Il murale "Morti per la libertà" all'Alberico Gentili: street art sulla Resistenza a Palermo
L’opera è stata commissionata dall’Anpi Provinciale di Palermo, con il contributo dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. I dettagli
Il murales "Morti per la libertà" all'Alberico Gentili di Palermo
L’opera è stata commissionata dall’Anpi Provinciale di Palermo, con il contributo dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, ed è inserita nel programma delle iniziative promosse in occasione dell’80° anniversario della Liberazione. Il murale nasce dalla volontà di celebrare anche l’ottantesimo anniversario della nascita dell’ANPI e della fondazione della Repubblica Italiana, richiamando uno dei momenti più alti e decisivi della storia del Paese, segnato dalla sconfitta del nazifascismo e dall’avvio di una nuova stagione democratica.
Il murale raffigura Pompeo Colajanni, il Comandante Barbato, partigiano siciliano e comandante delle formazioni Garibaldi in Piemonte, protagonista della Resistenza e della liberazione di Torino, e Olema Righi, nome di battaglia "Wanda", staffetta partigiana modenese originaria di Carpi: «Sono convinto che attorno a questo murale possiamo stringerci in tanti e tante – afferma Igor Scalisi Palminteri -. Credo che in tutta Italia, ma anche nel mondo intero, attorno a queste donne e a questi uomini che hanno combattuto anche dando la vita per la nostra libertà, sia possibile riconoscersi.
Sono altrettanto convinto che, nonostante i fascismi e i nazismi che continuano a diffondersi nel mondo – e che forse non sono mai davvero scomparsi – oggi più che mai dobbiamo continuare ad essere tutti partigiani e partigiane. È grazie al loro contributo, e spesso al sacrificio della loro stessa vita, se oggi possiamo esprimere liberamente le nostre idee, i nostri pensieri, ciò che abbiamo nel cuore. Sono felice che l’ANPI mi abbia chiesto di dipingere questi due partigiani – prosegue l'autore -, figure determinanti nella lotta contro il nazi-fascismo, lei del Nord e lui del Sud. Questa è l'ultima opera del 2025, di cui vado profondamente orgoglioso. Sono fiero che Palermo oggi abbia un’opera dedicata ai partigiani e alle partigiane 'morti per la libertà», afferma Igor Scalisi Palminteri.
«Abbiamo voluto realizzare due immagini che ci riportano a un periodo storico eccezionale della nostra storia nazionale, un momento in cui il Paese, con uno scatto di orgoglio, riesce a ritrovare e reinventare una propria identità - dichiara Armando Sorrentino, Vice Presidente Vicario dell’ANPI Provinciale di Palermo -. È il periodo in cui i nazisti vengono scacciati dal territorio nazionale e il regime fascista viene abbattuto, ponendo le basi per una svolta epocale nella vita politica e sociale dell’Italia».
L’opera restituisce simbolicamente la sintesi di quel percorso che dalla lotta partigiana conduce alla nascita della Repubblica e, l’anno successivo, all’approvazione della Costituzione, fondamento dei valori di libertà, pace e democrazia: «Abbiamo scelto volutamente di accostare un uomo del Sud e una donna del Nord per rappresentare l’unità nazionale che già durante la lotta partigiana si manifestò in modo chiaro e concreto - spiega Sorrentino. - La figura della staffetta partigiana non rappresenta un ruolo apicale, ma quella moltitudine di donne che operarono nell’ombra e che contribuirono in maniera determinante alla vittoria contro il nazifascismo».
Olema Righi, come molte staffette partigiane, si muoveva spesso in bicicletta, garantendo collegamenti e trasportando messaggi attraverso territori controllati dal nemico, incarnando un eroismo quotidiano essenziale allo sviluppo e al successo del movimento partigiano. L’unione tra Nord e Sud assume inoltre un valore particolarmente significativo alla luce delle ricerche storiche più recenti, che hanno messo in evidenza il contributo massiccio dei siciliani e dei meridionali alla Resistenza. «Questo murale contribuisce a superare una narrazione storica distorta - sottolinea Sorrentino - mostrando come anche uomini e donne del Sud abbiano concorso in modo decisivo alla liberazione del Nord».
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