L'Etna in eruzione: allarme cenere e blocco dei voli all'aeroporto di Catania, il video
Dall'alba di domenica 5 luglio il vulcano è tornato a dare spettacolo ma sono anche tanti i disagi al traffico aereo e nei Comuni etnei per la cenere. Il punto
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L'Etna torna a farsi sentire. Il vulcano attivo più alto d'Europa dall'alba di domenica 5 luglio ha registrato un nuovo episodio eruttivo, ancora in corso. È emergenza cenere nei Comuni etnei e ancora fermi da ieri, 5 luglio, i voli in arrivo e in partenza dall'aeroporto Fontantarossa di Catania, con partenze cancellate e arrivi dirottati tra Palermo e Comiso.
«In seguito alle attività vulcaniche avvenute nella notte fra domenica 5 e lunedì 6 luglio - avvisa la Sac, società di gestione dello scalo - permane l’interruzione di tutte le attività di volo in arrivo e il blocco integrale alle partenze, al momento, fino alle ore 14.00 di oggi (6 luglio, ndr). I passeggeri sono pregati di non recarsi in aeroporto se non dopo aver verificato con la compagnia aerea lo stato del proprio volo. Seguiranno nuovi aggiornamenti».
La situazione dell'attività vulcanica è tenuta in continua osservazione dai tecnici dell'Ingv, Osservatorio Etneo: «Alle ore 5.45 di domenica 5 luglio, sono cominciate delle emissioni di cenere dalla bocca sull'alto fianco orientale del cratere Voragine, che si sono intensificate intorno alle 6.45, generando una nube eruttiva alta circa 1.5 km sopra la cima del vulcano e diretta verso i settori S e SSE. I modelli previsionali basati sui dati meteorologici indicano una dispersione delle ceneri verso Sud. Negli ultimi giorni era continuata l'attività stromboliana alla bocca sul fianco della Voragine, mentre l'attività effusiva prodotta dalla bocca posta a quota 3030 m s.l.m., che era iniziata il 26 giugno, si era gradualmente esaurita per terminare durante la giornata del 4 luglio.
Inoltre - continua il bollettino dell'Istituto -, durante la notte del 2-3 luglio, si era formato un secondo, piccolo flusso lavico da un punto ubicato tra la bocca in attività stromboliana e la bocca effusiva, percorrendo poco più di un centinaio di metri prima di arrestarsi la mattina del 3 luglio. L'ampiezza media del tremore vulcanico continua a restare nel campo dei valori alti mostrando una costante tendenza all'incremento. A partire da sabato 4 luglio, questa tendenza è caratterizzata da forti fluttuazioni dei valori che nelle ore a seguire sono diventate più ampie. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore permane nell'area del cratere Voragine, a una elevazione di circa 3000 metri al di sopra del livello medio del mare. L'attività infrasonica attualmente si attesta su un livello basso, in termini di numero di eventi e di energia rilasciata, ma nelle ultime ore è stata caratterizzata da periodi di intensa attività che ha raggiunto livelli molto alti».
Il direttore del Dipartimento Vulcani Ingv, Stefano Branca, fa il punto sullo stato eruttivo delle ultime 24 ore: «Intensificata l'attività esplosiva dal cratere Voragine a causa di un continuo e graduale aumento del tremore vulcanico. Attualmente sono attive diverse bocche allineate che tagliano la cresta del cratere voragine e stanno producendo attività stromboliana intensa sia emissione di cenere dalle bocche di quota più alta che si dirige in direzione sud verso Catania».
Si segnala infatti una discreta ricaduta di cenere lavica sui comuni etnei, tra cui Ragalna, Mascalucia, Gravina di Catania,
«In seguito alle attività vulcaniche avvenute nella notte fra domenica 5 e lunedì 6 luglio - avvisa la Sac, società di gestione dello scalo - permane l’interruzione di tutte le attività di volo in arrivo e il blocco integrale alle partenze, al momento, fino alle ore 14.00 di oggi (6 luglio, ndr). I passeggeri sono pregati di non recarsi in aeroporto se non dopo aver verificato con la compagnia aerea lo stato del proprio volo. Seguiranno nuovi aggiornamenti».
La situazione dell'attività vulcanica è tenuta in continua osservazione dai tecnici dell'Ingv, Osservatorio Etneo: «Alle ore 5.45 di domenica 5 luglio, sono cominciate delle emissioni di cenere dalla bocca sull'alto fianco orientale del cratere Voragine, che si sono intensificate intorno alle 6.45, generando una nube eruttiva alta circa 1.5 km sopra la cima del vulcano e diretta verso i settori S e SSE. I modelli previsionali basati sui dati meteorologici indicano una dispersione delle ceneri verso Sud. Negli ultimi giorni era continuata l'attività stromboliana alla bocca sul fianco della Voragine, mentre l'attività effusiva prodotta dalla bocca posta a quota 3030 m s.l.m., che era iniziata il 26 giugno, si era gradualmente esaurita per terminare durante la giornata del 4 luglio.
Inoltre - continua il bollettino dell'Istituto -, durante la notte del 2-3 luglio, si era formato un secondo, piccolo flusso lavico da un punto ubicato tra la bocca in attività stromboliana e la bocca effusiva, percorrendo poco più di un centinaio di metri prima di arrestarsi la mattina del 3 luglio. L'ampiezza media del tremore vulcanico continua a restare nel campo dei valori alti mostrando una costante tendenza all'incremento. A partire da sabato 4 luglio, questa tendenza è caratterizzata da forti fluttuazioni dei valori che nelle ore a seguire sono diventate più ampie. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore permane nell'area del cratere Voragine, a una elevazione di circa 3000 metri al di sopra del livello medio del mare. L'attività infrasonica attualmente si attesta su un livello basso, in termini di numero di eventi e di energia rilasciata, ma nelle ultime ore è stata caratterizzata da periodi di intensa attività che ha raggiunto livelli molto alti».
Il direttore del Dipartimento Vulcani Ingv, Stefano Branca, fa il punto sullo stato eruttivo delle ultime 24 ore: «Intensificata l'attività esplosiva dal cratere Voragine a causa di un continuo e graduale aumento del tremore vulcanico. Attualmente sono attive diverse bocche allineate che tagliano la cresta del cratere voragine e stanno producendo attività stromboliana intensa sia emissione di cenere dalle bocche di quota più alta che si dirige in direzione sud verso Catania».
Si segnala infatti una discreta ricaduta di cenere lavica sui comuni etnei, tra cui Ragalna, Mascalucia, Gravina di Catania,
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