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È in Sicilia ed è tra i più alti d'Europa: il Santuario che (nel '400) segnò la pace tra Polizzi e Petralia

Al suo interno si trova una statua della Vergine col bambino realizzata nel 1471 nella bottega del Gagini. L'antropologo Gaetano Di Chiara ci racconta il luogo e le ipotesi storiche

Claudia Rizzo
TV producer
  • 30 agosto 2021

Santuario della Madonna Dell'Alto (foto di Salvo Di Vento)

Sulle Madonie, a metà strada fra Petralia Sottana e Polizzi Generosa, con una vista che permette di abbracciare il Monte San Calogero, l’Etna e il mare, si trova un luogo dove bisogna fare pellegrinaggio almeno una volta durante la propria esistenza, per vivere un’esperienza talmente unica che neanche le parole sono in grado di descrivere.

Parliamo del Santuario della Madonna dell’Alto, dove si trova una statua della Vergine col bambino realizzata nel 1471 nella bottega del Gagini e ancora oggi meta di devoti e non che hanno il desiderio di immergersi in un’atmosfera mistica e avvolta da sacralità. Lì dove il cielo si ricongiunge con la terra, infatti, è possibile riconciliarsi col mondo e trovare quella pace che la frenesia e il rumore dei tempi moderni non ci permettono di avere.

Secondo alcune ipotesi storiche raccontateci dall'antropologo Gaetano Di Chiara fu proprio la volontà di arrivare a un’intesa, d’altronde, che ha dato vita a questo luogo di culto. I boschi delle Madonie talvolta erano teatro di scontri tra i membri delle diverse comunità, che qui erano soliti procurare la legna, e le secolari liti tra Polizzi e Petralia ne sono la prova. Il Santuario fu, quindi, costruito per stabilire una pace duratura. Ecco perché è venerato da entrambi i paesi.



Ma perché proprio sul Monte Alto, a 1819 metri sul livello del mare, tanto da essere considerato uno dei Santuari più alti d’Europa e sicuramente il più alto dell’Italia meridionale? Leggenda vuole che la statua della Madonna, arrivata dal mare all’interno di una cassa, fu rinvenuta sulla spiaggia nei pressi di Campofelice di Roccella e caricata dagli abitanti su un carro trainato da buoi, lasciati poi liberi di girovagare. L’idea era che lì dove gli animali si fossero fermati, sarebbe sorto il Santuario.

E così fu. Nella strada tra Polizzi e Petralia, i buoi imboccarono la via per il monte Alto, arrestando la propria corsa e riprendendo a camminare soltanto dopo che la statua venne scaricata dal carro. Oggi la Madonna si trova ancora in quel punto, vicino al cielo. Pochissime volte ha lasciato la montagna per raggiungere Petralia Sottana: una subito dopo la seconda guerra mondiale e un’altra per il Giubileo. Da allora non si muove dalla sua “casa”, ma accoglie chiunque abbia vogliadi andare a pregare: in particolare il 15 agosto, quando si concludono le festività in suo onore e si organizza una processione.

Nei quindici giorni che precedono la ricorrenza della festa di Maria Assunta, la cosiddetta quindicina, vengono inoltre realizzate varie iniziative e ogni pomeriggio celebrata la messa anche nella chiesa Madre di Petralia Sottana, così da dare l’opportunità a chi non se la sente di salire fino al santuario di prendere comunque parte alla preghiera.

Noi vi consigliamo di armarvi di fiato e imboccare uno dei sentieri, magari la vigilia di Ferragosto partecipando al pellegrinaggio notturno, così da ammirare le stelle che illuminano il paesaggio. Si parte verso le 4 del mattino e dopo circa un paio di ore, una volta arrivati in cima, potrete vedere sorgere il sole con l’Etna che fa da sfondo: uno spettacolo così suggestivo da rigenerarvi subito dalla stanchezza.

Attenzione, però. Se è la prima volta che andate, rispettate le usanze che da secoli si ripetono e mantengono vivo il legame col passato. Arrivati alla fine del sentiero fermatevi davanti all’abbeveratoio che vi apparirà e che rappresenta l’unica fonte di acqua potabile nei dintorni.

Tradizione vuole, infatti, che una volta lì dobbiate prendere un qualsiasi sassolino trovato lungo il tragitto e poggiarlo sulla pietra alta circa 60 cm che troverete accanto all’abbeveratoio, riprenderlo quindi con la bocca e immergerlo nell’acquasantiera all’interno del Santuario a circa 200 metri. Dopo avere pregato e ascoltato la messa, prendetelo e conservatelo in casa. A quanto pare, se ci sono temporali pericolosi, questa pietra proteggerà la casa.

Tra leggende, storia, usi e costumi, il Santuario della Madonna dell’Alto ha un fascino senza uguali: permette di immergersi per un po’ in un’atmosfera mistica e riacquistare le energie perse nel trantran quotidiano. Un ottimo modo per ritrovare se stessi e “purificarsi”. Se, quindi, vi è venuta voglia di provare, di seguito alcuni dettagli logistici per voi.

INFORMAZIONI UTILI
Attraversare il sentiero a piedi non è consigliabile a tutti perché la salita è molto impegnativa. Se volete incamminarvi, attrezzatevi di scarpe da trekking, crema solare, riserve d’acqua, cappellino e anche una giacchetta perché lì sopra potrebbe esserci freddo, soprattutto nelle ore in cui il sole cala.

Esiste anche una strada percorribile in auto. Ma se non avete una jeep o una 4x4 evitate, il terreno è arenoso e non tutte le automobili riescono ad attraversarla. Il Santuario inoltre non è aperto, per cui prima di incamminarvi (se volete visitarlo e non vi basta il panorama), chiedete all’Arciprete di Petralia Sottana o al Comitato della Madonna dell’Alto, o ancora consultate la pagina Facebook, dove troverete tutte le informazioni utili sui pellegrinaggi che vengono organizzati.
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