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Il salotto che non c'è tra degrado e violenza: l'eterna incompiuta di piazzale Ungheria

Odore di urina, rifiuti, clochard e gang abitano l'antico Salotto di Palermo: tra crepe e ferri vecchi la sera tutto si peggiora e il rischio è di assistere a vandalismi e violenze

Mohamed Maalel
Booklover compulsivo
  • 25 marzo 2019

Prospettiva dei porticati di Piazzale Ungheria

La situazione attuale di piazzale Ungheria non è un segreto per nessuno: l’ormai lontana idea di Salotto della città continua ad annegare nel degrado tra irresponsabilità comuni e mancate azioni adeguate. Questa è la Palermo che nessun cittadino vorrebbe mostrare ai turisti che con entusiasmo arrivano in città con la propria macchina fotografica.

Eppure è cosi, e se da una parte i cittadini continuano ad indignarsi di fronte ad un crollo (metaforico) della zona, dall’altra manca un netto dialogo tra Comune e privati che possa permettere una rivalutazione della zona.

A parlare della questione è Marco Frasca Polara, Presidente della VIII circoscrizione di Palermo: «Piazzale Ungheria si presenta in uno stato di semi abbandono. La maggior parte delle saracinesche sono abbassate da diversi anni. Un'area che un tempo era il salotto della città, dove pullulavano banche e boutique, adesso è una landa desolata e abbandonata a sé stessa» denuncia il Presidente.

Questa fase di degrado sociale, ormai giunta ai titoli di coda, è il risultato di una crisi economica che non ha mai trovato una risoluzione adeguata: «La crisi economica ha prodotto i suoi effetti anche sul tessuto urbano e piazzale Ungheria è adesso la casa di clochard, mendicanti e bande di ragazzini».

Se si attraversa di giorno la zona la prima sensazione è quella di trovarsi in un bagno a cielo aperto: odore di urina, rifiuti gettati ovunque, e scritte sui muri invadono la zona. Le crepe sui muri diventano sempre più visibili, i ferri di vecchie costruzioni diventano opere d’arte alternative che nessuno ha mai chiesto. Di sera tutto si trasforma, ma non c’è nulla di magico nell’attraversarla a tarda ora, anzi il rischio è quello di essere vittima di qualche atto violento o di assistere a qualche atto vandalico.

È difficile dimenticare ciò che è accaduto ad Aldo, il clochard francese aggredito da una banda di minori.

Come ricorda anche lo stesso Frasca Polara: «La sua morte è stato il punto più basso mai toccato e ha fatto comprendere il bisogno di avviare una collaborazione tra privati e istituzioni, in primis il Comune, per riqualificare la zona».

I porticati, punto critico della zona, sono di proprietà privata e nessuno fino ad oggi sembra essere intenzionato a far qualcosa, attribuendo le colpe alla stessa crisi economica. Un’idea interessante quella di decorarli e renderli più presentabili, ma a che serve se il legno, dal 2014, continua pian piano a marcire?

«Il porticato che si affaccia su via Mariano Stabile è stato messo in sicurezza dal Comune con dei puntelli. I lavori di manutenzione spettano però ai privati – ricorda Frasca Polara - Ci auguriamo che in questo rinnovato clima la situazione possa sbloccarsi, visto che sono diversi anni che si aspetta che si apra il cantiere».

Compare dunque un piccolo spiraglio di luce in questa faccenda, e a regalarla sono gli stessi cittadini.

«Oggi c'è una nuova consapevolezza e sono fiducioso in una sinergia tra Comune e privati - commenta - anche perché sono gli stessi cittadini, colpiti dalla morte di Aldo, a chiedere con insistenza la valorizzazione del piazzale».

C’era una volta il Salotto della città, ma poi quella città si è dimenticata di passare la polvere.

Tra soluzioni sommarie ma necessarie ed una certa irresponsabilità da parte dei cittadini che contribuiscono al degrado della zona, una sua riqualificazione permetterebbe di educare nuovamente Palermo, e tutti i suoi cittadini, ad un bello spesso dimenticato ma invidiato da tutti nel mondo.

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