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L'estate (nera) di Sferracavallo tra roghi e mare inquinato: cosa succede nella borgata

Residenti e comitati civici chiedono risposte concrete sulla borgata, ferita da roghi e mare inquinato. Il Comune corre ai ripari: le azioni previste dall'amministrazione

Anna Sampino
Giornalista
  • 20 settembre 2023

Un vecchio cartello di divieto di balneazione sul lungomare di Sferracavallo (foto di Maria Vera Genchi)

Un'estate nera (in tutti i sensi) per Sferracavallo, "ferita" da mare a monte: dagli incendi di fine luglio, che hanno colpito la montagna di Capo Gallo all'attuale problema dei liquami nel tratto di costa conosciuto come "Gli Scivoli", nel cuore dell'Area Marina protetta (o almeno così dovrebbe essere) di Capo Gallo e Isola delle Femmine.

La recente ordinanza del Comune che istituisce il divieto di balneazione per la presenza di alga tossica (leggi l'ordinanza completa) è solo l'ultima di una lunga serie. Una stagione estiva "devastata e devastante", dicono i comitati che rappresentano residenti e commercianti, che sabato scorso sono scesi in piazza per chiedere interventi puntuali per fare risorgere le bellezze della borgata.

«Il nostro mare, così pure la borgata, sono malati e hanno bisogno di amorevoli cure, di attenzione, di rispetto. Siamo scesi in piazza vestiti di nero - spiega il Comitato Cittadino "Il Mare di Sferracavallo" - perché siamo a lutto.
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Quest’anno Sferracavallo ha subito un duro colpo, ha perso la madre e il padre: la nostra montagna a causa degli incendi e il nostro mare, dove ancora oggi persiste in un tratto della costa il divieto di balneazione».

A destare allarme i continui sversamenti di liquami, accompagnati da cattivi odori, rintracciati in un tratto di mare, cosiddetto "Gli Scivoli", praticamente a pochi metri da stabilimenti balneari che hanno visto peraltro compromessa la stagione estiva con notevoli danni economici.

Sulla zona vige il divieto di balneazione (l'ultima ordinanza emessa, tuttora in vigore, è dell'1 agosto), dopo i rilievi dell'Asp che hanno evidenziato il superamento dei valori limite dei parametri microbiologici enterococchi intestinali ed escherichia coli.

«Il danno all'ambiente, alla fauna ittica e alla salute dei cittadini che abitano e frequentano la borgata, alle tante attività commerciali e ai turisti è stato davvero enorme» sottolinea Simone Aiello, fondatore del Comitato cittadino "Il Mare di Sferracavallo" e consigliere della VII circoscrizione.

Sulla vicenda c'è anche un esposto in Procura presentato da Simone Aiello e Giovanni Galioto della VII circoscrizione e dal consigliere comunale Antonino Randazzo.

«Occorre intervenire subito e tempestivamente, proprio ora che una stagione estiva è in chiusura per evitare che anche la prossima possa essere compromessa» evidenzia Aiello.

Dopo l'ultima relazione di Amap, che ha effettuato diverse verifiche, non sembrerebbero esserci problemi alla rete fognaria tali da poter causare questi sversamenti. Non è escluso che possa trattarsi invece di "scarichi privati", come già ipotizzato dal sindaco dopo l'ultimo incontro sul tema.

«C'è un grande impegno per risalire alle cause dell’inquinamento delle acque, attività che risulta molto complessa, viste la massività e la continuità temporale dei livelli di concentrazione microbiologica. È mia intenzione istituire un tavolo di crisi del Comune che coinvolga anche l’Università di Palermo». Lo ha detto il sindaco Roberto Lagalla dopo una riunione che si è tenuta (mercoledì 20 settembre) tra l’ammiraglio della Capitaneria di Porto Raffaele Macauda, i tecnici dell’assessorato all’Igiene e Sanità, Amap, Arpa, Asp, polizia municipale e i comitati cittadini della borgata

«In vista di una riunione da tenere nelle prossime settimane a Sferracavallo, si procederà, grazie all’apporto degli attori coinvolti, a muoversi su due livelli. Alla Capitaneria di Porto e all’Amap chiederò di proseguire le verifiche sulla falda, mentre il Nopa della Polizia municipale sarà chiamato a continuare, anche su indicazione dei Comitati dei cittadini di Sferracavallo, le indagini sulle residenze e le strutture private che possono rappresentare una condizione di rischio di inquinamento».

L'inquinamento del mare non è però l'unico problema che tiene sotto scacco Sferracavallo. Rifiuti, traffico e movida selvaggia. Come testimonia anche l'ultimo episodio di cronaca, avvenuto proprio poche ore dopo la manifestazione che chiedeva più rispetto e tutela per l'area marina protetta: una maxi rissa scoppiata in piazza Beccadelli durante i festeggiamenti dei santi patroni Cosma e Damiano.

Purtroppo non un caso isolato per la borgata di Palermo, che negli ultimi mesi sembra essere diventata vittima di baby gang, raid vandalici e teppisti.

In una lettera aperta alla città, il Comitato Cittadino Permanente Sferracavallo scrive: «L'inquinamento del mare di Sferracavallo è solamente l'ultimo atto dei fattori che ha condotto la nostra bellissima borgata in uno stato di profondo degrado. L'incanto dei luoghi che abitiamo è stato sopraffatto dalle brutture che deturpano il paesaggio e l'assenza di qualsivoglia sorveglianza ha determinato un clima di assoluto lassismo che ci vede vittime inermi di svariate forme di abusi e soprusi».
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