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Il delivery passa dal convento: a Palermo un gioiello d'arte riparte all'insegna del gusto

L'ex monastero di Santa Caterina si attrezza per la ripartenza post lockdown e lancia sia un servizio di delivery per i dolci che un percorso di visita in sicurezza

Dario La Rosa
Giornalista
  • 28 aprile 2020

I dolci di Santa Caterina (foto pagina Facebook I Segreti del Chiostro)

Per i golosi della città, ma anche e soprattutto per chi vuole pian piano tornare a respirare l’aria della cultura cittadina, unita magari al profumo di cannella. È così che l’ex monastero della chiesa di Santa Caterina, a Palermo, si lancia nel mondo post lockdown con due iniziative per palati fini.

Da un lato è stato messo in campo un servizio di delivery e consegna a domicilio dei dolci che vengono preparati all’interno del monastero; dall’altro è stato organizzato un percorso in sicurezza, grazie al quale i cittadini potranno acquistare i dolci e al contempo visitare lo splendido chiostro che si nasconde alle spalle di Piazza Pretoria.

Dalle minne di vergine alle paste di mandorla, dai cannoli alle specialità dolciarie di stagione, sono messe sul piatto tutte le bontà che hanno trasformato questo luogo di cultura in un ambiente vivo, in cui l’arte si unisce al gusto.

Ma non finsce qui perché, insieme alla possibilità di ordinare e farsi consegnare a casa i dolci che abbiamo raccontato anche qui, ci sarà anche quella di poter visitare il meraviglioso chiostro del complesso monumentale.



Al fine di ottemperare alle regole previste dai decreti anti diffusione Covid-19, è stato creato un accesso specifico (da piazza Bellini) che consentirà, dal 18 maggio, di acquistare a turno i dolci e poi accedere nell’ampio chiostro. Al termine della visita si uscirà da una seconda uscita.

Da subito si può invece telefonare per ordinare i dolci (il numero da chiamare è 3275882302).

«Un’occasione - spiega padre Bucaro, rettore del complesso monastico di Santa Caterina - che ci consente di stare vicini alla gente ma anche di finanziare le notre opere di bene per la collettività. Il ricavato di Santa Caterina aiuta infatti i poveri con la preparazione di pasti da donare ai poveri.

Un progetto già da tempo apprezzato anche a livello nazionale perché Santa Caterina mette insieme, fruizione dei beni culturali, sviluppo sul fronte del lavoro e aiuto verso i poveri che è poi lo spirito stesso della Chiesa».
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