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La Sicilia tra giallo, luoghi e food (scritto al cellulare): "Cous Cous Blues" è un viaggio

È un libro da leggere e assaporare sin dal primo racconto, “Le panelle di Tanino Speciale”: il protagonista si trova a districarsi con un caso tutto Made in Palermo

Mohamed Maalel
Booklover compulsivo
  • 16 maggio 2019

Lo scrittore siciliano Dario La Rosa

Un libro che si racconta attraverso i profumi del mare e della buona cucina siciliana: sono questi gli ingredienti, poco metaforici, della serie di racconti gialli “Cous Cous Blues” del giornalista palermitano Dario La Rosa, che fa di questo volume il racconto dei luoghi e dei sapori della propria terra.

Interamente scritto con il telefonino “davanti al mare, in montagna e nei momenti di libertà”, il libro rappresenta una grossa sfida per il giornalista che dovrà vedersela con il gradimento del proprio pubblico: i lettori potranno scaricare e prenotare, direttamente dalla prestigiosa piattaforma editoriale Bookabook, una copia cartacea o digitale del libro.

Un nuovo modo di fare editoria che focalizza l’attenzione sul gusto dei lettori che potranno dapprima avere in mano le bozze del volume ed in seguito ricevere a casa la copia ordinata, ma solo se le storie di La Rosa otterranno il gradimento del pubblico lettore.

Il pubblico si troverà di fronte ad una serie di racconti scritti con freschezza, quasi a collegare le parole con l’immaginazione del lettore, tra panelle, ricci di mare e la salsiccia al pepe rosa.

Già dal titolo delle storie si evince la volontà di indirizzare la lettura verso l’unicità dei sapori e dei luoghi siciliani: si parte da “Le panelle di Tanino Speciale”, in cui il protagonista Iachìno Bavetta si troverà a districarsi con un caso tutto Made in Palermo; “La pasta coi ricci di Iachìno Bavetta”, con un omicidio da risolvere fra le splendide acque dell’isola di Favignana e infine “La salsiccia al pepe rosa del signor Politi”, nello splendido scenario di Alcara Li Fusi, sui Nebrodi.

Il protagonista non sarà solo in questo racconto dal velo ironico, ma che tanto strizza l’occhio al giallo più classico: ad accompagnarlo il suo collega Gerlando e sua moglie Carmela, tutti legati inseparabilmente dal susseguirsi di consuetudini siciliane.

I due colleghi sono infatti gli autori di una rivista satirica che darà l’incipit alla prima storia e che in seguito accompagnerà il lettore in una serie di articoli investigativi. Non mancheranno le metafore profonde della moglie Carmela e l’accoglienza fidata del suo bassotto Arturo, che diventerà elemento fondamentale per la risoluzione di uno dei casi raccontati.

Personaggi delineati attraverso una scrittura che scivola liscia come l’olio per friggere, che raccontano di una Sicilia a metà, tra sapori, luoghi conosciuti e misteri.

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