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È una delle chiese rupestri più suggestive in Sicilia: in una grotta immersa nella natura

Nella cultura popolare le chiese nelle zone rurali dell’Isola sono tante e per anni sono state luogo di culto per la popolazione contadina

Federica Puglisi
Giornalista
  • 4 febbraio 2024

L'ingresso delle Grotre del crocifisso

Una grotta immersa nella natura considerata una delle chiese rupestri più suggestive della Sicilia. Nella cultura popolare le chiese nelle zone rurali dell’Isola sono tante e per anni sono state luogo di culto per la popolazione contadina.

E sarà stato così anche per la chiesa rupestre del Crocifisso, a pochi passi dall’area archeologica di Lentini, in provincia di Siracusa. Un sito restituito alla collettività grazie alla campagna avviata da alcuni volontari del luogo che hanno fatto conoscere a livello nazionale questo piccolo gioiello.

Infatti la grotta è stata interessata da alcuni importanti progetti di recupero grazie alle campagne dei “Luoghi del cuore” del Fai, il Fondo ambiente italiano.

Infatti associazioni e cittadinanza si sono impegnati per far conoscere la chiesa e “adottarla”. Nel 2016 e nel 2018, è stata oggetto di lavori, finanziati da FAI e Banca Intesa, per la riapertura al pubblico ma anche il parziale restauro delle sue rappresentazioni sacre.
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La chiesa del Crocifisso fa parte di un complesso di strutture rupestri che si trovano nelle vicinanze della zona archeologica. Si racconta che un tempo era consacrata a Santa Maria la Cava, patrona di Lentini. È una grotta con due ambienti simmetrici. Il vano di destra presenta un’abside scavata a destra dell’ingresso est.

Il vano di sinistra, con un ingresso indipendente che in origine era una finestra, si deve far risalire alla ricostruzione settecentesca che la trasformò in una chiesa. La sua datazione non è certa. Ma le pareti sono ricoperte da affreschi databili tra il XII e il XVII secolo, di stili e periodi differenti, che testimoniano sia la presenza del culto greco che di quello latino.

Sull’altare Est c’è un Cristo Pantocratore, sulla parete Nord cinque figure di santi, Santa Elisabetta, San Leonardo, San Giovanni Battista, San Nicola, Santo Stefano, un santo a cavallo, una santa monaca, San Pietro e altri santi. Il portale di accesso risalirebbe al Settecento, un tempo però l’ingresso era un altro e si entrava nel cosiddetto nartece, area destinata ai catecumeni e penitenti.

Si possono poi vedere un nicchione ad arco con altare, due ossari, una cripta con 16 sedili sepolcrali con purificatori. Oggi è conosciuta come chiesa del Crocifisso, probabilmente per la rappresentazione della Crocifissione, posta a sinistra dell’abside.

La straordinaria riscoperta di questo luogo che rischiava altrimenti di essere totalmente dimenticato si deve alla grande partecipazione popolare.

È stato costituito il comitato "Lentini, formato da associazioni locali, scuole, istituzioni. La partecipazione alla campagna del Fai ha permesso di ottenere un primo contributo che insieme al cofinanziamento della parrocchia ha portato al restauro di alcune parti, in particolare dell’affresco della teoria dei santi.

Un secondo intervento ha permesso, invece, il restauro conservativo dell’affresco del Cristo pantocratore. Questa azione virtuosa, dunque, da parte della comunità ha consentito di sensibilizzare le istituzioni ma anche tutta la popolazione ad avere maggiore cura di un luogo storico, che versava nel degrado e nell’abbandono.

A recuperarlo, così, e a renderlo fruibile a livello turistico.
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