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La smontano da Roma e (forse) la portano a Palermo: il caso della Grand Stand Arena

L'arena che ha ospitato gli Internazionali di tennis potrebbe essere trasferita alla Favorita. La giunta comunale ha dato il prima via libera all'opera. Il punto

Ferdinando Lo Monaco
Studente di Scienze della Comunicazione
  • 8 gennaio 2026

La Grand Stand Arena al Foro Italico di Roma

La città di Palermo potrebbe avere un nuovo impianto sportivo. Si tratta della Grand Stand Arena, una struttura polivalente da 6.300 posti, attualmente collocata al Foro Italico di Roma, dove nel corso degli anni l’impianto ha ospitato alcuni incontri degli Internazionali di tennis. Tuttavia, nonostante il prestigio legato a questi eventi, il progetto ha sollevato numerose perplessità tra le forze di opposizione del Consiglio comunale di Palermo.

L’area individuata per la collocazione della struttura è il Parco della Favorita, più precisamente in viale Diana, tra la piscina comunale, l’ippodromo e il circolo del tennis. L’arena verrebbe dunque traslata dalla capitale italiana al capoluogo siciliano, per un costo complessivo stimato in circa 6,4 milioni di euro.

La Giunta comunale di Palermo ha dato l'ok allo schema di accordo di collaborazione tra il Comune di Palermo e il Commissario Straordinario di Governo per gli interventi infrastrutturali e di riqualificazione sociale (che si avvale della collaborazione di Sport e Salute S.p.A., società in house del Ministero dell’Economia e delle Finanze).

L’accordo è finalizzato alla realizzazione della “Grand Stand Arena”, una moderna infrastruttura sportiva polifunzionale, un’arena modulare e innovativa, con una capienza fino a 6.300 spettatori, un’area di gioco di 920 metri quadrati e la possibilità di ospitare competizioni sportive (tra cui tennis e padel), eventi culturali, stage e concerti.

Il costo complessivo dell’operazione per il Comune di Palermo è pari a 6 milioni e 386 mila euro. «Una parte significativa delle risorse deriva da economie di gara - precisa l'amministrazione comunale - che si sono generate nel programma di spesa Pon Metro 2014/2020, a conferma della gestione oculata, attenta e responsabile dei conti pubblici da parte dell’amministrazione comunale».

«La Grand Stand Arena – spiega il sindaco Roberto Lagalla – consentirà la pratica di diverse discipline sportive, aumentando in modo significativo il valore sociale dell’infrastruttura, soprattutto in termini di inclusione, accessibilità e opportunità per i giovani e per le fasce più fragili della popolazione. È un’opera che, pur impegnando altre risorse, nasce sulla scia del "Modello Caivano" che a Palermo si è concretizzata nel Piano straordinario Borgo Nuovo e in coerenza con le politiche di rigenerazione urbana e sociale che stiamo portando avanti».

Un'opera che non piace alle opposizioni in Consiglio comunale che hanno presentato un'interrogazione al sindaco. Tra i punti criticati ci sarebbe la scelta del luogo: «La Favorita non è una periferia degradata: è un parco urbano centrale, sottoposto a stringenti vincoli paesaggistici e monumentali. Forzare questo quadro normativo significa piegare la legge a un’operazione politicamente discutibile». Lo si legge in una nota firmata dai consiglieri di opposizione Antonino Randazzo, Giulia Argiroffi, Massimo Giaconia, Fabio Giambrone, Mariangela Di Gangi, Franco Miceli, Fabio Teresi, Concetta Amella , Carmelo Miceli, Rosario Arcoleo, Teresa Piccione, Alberto Mangano, Ugo Forello e Giuseppe Miceli.

A tal proposito Antonino Randazzo aggiunge: «Inoltre, trattandosi di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e monumentali come la Favorita, il progetto è stato programmato senza il parere della Soprintendenza. Qualora quest’ultima esprimesse un parere negativo, rischierebbe di saltare tutto».

«La localizzazione individuata è il risultato di una serie di sopralluoghi tecnici condotti con i tecnici di Sport e Salute. La scelta dell’area – afferma il sindaco – risponde a criteri funzionali e strategici: da un lato va a completare l’asse dello sport di viale del Fante, dove il Comune è già impegnato nella ristrutturazione della Piscina comunale; dall’altro offre adeguate possibilità di parcheggio e collegamenti con il trasporto pubblico, rendendo l’impianto facilmente accessibile a tutta la città.

L'ubicazione dell'impianto, inoltre - conclude -, ricade in un'area limitrofa al perimetro della riserva naturale del Parco della Favorita, che gli uffici dell'Area Urbanistica hanno attestato essere ricadente in "Area omogenea F3" destinata, appunto, ad attrezzature sportive».

Tra gli altri punti contestati dall'opposizione: la natura dell’impianto: «Una struttura usata, realizzata nel 2018 per un utilizzo temporaneo, con una vita utile stimata di 20 anni, già parzialmente deprezzata e della cui dismissione anticipata a Roma non sono state chiarite le reali motivazioni - contestano i consiglieri nella nota -. Palermo dovrebbe spendere milioni di euro per acquistare, smontare, trasportare e rimontare un bene di cui non è stata certificata né la reale convenienza economica né la sostenibilità futura».

A seguito dell’approvazione della delibera, «nelle prossime settimane - chiarisce l'amministrazione comunale -, prenderà avvio l’intero iter progettuale, che prevede il coinvolgimento di tutti i soggetti e gli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni necessarie, secondo un percorso standard, proprio di tutte le opere pubbliche, come regolamentato dal codice dei contratti pubblici e, pertanto, condiviso e trasparente».

Al momento dunque quello che è stato deliberato è un accordo portato avanti dagli uffici degli enti istituzionali coinvolti. Dopo questa delibera, si attiva l'iter procedurale e la conferenza di servizi che coinvolge tutti i soggetti che hanno competenza per dare o meno le relative autorizzazioni, tra cui la Soprintendenza dei Beni culturali. Se queste arrivano l'amministrazione può andare avanti, altrimenti no. L'obiettivo è comunque quello di completare l'opera entro fine anno.
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