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Il Baglio Benso degli Orfanelli: indietro nel tempo di una Palermo cinquecentesca

Tracce di un'epoca passata che si mostrano ancora forti ai passanti incuriositi, come se volessero ricordare a tutti che le origini di ogni cosa sono di fondamentale importanza

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 26 dicembre 2018

Palermo, ex Baglio Benso degli Orfanelli

Ogni angolo della nostra città ha una sua storia che spesso si perde nel tempo e nei ricordi.

Ad esempio non tutti sanno che, nel quartiere denominato Montegrappa Santa Rosalia, la sua arteria principale (oggi via Gustavo Roccella) una volta aveva il nome di contrada degli Orfanelli.

Tuttavia non bisogna lasciarsi confondere da questo nome: Orfanello (al plurale si intendevano tutti i membri) era il nome di una famiglia che nel Seicento qui possedeva un baglio agricolo.

Dell'epoca di questa zona rimangono delle testimonianze quasi ad angolo con via Carmelo Raiti: un antico muro perimetrale dotato di nove finestre ad arco tampognate, un portale ed una torre. Occorre comunque fare ancora un passo indietro nel tempo.

Già prima del seicento questo fondo agricolo, in cui insisteva la vecchia Strada di Corleone, veniva alimentato da una sorgente chiamata "Sciarrabbo".

Sul fondo si elevava una torre di guardia intorno alla quale venne eretto un caseggiato agricolo. Nel 1592, divenutane proprietaria la famiglia Ferreri, vi fu costruita una chiesa intitolata al loro noto parente San Vincenzo Ferreri.

Qualche decennio dopo, nel 1636, subentrarono come proprietari gli Agostiniani Scalzi di San Nicolò da Tolentino.

Solo agli inizi del diciottesimo secolo la contrada ed il baglio presero il nome di "Orfanelli", con i nuovi proprietari Nunzio e Domenico Orfanello.

Ma la storia continua perché nel 1830 il tutto passò nelle mani della famiglia Celestri. Rosalia Celestri aveva sposato Francesco Benso Duca della Verdura e, già vedova, diede in dote al figlio la proprietà acquisita.

Come si può notare, di questo sito non tutto è andato perduto anche se la ricostruzione dell'immobile cinquecentesco non è completamente fedele all'originale.

Probabilmente per via del rapido incremento edilizio in questo quartiere, già dagli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso.

Si può ben osservare il portale barocco della chiesa ceduta ai padri agostiniani scalzi, come anche la torre che nel tempo probabilmente assunse la funzione di campanile.

Le mura cingono adesso un parcheggio condominiale privato ed i condomini, dopo che la Sovrintendenza ai Beni Culturali ha curato il recupero di questo sito, hanno l'incarico di vigilare sul suo stato e sulla sua manutenzione.

Nonché di allertare la stessa Sovrintendenza, qualora sia necessario intervenire. Tracce e testimonianze di un'epoca passata che si mostrano ancora forti ai passanti incuriositi, come se volessero ricordare a tutti che le origini di ogni cosa e di ognuno sono di fondamentale importanza.

Dal passato si sviluppa il presente ed il futuro: anche da un fondo agricolo e dalla sua evoluzione.

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