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In una ex casa di mafiosi nasce un centro per i ragazzi: "La casa dei giovani" è a Cinisi

In pieno centro ci sarà una sala prove per le band locali, e tanti corsi come quello di teatro, canto, e cartapesta perché il Carnevale è un appuntamento molto sentito

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 31 ottobre 2019

La "casa dei giovani" di Cinisi (Pa)

Una "Casa dei giovani" con una sala prove e tanti corsi come quello di pittura, teatro, canto, e anche di cartapesta. Già perché a Cinisi uno degli appuntamenti più attesi dell'anno è proprio il Carnevale con i suoi carri e quindi ci sarà anche un corso dedicato alla cartapesta.

Nasce in pieno centro nel paesino di Peppino Impastato, sul corso principale, una centro aggregativo in un bene confiscato alla mafia, dove i giovani saranno al centro, è proprio il caso di dirlo, «Spesso i ragazzi stanno in periferia per questo ci piace l'idea di metterli al centro del paese, perché siano anche messi al centro dell'attenzione» spiega Rosaria Vinciguerra dell'associazione "Attivamente Onlus" che ha scritto il progetto.

Ma dentro questa "Casa" ci sarà anche uno sportello d'ascolto gestito da due psicologi e sarà anche la sede della consulta giovanile di Cinisi. Un centro aggregativo socio-educativo che vede protagonista il comune e le associazioni “Solidanime”, sodalizio capofila, “Attivamente onlus” e “Dammi il 5”.



Insieme hanno partecipato ad un bando regionale dell’assessorato delle politiche sociali e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, riuscendo a piazzarsi al primo posto in graduatoria su centinaia di partecipanti, per ottenere un finanziamento di 50mila euro. Il progetto, presentato al comune, prevede l’utilizzo di un bene confiscato alla mafia nel centro urbano di Cinisi, da utilizzare per attività ricreative, culturali e di promozione alla partecipazione politica del paese dei giovani.

«L'importanza di questo nuovo spazio è duplice - spiega il sindaco Giangiacolo Palazzolo - intanto per i giovani per dare opportunità di crescita a loro che sono il nostro futuro. Secondo perché un bene che viene tolto alla mafia viene utilizzato concretamente, un ambiente legato alla cultura mafiosa e adesso viene recuperato e diventa un simbolo di legalità. Spesso le amministrazioni comunali hanno a disposizione molti beni confiscati che però non sono utilizzabili, e poi finiscono per diventare un problema».

«Abbiamo utilizzato il finanziamento – aggiunge Vinciguerra - per la ristrutturazione e adeguamento del bene che era abbandonato da tempo, un grande sforzo da parte di tutti, dove il comune si è occupato della ristrutturazione e le associazioni dell'adeguamento. Adesso le band potranno avere un luogo dove provare, saranno attivati tanti corsi e ci piace l'idea che la consulta dei giovani si possa riunire così che i ragazzi entrino dentro il dibattito politico a Cinisi. Per decidere le attività da svolgere abbiamo fatto un sondaggio e abbiamo chiesto ai giovani cosa avrebbero voluto fare e abbiamo seguito le loro indicazioni».

La consulta dei giovani è un organismo politico che può presentare proposte e progetti in comune che poi saranno discussi in consiglio.
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