Il successo, il cancro e la rinascita: una casa per Pino Leto, ex pugile "re della Vucciria"
Per i palermitani è una vera e propria leggenda. Ex campione europeo, negli ultimi anni ha vissuto in grave difficoltà. Il Comune gli ha consegnato un alloggio
Pino Leto (foto da Facebook)
Per i palermitani è una vera e propria leggenda. Pino Leto, ex campione di boxe che sul finire degli anni Ottanta è arrivato a guadagnarsi il titolo europeo di pesi Superwelter, che per anni ha vissuto in difficoltà e condizioni precarie a causa di una brutta malattia, oggi ha finalmente una casa, degna di questo nome. Il Comune gli ha infatti assegnato un alloggio popolare.
Pino Leto, negli anni Ottanta chiamato il "re della Vucciria", vera e propria leggenda della boxe non solo a Palermo, ma in tutta Italia. Finita la carriera agonistica, non ha mai abbandonato il pugilato nè il suo quartiere, tanto che è stato per anni allenatore e mentore di boxe in una palestra popolare per tanti ragazzi della Vucciria, riuscendo in molti casi anche a dargli un'alternativa alla strada e ai "guadagni facili". La sua vita è raccontata nel film "Miricano", diretto dal regista Gaetano Di Lorenzo (2011).
Come ha raccontato in una recente intervista rilasciata a "Il Fatto Quotidiano", la leggenda, a quasi 70 anni, si è ritrovata a vivere nel suo quartiere d'origine in una casa degradata e in condizioni di salute precarie a causa di un cancro contro cui combatte da parecchio tempo e che l'ha costretto a vivere su una sedia a rotelle.
Regolarmente iscritto nella graduatoria comunale dell'emergenza abitativa, per l'ex pugile è finalmente arrivata una buona notizia: un alloggio dignitoso. A darne notizia l'assessore comunale Fabrizio Ferrandelli: «Finalmente è finita la precarietà abitativa per Pino Leto».
«Gli uffici dell’Abitare Sociale – dichiara Ferrandelli – impegnati giorno e notte nello smaltimento della lista dell’emergenza abitativa, sono finalmente riusciti a consegnare una casa popolare all'ex campione. Una vicenda umana che ci ha profondamente colpiti, ma che abbiamo affrontato con il rigore e l’equità che devono sempre guidare l’azione pubblica».
L’assessore Ferrandelli sottolinea, inoltre, come «il sindaco Roberto Lagalla abbia costantemente monitorato e seguito, insieme all’assessorato e agli uffici dell’Abitare Sociale, tutte le operazioni di ricerca dell’alloggio, supportando ogni attività necessaria affinché fosse garantita a Pino Leto una sistemazione pienamente abitabile, adeguata alle sue condizioni di salute e rispettosa della sua dignità personale».
«Pino viveva da anni in condizioni di forte precarietà igienico-sanitaria e di sicurezza, in un immobile non adeguato alle sue condizioni di salute. Non è stato semplice individuare una soluzione abitativa compatibile con le sue necessità, soprattutto perché oggi Pino, segnato dalla malattia, necessita di piena accessibilità e dell’abbattimento delle barriere architettoniche».
«Purtroppo – prosegue l’assessore – gran parte degli immobili popolari costruiti negli anni passati presenta limiti strutturali importanti. L’edilizia residenziale pubblica del passato è stata troppo spesso disattenta alle esigenze delle persone con difficoltà motorie o, più semplicemente, di una popolazione che invecchia. Ogni settimana per i nostri uffici, con pochissime unità lavorative, è una vera e propria caccia a nuovi immobili da recuperare e destinare alle famiglie più fragili».
Ferrandelli ringrazia gli uffici comunali «per la tenacia, la determinazione e il lavoro incessante con cui stanno proseguendo nelle operazioni di riacquisizione degli immobili, rese possibili anche grazie ai controlli svolti in collaborazione con la Polizia Municipale. È stato proprio attraverso lo scorrimento regolare della graduatoria dell’emergenza abitativa e l’abbinamento con un immobile rientrato nella disponibilità comunale che siamo riusciti a trovare una soluzione per Pino Leto».
«Per quanto dolorose possano essere alcune situazioni – aggiunge – resta fondamentale il rispetto dello scorrimento della graduatoria, unico strumento capace di garantire equità sociale a tutti i cittadini. Anche nel caso di Pino abbiamo operato nel pieno rispetto delle regole, assicurando però attenzione, sensibilità e rapidità d’intervento».
«Pino Leto è stato ed è un’icona della nostra città. Ha dato tanto ai ragazzi della Vucciria e dell’intera Palermo, sottraendo tanti giovani alla strada attraverso lo sport e i valori della boxe. Oggi le istituzioni restituiscono umanamente e socialmente una parte di ciò che lui ha rappresentato per questa comunità.
Sono contento del lavoro svolto e ringrazio ancora una volta i miei uffici per avere restituito a Pino una risposta concreta a un bisogno reale. A lui, alla sua compagna e al suo fedele amico a quattro zampe auguriamo finalmente serenità, pace e tranquillità. L’appello lanciato da Pino – conclude Ferrandelli – non è caduto nel vuoto. La soluzione ha richiesto tempo, impegno e un lavoro senza precedenti, ma oggi il Comune è finalmente nelle condizioni di garantire un tetto dignitoso a centinaia di persone, cosa che non accadeva da anni. Rinnoviamo il nostro impegno affinché tanti altri casi, meno conosciuti ma altrettanto importanti, possano presto trovare ristoro in una città affamata di alloggi e nella quale non si costruiscono nuove case popolari da decenni».
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