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L'arte imita la vita e diventa un docu-film: la storia di Giuseppe, pescatore di Marettimo

Ha vissuto la seconda guerra mondiale, è stato prigioniero nei campi di concentramento e poi il ritorno nel suo mare: la vita da film del pescatore più anziano di Marettimo

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 24 aprile 2019

Zio Peppe di Pippinedda” (è la sua 'nciuria, cioè il soprannome, Pippinedda era la mamma) è il pescatore più anziano di Marèttimo. Ha 95 anni e ama raccontare storie legate alla sua vita personale e al mare, suo grande amico.

La sua è una storia carica di emozioni che rivivono nei suoi racconti ogni volta che ripercorre con la mente le mille difficoltà incontrate in quasi un secolo di vita.

Giuseppe Bevilacqua, questo il suo nome, vive sull'Isola circondato dall’affetto dei suoi tre figli, e descrive con lucidità, enfasi e trasporto una serie di avventure vissute che meriterebbero la sceneggiatura di un film o di essere romanzati in un libro.

Cosa che non è passata inosservata a un gruppo di filmaker olandesi che sono stati sull'isola nell'arcipelago delle Egadi per raccontare la vita "straordinaria" del pescatore.

Giuseppe che fin da giovane ha iniziato a coltivare la passione per la pesca, poi la partenza per la seconda guerra come soldato e gli anni trascorsi tra Grecia e Germania, tra battaglie in trincea e tentativi di fuggire dai campi di concentramento dove fu rinchiuso per alcuni anni.

Dopo la fuga dal campo di concentramento, ci fu l’esperienza in una famiglia tedesca che lo aveva “adottato”, seguì la conoscenza di un corregionale di origine catanese ed il ritorno a casa, dopo cinque lunghi anni, con la gioia della famiglia e degli amici che lo credevano morto.

Ma una nuova battaglia ed una lunga lotta lo attendevano: quella per vincere la malaria, prima di iniziare una vita tranquilla fatta di pesca ed amore per l’isola, la sua isola: Marettimo.

Dopo il ritorno a casa e la sconfitta della malattia, seguirono anni di pesca vissuti su una imbarcazione da diporto di proprietà di una famiglia torinese che, in uno dei suoi viaggi, lo riportò casualmente in Grecia.

Qui l’incontro fortuito con un camionista del luogo che, dopo vent'anni, lo accompagnò a visitare i posti di guerra che aveva vissuto e dove oltre 6mila suoi compagni persero la vita.

La storia straordinaria di Zio Peppe a breve sarà raccontata in un documentario grazie a questi ragazzi che si sono appassionati alla piccola Isola prima come turisti e poi sono tornati più volte per documentare la vita di una comunità piccola e autentica che vive in bilico tra la terra e il mare.

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