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Il Teatro Massimo riparte "Sotto una nuova luce": musica e danza per l'estate di Palermo

Dal 4 luglio al 20 settembre riprende la programmazione artistica del teatro, non più sottoforma di stagione ma di festival aperto e variabile: il programma completo

Balarm
La redazione
  • 22 giugno 2020

Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro Massimo, con il Maestro Marco Betta

Dopo mesi di sospensione e cancellazione di tutte le attività dal vivo e un lavoro impegnativo di reinvenzione di spettacoli compatibili con le esigenze di sicurezza con cui oggi è necessario confrontarsi, il Teatro Massimo di Palermo, con la squadra di lavoro creata ad hoc dal Sovrintendente Francesco Giambrone, riparte nel segno dei nuovi linguaggi e di un profondo ripensamento dello spazio teatrale.

E riparte “Sotto una nuova luce” con una programmazione aperta, variabile e un festival che prenderà il via il 4 e 5 luglio nella Sala Grande del Teatro di piazza Verdi, proseguirà fino al 13 agosto all’aperto al teatro di Verdura e tornerà a settembre all’interno del Teatro Massimo.

Tutti gli spettacoli in programma avranno inizio alle 21.30. I biglietti saranno in vendita da giovedì 25 giugno e potranno essere essere acquistati alla biglietteria del teatro Massimo oppure online sul sito del teatro Massimo. Per gli spettacoli al Teatro di Verdura, i biglietti potranno essere acquistati anche al botteghino del teatro, nei giorni di spettacolo, a partire da due ore prima dell’inizio dello spettacolo.



I posti in teatro sono limitati. Il teatro Massimo ha una capienza massima di 200 persone, mentre al teatro di Verdura possono entrare fino a 800 persone.

Per la riapertura del 4 luglio la Sala Grande è stata ridisegnata da Roberto Andò, coadiuvato dallo scenografo Gianni Carluccio, tenendo conto delle esigenze di sicurezza e distanziamento di coro, orchestra, solisti e pubblico, ma ripartendo dall’idea di preservare e rafforzare, nel regime di restrizioni, la relazione tra la scena e il pubblico.

Si comincia sabato 4 e domenica 5 luglio con la prima italiana del monodramma per attore e orchestra "Der ewige Fremde (L’eterno straniero)", una commissione del Teatro Massimo alla compositrice israeliana Ella Milch-Sheriff. A seguire la Messa in Do maggiore op. 86 di Beethoven, un'opera sulla fiducia che riponiamo in Dio, una delle meno conosciute tra le opere di Beethoven.

Sul podio il direttore Omer Meir Wellber con l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo, Maestro del Coro Ciro Visco. La serata sarà ripresa il 5 luglio dalla rete televisiva franco-tedesca ARTE.

Dopo il debutto, la programmazione prosegue all’aperto al Teatro di Verdura dall’11 luglio al 13 agosto.

Il primo appuntamento, l’11 luglio alle 21,30, è nuovamente con Ludwig van Beethoven e con la "Nona Sinfonia" con l’Inno alla Gioia per soli Coro e Orchestra del Teatro Massimo sotto la direzione di Omer Meir Wellber. Tra i solisti due figlie d’arte del Teatro Massimo, il soprano Desirée Rancatore e il mezzosoprano Chiara Amarù, con il tenore René Barbera e il basso Gianluca Buratto, maestro del Coro Ciro Visco.

Il secondo appuntamento si tiene il 17 luglio con il concerto diretto da Wayne Marshall, anche solista al pianoforte: in programma, dopo l’Ouverture da Candide di Leonard Bernstein, le Variazioni su I Got Rhythm per pianoforte e orchestra, la suite da Porgy and Bess e la Rapsodia in blu.

Il 22 luglio è la serata dedicata a Mozart. Tra podio e pianoforte anche Omer Meir Wellber, che sarà anche solista per il Concerto per pianoforte e orchestra K 414 di Wolfgang Amadeus Mozart, prima della Sinfonia n. 4 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Il 26 luglio è il momento della messa da Requiem di Giuseppe Verdi, composta per ricordare Alessandro Manzoni: una monumentale composizione, con la forza travolgente del suo Dies Irae, diretta da Omer Meir Wellber. I solisti vocali
saranno il soprano Carmen Giannattasio, il mezzosoprano Marianna Pizzolato, il tenore René Barbera e il basso Gianluca Buratto, Orchestra e Coro del Teatro Massimo, maestro del Coro Ciro Visco.

Il 2 agosto è di scena la danza con una creazione affidata a Davide Bombana, il nuovo direttore del Corpo di ballo del Teatro Massimo. In scena il Corpo di Ballo del Massimo e quattro primi ballerini del Teatro alla Scala ospiti: Martina Arduino, Marco Agostino, Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko.

Dal 9 all'11 agosto spazio alla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni in una versione in forma di concerto. Protagonisti Roberto Alagna e la moglie Alexandra Kurzak. A completare il cast saranno Sofia Koberidze (Lola), Ernesto Petti (Alfio) e Romina Boscolo (Mamma Lucia), sul podio Carlo Goldstein a dirigere Orchestra e Coro del Teatro Massimo, maestro del Coro Ciro Visco.

L’attività di agosto si conclude il 13 con il concerto delle formazioni giovanili del Teatro, Massimo Kids Orchestra e Coro di voci bianche, con un programma che spazia da brani tra i più noti del repertorio classico (Bizet, Mascagni) e cinematografico (Ennio Morricone) fino a composizioni pensate appositamente per le formazioni Kids del Teatro. Dirigerà Michele De Luca, maestro del Coro Salvatore Punturo.

A settembre si torna al teatro al chiuso. Tra gli appuntamenti già definiti ricordiamo la grande musica del Novecento con "Un sopravvissuto di Varsavia" di Arnold Schönberg in programma il 13 settembre, sotto la direzione di Omer Meir Wellber insieme alla Messa dell’Incoronazione di Mozart.

Il 16 settembre le Quattro stagioni di Vivaldi e quelle di Piazzolla saranno eseguite insieme, con la direzione di Wellber e Jacob Reuven solista al mandolino.

Ancora Mozart per Wellber il 22, 24 e 26 settembre con un Don Giovanni (in forma concertante). Mentre il 25 settembre si aggiunge un nuovo tassello dell’omaggio a Beethoven nel 250esimo anniversario della nascita, con il Concerto per violino op. 61 e la Settima Sinfonia.

Sempre Wellber sul podio, solista sarà la violinista Midori, in residenza al Teatro Massimo, che sarà anche protagonista insieme a Wellber di un concerto di musica da camera il 26 mattina.

«La ripresa dell'attività artistica del Teatro Massimo, dopo la simbolica apertura del portone da parte dei bambini, - dichiara Leoluca Orlando, presidente della Fondazione Teatro Massimo - è un altro passo importante in questo lento e faticoso percorso di ripartenza della nostra comunità.

Il Teatro, come tutte le attività e come tutti noi deve confrontarsi con una realtà mutata e adattarsi a regole essenziali per la sicurezza di tutti. Questa ripresa è, nella migliore tradizione del Teatro Massimo, all'insegna dell'innovazione e della tradizione, del coinvolgimento delle eccellenze e dei giovani locali e dell'incontro con le eccellenze internazionali».

«Riapriamo il Teatro perché sentiamo forte l’obbligo morale e la responsabilità civile di far parte del processo di ripartenza del paese, della città e della comunità, nonostante le difficoltà legate al rispetto delle procedure di sicurezza che limitano l’affluenza del pubblico», aggiunge Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro Massimo, che ha chiamato ad affiancarlo e a supportarlo in questo momento di ripensamento complessivo della Stagione 2020 il Maestro Marco Betta.

«Scegliamo programmaticamente di riaprire il teatro al chiuso e non all’aperto, perché il Massimo ha alle spalle una storia di chiusura lunga 23 anni e riaprirlo ha per tutti noi e per la città, un valore fortemente simbolico. Non vorremmo mai più vedere chiuso questo teatro».

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