INTERVISTA

HomeMagazineLifestyle

Il costume non vale solo a carnevale: il magico mondo del cosplay a Palermo

Ore di lavoro per costumi fantastici, per trasformarsi nei propri personaggi preferiti: il cosplayer Jonathan Fiorentino racconta il mondo del costume-play a Palermo

Caterina Damiano
Giornalista e Coordinatrice di redazione di Balarm
  • 12 febbraio 2018

Non è (solo) un Paese per nerd: il mondo del cosplay è un variegato insieme di colori, impegno e talento che partendo dall'America ha investito l'Asia e l'Europa diventando un fenomeno che, specie a ridosso delle festività che richiedono di "trasformarsi" come il Carnevale, registra un costante aumento.

Cosplay, parola che deriva dall'unione di "costume" (maschera) e "play" (gioco, interpretazione), indica appunto il travestirsi da un personaggio di un film, serie tv, cartone animato o anime e interpretarlo nei modi di fare, anche spesso trovando ambienti che ricordano l'atmosfera del film, della serie tv e via dicendo

Una pratica che anche Palermo prende piede: proprio in occasione del Carnevale infatti i cosplayer hanno una ragione in più per portare il loro talento in giro per la città. Ma com'è vivere il fenomeno in prima persona? Ne abbiamo parlato con Jonathan Fiorentino, scrittore e cosplayer palermitano, classe 1990.

Come e quando hai inziato a fare il cosplayer?
Ho iniziato a fare cosplay nel 2011, quando sentii un'amica parlare di queste "fiere in cui la gente si travestiva da personaggi". Al tempo il cosplay non era ancora così tanto conosciuto: a Palermo c'era stata solo la prima edizione di Cospladya. Nonostante questo decisi subito che dovevo andarci a tutti i costi. Iniziai a preparare il costume del mio personaggio preferito del tempo - Riku, da Kingdom Hearts - con 6 mesi di anticipo.

A ridosso del carnevale tanti ragazzi e ragazze si "improvvisano" cosplayer: che ne pensi?
Penso che sia una cosa bella: da piccolo adoravo il Carnevale, e credo di avere iniziato già allora a sviluppare quella che successivamente si è evoluta nella mia passione per il cosplay. All'infuori di questo, penso che sia una bella tradizione anche per chi non è appassionato di cosplay e magari non si appassionerà mai: in ogni caso è un momento dell'anno in cui si evade dall'ordinario.

Quanto è vivo il mondo dei cosplayer a Palermo?
Vivissimo. Il lato positivo di questo, per noi cosplayers, è che ci sono tantissime fiere durante l'anno a cui poter partecipare. Il lato negativo è che esiste una competitività gratuita tra gli stessi cosplayers che si potrebbe evitare: per fortuna non ho mai avuto cattive esperienze in questo senso, finora, però è un lato della medaglia che ho notato. Ciò non toglie che comunque tante persone (tra cui ci sono anch'io) fanno cosplay solo per divertirsi e per conoscere altri con la loro stessa passione, non per competere.

Quanto lavoro c’è dietro un costume?
Dipende dal costume, in alcuni casi anche mesi di lavoro: preparare un bozzetto, scegliere le stoffe, realizzarlo cercando di essere più accurati possibili, spesso perdendo tantissimo tempo per assemblare tutti i dettagli, molto spesso ci sono anche dei gadget da costruire, come accessori o armi. In tutto questo, qualcosa potrebbe anche rompersi in fiera, anche due secondi prima di salire sul palco per sfilare: mi è successo, ma per fortuna siamo riusciti a a sistemarlo in tempo!

Qual è il tuo personaggio preferito?
Ne ho tanti. Forse il mio preferito al momento è Jace Wayland (dalla saga letteraria Shadowhunters), ma non sono ancora riuscito a portarne il cosplay per bene.

E quello che ti ha portato via più tempo?
Sicuramente Rose (di Sakizou). Per quasi tre mesi non ho fatto altro che cucire a mano perle, rose e merletti. Indossarlo poi è stato sia soddisfacente sia una tortura, per via del peso di stoffa e dettagli. Ma ne è valsa la pena.

Qual è l’evento siciliano che ti ha più emozionato in fatto di cosplay?
Premettendo che tutti gli eventi cosplay sono interessanti a modo loro, perchè permettono a noi cosplayer di riunirsi, divertirsi e incontrarsi quando magari non viviamo nella stessa città, credo che l'evento che mi abbia colpito di più finora sia stato l'Etna Comics.

Un'ultima domanda: quali consigli daresti agli aspiranti cosplayer?
Di buttarsi senza paura nè timidezza, perchè tutti possono essere cosplayer, non importa il livello. In ogni caso anche i più bravi cosplayers hanno iniziato a piccoli passi, ed è con l'esperienza che si migliora. Ma soprattutto l'importante è divertirsi.

articoli recenti