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Il "giallo" del Caravaggio rubato a Palermo: una tela ritrovata ora riporta sulle sue tracce

L'opera, riconosciuta da alcuni testimoni e verificata da tecnici e restauratori che ne hanno confermato l'autenticità, si trova di nuovo nella sua sede originale

  • 29 luglio 2020

Il quadro della "Madonna del lume di Corleone"

Sul finire degli anni '60 e gli inizi dei '70 la Sicilia offriva notizie di cronaca con un velo di mistero che incontrava anche il mondo dell'arte.

Risalgono a questi anni, infatti, i furti di opere d'arte, come quello del '69 - con la Natività e i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi del Caravaggio portata via dall'Oratorio San Lorenzo, e del '70 - con la tela della Madonna del Lume, custodito allora nella cappella dello Spirito Santo del vecchio Ospedale dei Bianchi di Corleone, ai tempi gestito dalla venerabile Compagnia dei Bianchi dello Spirito Santo.

Se è notizia dei mesi scorsi che la gendarmeria svizzera si trovi sulla tracce del Caravaggio, è notizia di questi giorni il ritrovamento da parte degli agenti di Polizia del commissariato di Corleone, in provincia di Palermo, della preziosa tela del XVIII secolo, già consegnata all'arcidiocesi di Monreale.

L'opera, quasi certamente realizzata dal maestro-pittore Carmelo Salpietro, componente della scuola artistica dei D'Anna di Palermo, è stata riportata a "casa" e ricollocata in uno degli altari laterali della cappella da cui era stata trafugata.
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Non sembra essere un dettaglio la contemporanea scomparsa allora delle due tele, di cui quella del Caravaggio sembrerebbe attribuita alla "mafia corleonese", tanto che si potrebbe ben sperare anche per quest'altro, più complicato, ritrovamento.

Lo scorso ottobre, infatti, in merito alla Natività di Caravaggio si sono svolti degli incontri a Palermo che hanno fatto il punto sulle indagini relative agli ultimi 50 anni e sulle nuove piste seguite che hanno condotto la Procura a seguire la pista di un collezionista svizzero che avrebbe acquistato la tela.

Questo nuovo dettaglio farebbe ben sperare, anche in funzione del silenzio degli stessi inquirenti, in un possibile ritrovamento a breve termine dell'opera caravaggesca ritenuta per molti anni andata distrutta.

Le indagini relative, invece, alla Madonna del Lume sono partite dalle segnalazioni, da parte di ambienti religiosi locali agli agenti di polizia, della presenza nel territorio della famosa tela settecentesca tanto che si è ritenuto opportuno, per la repentina evoluzione delle indagini, istituire un apposito nucleo investigativo, sotto suggerimento del commissario capo Filippo Li Volsi, gestito dall'ispettore Orazio Antonino Melita.

E, come nelle migliori trame di un romanzo giallo, fondamentale per il ritrovamento del "prezioso bottino" è stata la collaborazione dei cittadini corleonesi, soprattutto di una persona che avrebbe indicato un casolare appartato nelle campagne in cui molto probabilmente l'opera era stata nascosta a lungo, luogo dove è stata rinvenuta in buone condizioni.

L'opera, riconosciuta da alcuni testimoni e verificata da tecnici e restauratori che ne hanno confermato l'autenticità, si trova di nuovo nella sua sede originale come patrimonio culturale a disposizione della comunità.

Noi, intanto, ci auguriamo che questa circostanza sia un passo in avanti, di buon auspicio, anche per il ritrovamento del Caravaggio palermitano, giallo ancor più intricato ma che potrebbe ben presto riservare belle sorprese.
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