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In Sicilia c'è il Paese delle Stelle: un borgo delle meraviglie "vicino" a Santa Rosalia

Con questo articolo vi portiamo alla scoperta di un paesino dell'entroterra palermitano, dalle mille sfaccettature: un tour tra vecchi feudi, mulini e vicoli

Salvatore Di Chiara
Ragioniere e appassionato di storia
  • 14 ottobre 2023

Il Planetario di Roccapalumba

«La Mennulara era una donna di poche parole. Sin da giovane raccoglieva le mandorle nelle aperte distese tra vallate e campagne. Alla sua morte tutto cambiò o… quasi [...]». Il primo romanzo di Simonetta Agnello Hornby prende spunto da un ambiente dove primeggia il legame forte con la terra: il suo nome è Roccapalumba.

Inizia così la scoperta di uno dei paesini siciliani dalle mille sfaccettature… tra sogni stellati e antiche storie principesche. Dista 64 km da Palermo. Sorge su una collina ai piedi di un massiccio a carattere dolomitico. Da questo momento prende forma il cammino alla scoperta delle meraviglie roccapalumbesi.

La “Rocca”, da secoli, è l’habitat naturale per la nidificazione di alcune specie di uccelli (colombi, taccole e gazze). Il nome del paese significa (appunto) Rocca delle Colombe (palummi in dialetto). La notte - stranamente - respira con affanno.

L’immagine non inganni la realtà poiché “è colpa” degli uccelli che dormono all’interno dei buchi formatosi nel tempo. La storia, lunga, è tempestata da fatti accaduti. Si parte dal “Diploma” di Guglielmo II del 1182 dove vengono riscritti i confini e cita il “Vallo De Palumbo”. Successivamente il territorio fu conosciuto come feudo "Palumba".
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Appartenente alla famiglia catalana dei Valguarnera, la cittadina nel tempo venne raggiunta da una stabilità progettuale con un assetto urbano razionale. Roccapalumba rientra nella stretta cerchia di quei nuclei non ceduti dietro a una lauta somma pagata dai principi (Licentia Populandi) ma bensì per lo sviluppo dell’antico centro (Xarria).

A pochi metri dalla Rocca si trova la Chiesa di Maria Santissima della Luce. Secondo le leggende, tante, nei pressi della rocca venne rinvenuta (da un pastore) l’immagine miracolosa di lu quatru della Vergine col Bambino. Del vecchio tempio sono presenti i resti dell’abside, due nicchie e diverse maioliche con una botola d’accesso alla cripta. A partire dagli anni Trenta venne costruita una chiesa moderna, ampia e luminosa.

La cittadina, nei secoli, è stata molto vicina a Santa Rosalia. Alla stessa è stata dedicata una chiesa sin dal 1781. Purtroppo, causa lavori di ristrutturazione, negli anni Settanta sono state apportate diverse modifiche lasciando inalterato il campanile a vela e le icone di Santa Rosalia, San Giovanni e la Madonna dell’Incontro.

Di tale importanza è la Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo. Aprì i battenti nel 1641 e oggi, come nelle precedenti chiese, i lavori di ristrutturazione hanno aperto alla modernità lasciando intatti pochi passaggi. Di questi, fanno parte le statue di Santa Lucia e della Madonna delle Grazie, il Crocifisso del XVII sec. e il gruppo scultoreo policromo di San Giuseppe col Bambino.

Roccapalumba è un racconto da vivere attraverso i suoi palazzi del Diciannovesimo secolo. Tra le vie principali della città si ammirano le costruzioni del feudatario Avellone, uno degli uomini più importanti della storia del borgo.

La visita del centro storico è arricchita dalle strette viuzze che ornano il paesino. Una passeggiata accompagnata dal sapore delle mandorle e dei fichi d’India. Le sagre, gli eventi, le fiere e le manifestazioni riportano agli antichi fasti sociali e tradizionali Rrokkaplùmma.

La terra regala spazi incontaminati e il cielo, dall’alto del suo intenso colore, luccica di stelle. Infatti, è possibile ammirarle nella loro bellezza grazie a un’attenta visita presso i due osservatori. È presente anche l’ antenato meccanico del planetario (elioplanetografo).

Il centro studi è dotato di un telescopio principale Newton - Cassegrain e un telescopio secondario rifrattore. Il Planetario è una struttura complessa in grado di simulare la volta celeste all’interno di una cupola. Si osservano circa 1600 stelle che si muovono in lungo e largo tra i due poli e l’Equatore.

Il visitatore viene catapultato improvvisamente all’interno di un mondo lontano dalla Terra e vicino al Sole, ai pianeti, ai cerchi orari e ai punti celesti. Se l’astronomia porta dritti alle stelle, i musei danno la sensazione di toccare con mano il territorio grazie alle rappresentazioni tridimensionali.

Il Museo di Sculture di Carta in Origami è l’esempio più importante senza dimenticare quello del Territorio e della Civiltà del Ferroviere in Sicilia. Non mancano le opere strutturali di un certo “spessore”come il lavatoio pubblico e il Mulino Idraulico ottocentesco che “abbelliscono” un territorio colmo di grandi affermazioni.

Il giorno volge al termine e Regalgioffoli (frazione di Roccapalumba) rimane un sogno o forse… Merita una visita tra panorami, ritorno al passato e uno sguardo verso le cittadine di Alia, Vicari e quei territori dell’entroterra palermitano rimasti “aggrappati al vecchio” durante il passaggio del progresso.
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