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La cupola in maiolica azzurra che svetta in Sicilia: è il simbolo della "città delle terme"

Da sempre, pittori, medaglisti e fotografi hanno trovato ispirazione in questo suggestivo elemento architettonico che ben si integra con il mare

Roberto Tedesco
Architetto, giornalista e altro
  • 8 agosto 2023

La cupola della Chiesa di Maria Santissima Annunziata a Termini Imerese

La chiesa di Maria SS. Annunziata con la sua particolarissima e lucente cupola in maiolica azzurra è certamente tra i monumenti più caratteristici della città.

Da sempre, pittori, medaglisti, fotografi e grafici pubblicitari hanno trovato ispirazione, in questo suggestivo elemento architettonico che ben si integra con il mare, con la fitta vegetazione del parco della “Serpentina” e con il monte San Calogero.

Oggi è certamente uno degli edifici che più rappresenta la bellezza e l’identità di Termini Imerese, ecco perché la cupola azzurra è considerata il simbolo della città delle terme.

Il complesso religioso sorge nel centro storico e più precisamente nel quartiere denominato delle “Rocchicelle”, anticamente detto delle “Balate”.

L’attuale chiesa venne fabbricata tra il XVI e il XVII secoli, su iniziativa del cappellano Don Giuseppe Cioffo, che la realizzò demolendo una precedente piccola chiesa di epoca probabilmente medievale.
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In una nota redatta dallo stesso prelato, rinvenuta alla fine degli anni novanta da due studiosi Antonio Contino e Salvatore Mantia presso l’archivio storico della Chiesa Madre, si è costatato che la precedente chiesa, misurava 7 metri il lato corto e 22 quello lungo.

Sullo splendore del nuovo edificio religioso ci giungo notizie da Vincenzo Solito dove nella sua opera letteraria dal titolo: “Termini Himerese città della Sicilia posta in teatro”, stampato a Palermo nel 1669, così scriveva: “(…) Circa questi tempi nella città di Termini Imerese sotto il titolo della Santissima Vergine Maria Annunciata dall’Arcangelo Gabrielo; e consacrata alla medesima Vergine, chiamata oggi volgarmente l’Annunziata.

E’ stata questa chiesa rifabbricata nostri tempi di nuovo alla moderna per la diligenza e assistenza di Don Giuseppe Ciuffo cappellano, e beneficiale della medesima chiese; con nave, cappellone, e cappelle al lato bellissime (…).” I lavori della nuova fabbrica iniziarono nel 1595 e si completarono nel 1605, ai quali si aggiunse nel primo ventennio del XVII secolo la cappella dello Sposalizio di Maria con San Giuseppe, di patronato della famiglia Ardizzone.

All’interno venne collocato un dipinto realizzato da Vincenzo La Barbera, uno dei maggiori esponenti dal tardo manierismo siciliano, oggi questa tela è custodita presso la Maggior Chiesa.

Il progetto per la realizzazione della “nuova fabbrica” dell’Annunziata, secondo alcuni studiosi, venne affidato all’architetto palermitano Antonio Spatafora che ne seguì anche la direzione dei lavori almeno per il periodo tardo-cinquecentesco e dei primi anni del seicento, mentre per quelli tra gli anni venti e trenta del XVII secolo sono da attribuire al genero: Vincenzo La Barbera.

La facciata ha un portale del 1634 fiancheggiato da altri due di dimensioni minori. In uno di questi, quello alla sinistra, è inciso la scritta: TERRIBILIS EST LOCUS ISTE! HIC DOMUS DEI EST ET PORTA CELI, VOCABITUR AULA DEI, che tradotta diventa: "Questo luogo incute rispetto. Questa è la casa di Dio e la porta del Cielo”.

L'edificio religioso è preceduto da un giardino al quale si accede da un portale, decorato da una Annunciazione in stucco in alto rilievo, e da una scala, a duplice rampa, che permette l’ingresso all’interno della struttura.

La chiesa venne realizzata a “croce latina” ed è suddivisa da tre navate composto da archi a tutto sesto sostenute da colonne dove in prossimità dell’altare sono interrotte da un finto transetto che si inserisce orizzontalmente tra le navate e le absidi.

Nell’intersezione tra la navata principale e il transetto sorge un tamburo ottagonale che regge la maestosa cupola azzurra, importante esempio di architettura barocca siciliana.

Un tempo l’interno della Chiesa era arricchita da opere di estremo interesse come ad esempio un Crocifisso miracoloso in ebano donato dal Re Alfonso di Castiglia oggi conservato nella Maggior Chiesa e più precisamente all’interno della cappella dedicata a San Gaetano.

La scultura lignea, a grandezza naturale, di cui non si conosce il nome dell’autore, è impreziosita da un perizoma in foglia d’oro, da un Sacro Cuore e da una corona in argento posizionata sul capo. Sempre il Solito così scriveva a proposito del Crocifisso: “(…) Si è però compiaciuta Sua Divinità Maestà (Re Alfonso dei Regi di Pastiglia) darlo alla Città di Termini per rimedio di tutte le afflizione e tribolazione di essa.

Nel mancamento della pioggia è rimedio unico, et efficace l’uscire in processione con detto Crocifisso, poiché subito si fa la gratia di essa, cossi successe allì 20 di ottobre del 1618 (…)”.

L’unica opera che oggi si può ammirare ammirare all'interno della Chiesa dell'Annunziata è un gruppo marmoreo che raffigura la Sacra Famiglia, realizzata dal palermitano Andrea Mancino (Madonna e il Bambino, 1494) e dal carrarese Francesco Li Maistri (San Giuseppe, 1515).
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