, ma una parte di Sicilia inedita. Adorano la semplicità e la bellezza delle nostre campagne e ne apprezzano i frutti. La vedono come una metafora di ritorno alle origini, alla natura, alla civiltà che ancora conserva il gusto per il tradizionale. Lento, non convenzionale. Il calore della gente è un particolare non indifferente. Passo dopo passo sentono tutto come proprio. Realizzano un qualcosa che pensavano non esistesse».

Il suo è un input da trasmettere ai giovani siciliani, da condividere in tre forme (i suoi motti): “Do what you love! Sii padrona del mondo! Se gli altri lo hanno fatto, allora anch’io posso farlo, e forse meglio!” Maria Concetta esprime un suo personale parere al riguardo: «Bisogna guardare la nostra terra ogni giorno con occhi diversi e intrisi di curiosità. Mettere da parte la presunzione di sapere tutto e di guardare dall’alto verso il basso il territorio che ci ha concepiti. Ad altri invece vorrei dire di mettere da parte la paura di mettersi in gioco e di non essere capiti da un ambiente che in fondo ha ancora tanto da capire. Perché, allora, non aiutare la Sicilia in questo processo mettendo a disposizione il proprio know-how (qualsiasi esso sia) e trasformare il nostro lavoro in una vera e propria missione? Il vero coraggio sta nel reinventarsi per la propria terra, per non andare via». Le crediamo.

Se ha deciso di vivere (e far vivere) appieno le bellezze della statale 188 come Giuliana, Chiusa Sclafani, Palazzo Adriano e Bisacquino, un motivo ci sarà! «È l’istinto primordiale siculo. Sono perle di rara bellezza e splendidi testimoni di un silenzio celato dietro le forme architettoniche dei borghi. Piccole comunità che trasmettono amore. Un fascino velato dove storia e società si muovono di pari passo, a misura di turista. In una forma decisa e motivazionale, si mettono nelle condizioni gli altri di sperimentare un futuro alla siciliana. Senza critiche né pregiudizi. Senza limiti né obblighi. Una sinergia da vivere nelle piccole cose. Nel frattempo, una trentina di stranieri hanno preso la residenza. Una sfida diventata realtà, un obiettivo raggiunto. In attesa di un’ulteriore crescita esponenziale».

Maria Concetta è parte integrante di un processo. È la protagonista indiscussa di un “progresso rurale e autentico”. Un controsenso che non fa tendenza, di cui lei è fiera testimone. Non cambierebbe nulla di questa terra. E forse, a dirla tutta, ha pienamente ragione. Non si tira indietro, mai lo farebbe. Determinata a non far perdere il concetto di “sicilianità”, nemmeno di fronte a proposte di grandi cambiamenti darebbe il suo consenso. Preferisce definirsi una siciliana dal cuore e dall’anima straniera. Senza dimenticare il passato, i colli sparsi gialli, il verde boschivo e lo sguardo volto alla sua… Giuliana.
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