La Sicilia "Sotto le stelle di Roma": l'omaggio a Franco e Ciccio e (un inedito) Toti Mancuso
Da Cerda alla capitale il viaggio non è stato breve, un percorso difficile ma pieno di belle sorprese. Parla Giuseppe Di Giorgio che al Cinema Lux porta il suo nuovo film
Da sinistra Sabrina Nasti, Giuseppe Di Giorgio e Salvatore (Toti) Mancuso
Anche lì la vita, dopo avergli regalato un tiro mancino, gli diede un'altra opportunità facendogli cambiare del tutto strada. «Ricordo che una sera, alla fine degli allenamenti, mi avvicinarono due persone distinte ed eleganti. Mi dissero di essere stilisti e che avevano notato in me il portamento giusto per poter diventare un indossatore. Naturalmente non presi minimamente in considerazione quelle dichiarazioni ma mai avrei potuto immaginare di ritrovarmi a Roma, appena l’anno successivo, era il '95, per studiare all'accademia "Talent’s" modelli e modelle».
Di Giorgio inizia così a calcare le prime passerelle dell’alta moda, riscuotendo consensi. «Mi dicevano che ero creativo ed estroverso. Mi consigliavano di studiare perché secondo loro avrei potuto fare di più in quel settore». Ma il destino riserva al giovane Di Giorgio un’altra bella occasione per mettersi in mostra: «Ricordo che mi trovavo al palazzo Barberini, in occasione di una sfilata, c’era anche Valeria Marini. Venni notato da un collaboratore del regista Giorgio Capitani che stava cercando dei modelli da inserire nella fiction Rai "Commesse" che, dopo avermi squadrato dalla testa ai piedi mi disse: lavori Giovedì e Venerdì prossimo, siamo alla sala bowling di Villa Adriana. Vieni alle 7.30 che prendiamo le misure dei vestiti. La paga è 300 mila lire, pasti e rimborsi a carico nostro. Fu così che debuttai su Rai Uno in una piccola scena con Franco Castellano».
Da lì in poi Di Giorgio inizia a non poter fare a meno di apparire in televisione: «Quell’esperienza ha stravolto la mia vita, era bellissimo stare sul set, mi piaceva tantissimo, mi sentito appagato, realizzato, non riuscivo a rendermi conto che in quel momento per me era soltanto un sogno e niente altro e che per realizzare qualcosa di concreto avrei dovuto studiare e lottare come un leone». Inizia così la lunga esperienza di Giuseppe in televisione, fatta di piccole apparizioni che comunque gli permettono di continuare a sognare. «Ricordo di essermi presentato in via Stromboli a Milano, senza aver mai fatto il provino, perché volevo lavorare con Alessandro Cattelan nella sua trasmissione Vivit All Music. La faccio breve, dopo aver insistito decine di volte la produzione decise di farmi fare una promo tv della trasmissione con Alessandro. Risultato? Sono rimasto lì per quasi un anno a interagire con lui e il pubblico da casa».
Dopo questa esperienza, Di Giorgio, attraverso la sua costanza, riesce a ottenere vari ruoli: «Principalmente era figurazioni speciali in spot e trasmissioni tv, mi servivano per fare esperienza e crescere a livello artistico - dichiara Di Giorgio - tutto faceva brodo, come si suol dire. Prosegue con queste esperienze fino al 2014 quando, assieme al nipote Paolo, decide di realizzare il suo primo film da regista. «Per la prima volta decisi di rischiare grosso: da una battuta di mio nipote, "quando facciamo un film insieme" nacque l’idea di fare "La giusta scelta" e da lì non mi sono più fermato».
Infatti, dopo aver ottenuto un buon riscontro mediatico, Di Giorgio inizia a scrivere il suo nuovo film decidendo di fare il sequel de “La giusta scelta”. «Furono 3 anni infiniti quelli de “La scelta impossibile”, dal 2015 al 2018, anno in cui riuscì a far arrivare al cinema il film, che mi servirono per farmi fare realmente “le ossa” in questo settore». Di Giorgio nel 2020 realizza il suo primo Medical Thriller "Stem Cell", film pluripremiato in tutto il mondo e in concorso ai David di Donatello; nel 2021 invece esce "Finalmente libera" e nel 2022 “Tenebra questa è la mia vendetta" anche questo film finirà in concorso ai David di Donatello. Nel 2024 realizza il suo primo corto dal titolo “Il sospetto". Quest'anno invece è stata la vota di "Sotto le stelle di Roma", un film che giovedì 27 novembre, alle 21.00, verrà presentato al Cineteatro Lux di Palermo.
Di Giorgio, anche questa volta, è nella doppia veste di attore e regista e in questo film sembra ci siano delle similitudini con il suo reale passato.
«Il film parla proprio di quanto sia imprevedibile la vita e di come la stessa possa cambiare il tuo percorso, nel bene e nel male, in un solo clic - continua Di Giorgio - dentro questo film c'è anche parte della mia anima e del mio vissuto, quella di un siciliano che ha sofferto molto. Certo c’è anche tutta la fantasia d’autore, che cerca, attraverso l’anima e il cuore, di aggrapparsi alla speranza di avere un mondo migliore su tanti aspetti, uno su tutti “cancellare i nostri pregiudizi”. Poi nel personaggio che interpreto, Eugenio, c’è veramente molto di Giuseppe».
La Sicilia il regista Di Giorgio se la porta dentro e la mette nei suoi lavori chiamando a sé anche interpreti dell'Isola come Salvatore (Toti) Mancuso, celebre attore del duo Toti e Totino. «Toti (Marcello) in questo film è lo specchio della nostra Sicilia - commenta il regista - le recensioni su di lui sono tutte straordinarie. Ha portato con sè 50 anni di arte, comicità e senso dell'ironia ma nel film l'ho voluto in una veste inedita: pur mantenendo la sua verve comica, ci sono momenti di alta drammaturgia, che solo i grandi attori come lui posso avere. Il suo è un ruolo che trasmette amore, comprensione e apertura. Un bel personaggio a 360 gradi».
Nel cast c'è anche Rosario Terranova, attore siciliano di spessore «seppur presente in una sola scena ha dimostrato che non esistono piccole parti per dimostrare a tutti essere un grande attore, per me Rosario lo è». Ma la Sicilia affonda le sue radici ancor di più in "Sotto le stelle di Roma". Il film infatti è tratto dal romanzo di Massimo Benenato, figlio del compianto Franco Franchi. Un duo, quello di Franco e Ciccio che non soltanto rappresenta un pezzo di storia del cinema italiano ma è anche importante per il regista a livello personale. «Franco e Ciccio mi hanno salvato spesso da possibili depressioni, tutti possiamo crollare in un momento no della nostra vita e loro sono riusciti a sostenermi, distrarmi da quei momenti grazie ai film ma anche alle loro storie umane dichiarate durante le interviste televisive. Per me sono stati una vera e propria medicina».
Di Giorgio conosce Massimo nel 2020. «Gli scrissi sui social, avevo desiderio di conoscerlo di persona, mi rispose e ci incontrammo al bar della stazione di Santa Maria delle Mole a Roma. Da lì è nata una amicizia fraterna, quando mi ha dato in omaggio il suo libro “Sotto le stelle di Roma” gli dissi subito che avremmo fatto un film». E così è stato. Di fatto, il film è uscito al cinema il 7 novembre, con la prima proiezione al cinema Alfellini di Grottaferrata, e il 14 novembre a Pavia al Movie Planet di San Martino. Due eventi entrambi sold out. Ma c’è un particolare che riguarda le riprese del film che Di Giorgio vuole raccontarci che «durante la produzione del film mi sono sentito protetto anche dall'alto, sono credente e praticante e penso che le anime possano fare molto di più per noi rispetto alle persone che vivono sulla terra, dobbiamo soltanto credere che esiste il vero mondo dove c’è pace, amore e serenità, perché da lì, dal cielo, riceviamo i doni più grandi per la nostra vita».
Nel film c'è un omaggio a Franco e Ciccio, ma una dedica particolare va alla memoria di Salvo La Manna, compagno di vita della mamma per quasi 21 anni. «Salvo è stato come un padre per me, avevamo questo rapporto d’amore profondo, è morto pochi giorni prima dell’inizio del film, quando io stavo facendo gli ultimi sopralluoghi con i direttore della fotografia e con Massimo. Mi ha donato tanto amore e si è fidato di me fino all’ultimo suo istante di vita, non lo dimenticherò mai».
Presi dalla commozione da questa sua dichiarazione, cerchiamo con discrezione di farci dare qualche dettaglio in più sull'omaggio che ha voluto fare al celebre duo comico. «Accanto a me nei momenti salienti del film, c'è sempre stata un'immagine di Franco e Ciccio, li ho voluti lì, al mio fianco, per me sono stati un enorme sostegno che è andato oltre a quel legame infinito che ho con loro. Desidero soltanto che il pubblico lo scopra guardando il film».
Concludiamo pensando all’imminente futuro artistico che lo vedrà impegnato nel suo nuovo progetto cinematografico ispirato al romanzo “Volevo la gonna" di Vivian Darkangel. Anche lì sarà nella doppia veste di attore e regista? «In questo nuovo film, che come il libro, racconterà i tabù, i cambiamenti e le difficoltà nel mondo della transessualità, vorrei concentrarmi di più sulla regia. Vedrò assieme al mio ormai vecchio compagno di viaggio, Roberto Attolini, come poterci muoverci in questo senso. Dovremmo riuscire a girarlo nel 2026 a Bologna e forse in parte anche in Sicilia». Di Giorgio comunque non pensa di abbandonare il ruolo di attore. «Assolutamente no, anzi, spero di poter essere diretto presto da un grande regista così da poter tirare fuori il meglio di me».
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