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La svolta "rosa" delle Amministrative in Sicilia: la carica delle donne sindaco

Dai risultati delle Amministrative in 71 Comuni siciliani, un altro dato che emerge è la crescita della presenza femminile alla guida delle amministrazioni locali

Annalisa Ciprì
Giornalista
  • 26 maggio 2026

Rossella Covello, sindaco di Carini e Andreana Patti, sindaco di Marsala

Le elezioni amministrative del 2026 in Sicilia raccontano una storia che va oltre i numeri e gli schieramenti politici. In una tornata elettorale che ha coinvolto 71 comuni dell’Isola, il dato politico e culturale più significativo è senza dubbio la crescita della presenza femminile alla guida delle amministrazioni locali. Un fenomeno che segna un cambio di passo in una regione dove, storicamente, la figura del sindaco è stata quasi sempre declinata al maschile.

Il voto del 2026 mostra invece una Sicilia diversa, più aperta, più pragmatica e sempre meno legata agli schemi tradizionali della politica locale. In molti comuni, infatti, le elettrici e gli elettori hanno premiato candidature femminili considerate autorevoli, radicate nel territorio e capaci di interpretare bisogni concreti delle comunità.

A spiccare, in particolare, sono state due vittorie considerate altamente simboliche per peso politico e dimensione dei Comuni, quella di Andrana Patti a Marsala e quella di Rossella Covello a Carini. In entrambi i casi si tratta delle prime donne sindaco nelle rispettive amministrazioni comunali. A queste si aggiunge la rielezione della prima donna sindaco di Termini Imerese, Maria Terranova, al suo secondo mandato.

Tre realtà strategiche della Sicilia che hanno scelto di affidarsi a leadership femminili in un momento politico particolarmente delicato per gli enti locali siciliani.

A Termini Imerese, la riconferma e il consolidamento politico di Maria Terranova assumono un valore che va oltre il dato elettorale. La sindaca ha voluto condividere l’esito della tornata con toni fortemente emotivi e partecipativi, sottolineando il rapporto diretto con la comunità che l’ha sostenuta. «Ce l’abbiamo fatta. Anzi, ce l’avete fatta. Un risultato storico, potente e forse inimmaginabile. Termini Imerese ha scelto di continuare a correre. E resterà per altri 5 anni in buone mani. Ve lo prometto», ha scritto sui suoi profili social nelle ore immediatamente successive alla vittoria.

Un messaggio che restituisce l’idea di una leadership costruita sul coinvolgimento civico più che sulla sola rappresentanza politica. Nelle ore dei festeggiamenti, Terranova ha poi aggiunto: «È successo. È successo davvero. E io voglio condividere con voi questa gioia». Un’espressione che sintetizza il carattere quasi collettivo della vittoria, vissuta non solo come affermazione personale ma come risultato corale della comunità elettorale. Infine, a caldo, nel clima ancora carico di emozione, ha voluto rimarcare il legame con i cittadini: «Non dimenticherò mai queste immagini. Non dimenticherò mai il vostro affetto. Non dimenticherò mai la fiducia che mi avete dato». Parole che rafforzano l’idea di una continuità amministrativa fondata sulla relazione diretta tra istituzioni e territorio.

Ancora più significativo, sotto il profilo politico, il risultato ottenuto da Rossella Covello a Carini, uno dei comuni più popolosi della Sicilia occidentale. La sua affermazione rappresenta uno dei segnali più evidenti del cambiamento in atto nell’elettorato siciliano, una comunità tradizionalmente legata a modelli politici consolidati che ha invece premiato una candidatura femminile capace di interpretare rinnovamento e radicamento territoriale.

Anche in questo caso, le prime parole della nuova sindaca restituiscono il senso della svolta politica. «Grazie Carini! Rossella Covello è il nuovo Sindaco della nostra città. Questo straordinario risultato è merito della vostra fiducia e del vostro sostegno. Da oggi inizia un nuovo capitolo: ci mettiamo subito al lavoro per costruire, passo dopo passo, il futuro della nostra amata Carini. Il Comune è la casa di tutti. Avanti, insieme! ». Un messaggio improntato alla responsabilità amministrativa e alla costruzione di un progetto condiviso, che sottolinea l’avvio di una nuova fase politica per la città.

Ha conquistato la scena politica anche Marsala, dove Andreana Patti è stata eletta sindaca in un contesto segnato da forte competizione e da una campagna elettorale centrata su temi amministrativi cruciali come la gestione urbana, i servizi pubblici e il rilancio economico del territorio.

La sua affermazione è stata letta come un segnale di discontinuità rispetto agli equilibri precedenti, in una città di grande peso strategico nella provincia di Trapani. Nel suo primo messaggio post-vittoria, Patti ha scelto un tono diretto e simbolico: «Grazie, Marsala! Il vento è cambiato! ». Una frase breve, che sintetizza l’idea di una svolta politica e di una fase nuova per l’amministrazione cittadina, l’apertura di una stagione amministrativa diversa, orientata al rinnovamento.

Accanto a questi risultati, nel quadro delle amministrative siciliane si inserisce anche l’elezione di Ida Cuffaro a Raffadali, (nipote di Totò Cuffaro) nell’Agrigentino, dove la nuova sindaca ha guidato una competizione centrata su temi di gestione amministrativa ordinaria, partecipazione civica e riorganizzazione dei servizi comunali.

La sua elezione è stata letta come un segnale di continuità e al tempo stesso di rinnovamento, in un territorio dove il rapporto diretto tra amministratori e cittadini resta centrale. Subito dopo l’esito elettorale, anche Ida Cuffaro ha affidato ai social un messaggio fortemente personale, che restituisce l’impostazione del suo progetto politico: «Emozionata, soddisfatta del lavoro che abbiamo fatto io e la mia squadra. Spero di dare prima possibile dimostrazione di quello che sono e di quello che voglio fare per la mia comunità. Sarò sempre in comune per i miei cittadini, quando vogliono mi troveranno lì». Un messaggio che, al di là della forma colloquiale e immediata, sottolinea una forte impostazione di prossimità amministrativa e accessibilità diretta dell’istituzione comunale.

Nel Palermitano, oltre alle vittorie di Terranova e Covello, Concetta Di Pasquale è stata eletta ad Aliminusa e Anna Canzoneri a Campofelice di Fitalia. Altrettanto significativo il risultato di Godrano, dove Daniela Sebastiano Bellini è stata eletta sindaca da candidata unica, raggiungendo comunque il quorum necessario per la validità della consultazione.

Nel Messinese, emerge con forza anche la vittoria di Melangela Scolaro a Barcellona Pozzo di Gotto, uno dei centri più importanti e complessi della provincia di Messina. La sua elezione si inserisce in un contesto politico competitivo, ma assume un significato ulteriore per la narrazione del consenso costruito dal basso.

Scolaro, nelle ore successive al voto, ha scelto un tono riflessivo e quasi “di restituzione” del percorso elettorale: «Ho mantenuto il silenzio assoluto fino alle 15.00. A urne chiuse, desidero rassegnare le mie impressioni. Mi rivolgo alle tante persone che si sono spese con amore ed entusiasmo in questo progetto e che sono state il motore di questo indimenticabile percorso».

Il suo messaggio si è poi concentrato sul valore della partecipazione attiva: «Grazie innanzitutto a quel manipolo originario di sostenitori che ogni venerdì si sono riuniti nella nostra sede, siete stati i pionieri e non avete ceduto innanzi a nulla, perché l’umanità ha prevalso su ogni ragionamento, anche su quelli distruttivi tendenti a toglierci il desiderio di esserci». Una dichiarazione che restituisce l’immagine di una campagna vissuta come esperienza collettiva e identitaria prima ancora che elettorale.

Il voto del 2026 mostra infatti una Sicilia più aperta, più pragmatica e sempre meno legata agli schemi tradizionali della politica locale. In molti comuni, le elettrici e gli elettori hanno premiato candidature femminili considerate autorevoli, radicate nel territorio e capaci di interpretare bisogni concreti delle comunità.

Il caso simbolo arriva da Milo, nel Catanese, dove Maria Aurora Catalano è diventata la prima donna sindaca nella storia del Comune. Una vittoria dal forte valore simbolico, maturata peraltro in una competizione tutta al femminile, che ha segnato una svolta storica per il piccolo centro etneo. «Ci avete consegnato i vostri desideri, le vostre speranze per una Milo più efficiente, più vivace e unita», ha commentato la prima cittadina sulla sua pagina Facebook. «Noi metteremo impegno, competenza e passione; chi intende lavorare, con lo stesso spirito, per il bene di Milo sarà il benvenuto. Ad maiora semper».

Ma Milo non è affatto un episodio isolato. La tornata amministrativa del 2026 ha infatti consegnato alla Sicilia un numero significativo di sindache elette, molte delle quali protagoniste di autentiche prime volte nei rispettivi territori.
A Merì, nel Messinese, è stata eletta Giusi Cicciari, mentre a Saponara la fascia tricolore è andata a Maria Spidalieri, altra figura femminile capace di imporsi in un contesto tradizionalmente dominato da leadership maschili.

«Ce l'abbiamo fatta, Merì ha scelto il futuro», si legge sui profili social di chi sostiene e ha sostenuto la Cicciari. «L'ansia è finita, l'attesa è passata e da oggi si volta pagina. Giusi Cicciari è il nuovo sindaco! Un ringraziamento immenso va a tutta la splendida compagine "Noi Per il Futuro Meriese" per lo straordinario lavoro svolto, ci avete messo il cuore dal primo all'ultimo giorno. E un grazie immenso a tutti i cittadini che hanno creduto in questo progetto di rinascita. Adesso, uniti e con il sorriso, rimbocchiamoci le maniche per fare splendere di nuovo ogni via del nostro paese. Stasera si festeggia, da domani si cambia la storia!».
E ancora, da Saponara: «Spidalieri si aggiudica il testa a testa per soli 8 voti ed è la prima sindaca donna», e «Saponara merita Maria Spidalieri Sindaco».

Nel complesso, le amministrative siciliane del 2026 restituiscono l’immagine di una regione in trasformazione, dove la leadership femminile non rappresenta più un’eccezione ma una componente sempre più strutturale del governo locale. Le vittorie delle nuove sindache si inseriscono dentro dinamiche diverse, riconferme, successioni competitive, sfide in comuni strategici o piccoli centri, ma contribuiscono tutte a delineare un filo comune, quello di una crescente fiducia degli elettori verso profili amministrativi percepiti come concreti, radicati e capaci di interpretare la complessità dei territori.

Al di là delle singole storie e delle differenti sensibilità politiche, emerge una tendenza chiara, la richiesta di una politica più prossima, meno distante e più orientata alla gestione quotidiana dei problemi locali. In questo scenario, le sindache elette non solo assumono un ruolo istituzionale, ma diventano anche il simbolo di una stagione nuova per la Sicilia amministrativa, in cui il cambiamento passa sempre più spesso attraverso volti femminili e leadership costruite sul rapporto diretto con le comunità.

Un passaggio che non appare episodico, ma che sembra piuttosto segnare l’inizio di un riequilibrio profondo nella rappresentanza politica locale, destinato a incidere anche sulle future dinamiche amministrative dell’Isola.
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