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La storia si ripete a Palermo: nuova petizione contro la pista ciclabile di viale Michelangelo

Come accaduto per quella di corso Calatafimi, prima, e di viale Regione dopo, anche contro la ciclovia di viale Michelangelo la protesta arriva dritta al sindaco

Claudia Rizzo
Giornalista e TV producer
  • 26 giugno 2026

I lavori per la pista ciclabile in viale Michelangelo, a Palermo

La protesta lascia il marciapiede di viale Michelangelo e arriva sulla scrivania del sindaco. Questa mattina (26 giugno) il comitato temporaneo costituito da residenti e commercianti della zona, insieme al consigliere comunale Massimo Giaconia e al consigliere della Sesta circoscrizione Roberto Li Muli, ha consegnato a Roberto Lagalla una petizione sottoscritta da circa mille cittadini in meno di due giorni.

Le firme sono state raccolte durante il sit-in organizzato lungo il viale e nelle ore successive, mentre il cantiere della nuova pista ciclabile continua ad alimentare dubbi e contestazioni. La petizione è stata indirizzata al primo cittadino e, per conoscenza, agli assessori competenti, con la richiesta di sospendere il progetto e aprire un confronto con abitanti, tecnici e associazioni per individuare un percorso alternativo.

I firmatari chiariscono subito un punto: la mobilitazione non nasce da una contrarietà alle piste ciclabili. «Siamo convinti che piste ciclabili e percorsi dedicati possano rappresentare una risorsa preziosa per la città quando realizzati in condizioni adeguate di sicurezza e funzionalità», dicono.

A essere contestata è la scelta di inserire il tracciato lungo viale Michelangelo, considerato incompatibile con le caratteristiche della strada. Un asse attraversato quotidianamente da automobili, autobus, camion e mezzi pesanti, sul quale la riduzione degli spazi destinati alla circolazione potrebbe, secondo i promotori della petizione, esporre i ciclisti a nuovi rischi e aggravare una situazione viaria già complessa.

Le preoccupazioni riguardano anche le possibili ripercussioni sul traffico. «La diminuzione della carreggiata - sostengono - potrebbe aumentare le code e i tempi di percorrenza, facendo crescere anche l’inquinamento atmosferico prodotto dai veicoli incolonnati». Ma la contestazione va oltre il singolo tratto.

Per il comitato, viale Michelangelo è diventato il simbolo di una pianificazione modificata più volte in corso d’opera e ormai distante dall’idea di una rete ciclabile continua e realmente funzionale.

«La nostra protesta non è contro le piste ciclabili, ma contro opere insensate e contro lo spreco di risorse pubbliche», ribadiscono i promotori. Gli interventi, denunciano i promotori, sarebbero il risultato di progetti prima approvati e poi ripetutamente cambiati, anche nel tentativo di placare le proteste sorte nei diversi quartieri attraversati dai cantieri.

Modifiche che avrebbero finito per snaturare il piano finanziato con circa otto milioni di euro del Pnrr, nato per rappresentare una svolta nella mobilità sostenibile cittadina e oggi esposto al rischio di perdere la propria coerenza complessiva e, insieme, gli stessi finanziamenti.

I residenti accusano inoltre l’amministrazione di non avere coinvolto preventivamente il territorio. «Purtroppo in questa vicenda abbiamo potuto constatare l'incapacità dell'amministrazione comunale di difendere le proprie scelte e di coinvolgere realmente la cittadinanza», affermano.

Secondo il comitato, Palazzo delle Aquile non avrebbe neppure provato a spiegare l’importanza delle piste ciclabili, scegliendo infine assi viari non compatibili con la loro realizzazione, sia per la sicurezza dei ciclisti sia per le conseguenze sulla circolazione. Una gestione definita «miope» e priva di una visione organica della mobilità urbana.

Con la petizione i cittadini chiedono quindi di valutare le criticità segnalate, sospendere l’attuale progetto e avviare un confronto che consenta di trovare soluzioni capaci di promuovere gli spostamenti sostenibili senza compromettere la sicurezza degli utenti della strada e la vivibilità del quartiere.

Da Palazzo delle Aquile confermano di avere ricevuto le firme, ma per il momento non entrano nel merito delle richieste avanzate.

Resta quindi ancora senza risposta la domanda rivolta direttamente al sindaco. «Fino a oggi, nonostante le proteste dei cittadini e le numerose contestazioni provenienti, in modo trasversale, anche dal mondo della politica, il primo cittadino non ha pronunciato una sola parola su questa vicenda», sottolineano.

La consegna delle firme, assicurano, non chiude la mobilitazione. Le iniziative di protesta e sensibilizzazione proseguiranno anche nelle prossime ore. «È giunto il momento che il sindaco si assuma la responsabilità delle scelte compiute dalla sua amministrazione e chiarisca ai cittadini quale sia il futuro di un progetto che rischia di compromettere la viabilità e di far perdere preziose risorse pubbliche».
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