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È uscita una dieta universale "salva Pianeta" e c'è molto della dieta Mediterranea

La Commissione Eat-Lancet ha presentato il regime alimentare "salutare e sostenibile": serve a migliorare la produzione di cibo e a ridurne lo spreco mondiale

Balarm
La redazione
  • 18 gennaio 2019

Alberto Sordi nel film "Un americano a Roma"

La popolazione mondiale raggiungerà quota 10 miliardi di persone entro il 2050 e la Commissione Eat-Lancet ha "progettato" una dieta sana e sostenibile con la quale sarà possibile nutrici tutti.

La dieta (non nel senso di sacrificio ma nel senso di regime alimentare) non cambia molte delle nostre abitudini ma servirà migliorare la produzione di cibo e ridurne lo spreco.

La notizia ottima è che è una dieta universale, amica del pianeta e che secondo la Commissione ha ha radici antiche.

Infatti non è stata inventata: secondo gli esperti si tratta di una versione antica della dieta mediterranea.

La loro dieta universale degli antichi prevede l'assunzione di 2.500 chilocalorie al giorno: circa 230 grammi di cereali integrali, 500 di frutta e verdura, 250 di latticini, 14 di carne, 29 di pollo, 13 di uova, 28 di pesce, 75 di legumi, 50 di noci, 31 di zuccheri.

Il tutto condito con olio extravergine di oliva o oli vegetali.

Si tratta in buona sostanza di raddoppiare (a livello globale ma partiamo intanto da noi stessi) i consumi di frutta, verdura, legumi e noci e di ridurre di oltre il 50% quelli di zuccheri e carni rosse entro il 2050.

Il regime alimentare giornaliero del futuro, alleato della salute dell'uomo e del pianeta, trae circa il 35% delle calorie da cereali integrali e tuberi, le fonti proteiche principalmente dalle piante includendo circa 14 grammi di carne rossa al giorno e 500 grammi al giorno di verdura e frutta.

Il passaggio a questo nuovo modello alimentare richiederà qualche sforzo, ma seguendolo, come calcolano gli esperti, si potrebbero evitare circa 11 milioni di morti premature all'anno.

La Commissione Eat-Lancet ha messo insieme 37 esperti di 16 Paesi specializzati in salute, nutrizione, sostenibilità ambientale, politica economica e sistemi alimentari, fra cui l'italiano Francesco Branca, direttore del Dipartimento della nutrizione per la salute e lo sviluppo dell'Organizzazione mondiale della sanità.

Passare a questa dieta della salute universale inciderebbe non solo sulla salute umana, ma anche su fenomeni come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, l'uso di terra e acqua dolce.

La trasformazione del sistema alimentare globale è ormai urgente "Poiché oltre 3 miliardi di persone sono malnutrite", c'è scritto sul report, e la produzione alimentare sta incidendo pesantemente sulla salute del pianeta.

«Il cibo che mangiamo e il modo in cui lo produciamo determina la salute della popolazione e del pianeta, e attualmente stiamo facendo gravi errori» spiega uno degli autori del report, Tim Lang dell'University of London.

«Abbiamo bisogno di una trasformazione significativa, che modifichi il sistema alimentare globale su una scala mai vista prima, in modo appropriato alle caratteristiche di ogni Paese - conclude - Gli obiettivi scientifici che abbiamo elaborato per una dieta sana e sostenibile sono una base importante, che sosterrà e guiderà questo cambiamento».

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