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La "Terra di Mezzo" di Tolkien è in Sicilia: il Vallone, un luogo (magico) poco conosciuto

La Sicilia vanta un'infinità di paesaggi differenti l'uno dall'altro, ognuno con una natura tutta sua. Uno di questi che purtroppo non tutti conoscono è l'entroterra

Erika Diliberto
Giornalista
  • 21 febbraio 2024

Cozzu Pirtusiddu a Villalba

:Chi non ha mai sognato ed immaginato anche una sola volta nella sua sua vita, di esserci, nei luoghi descritti magistralmente dall'inglese J.R.R. Tolkien nella sua opera principale: Il Signore degli Anelli. Tradotto in oltre trenta lingue differenti, questa, è divenuta una delle opere letterarie più conosciute del ventesimo secolo.

"Il Signore degli Anelli" è per eccellenza il manoscritto più celebre dello stesso Tolkien che vi mise mano tra il 1937 ed il 1949 , per poi venire pubblicato in ben tre volumi tra il 1954 ed il 1955: "La Compagnia dell'Anello", "Le Due Torri" ed "Il Ritorno del Re".

Il romanzo, portato nelle sale cinematografiche molti anni dopo la sua uscita, con una trilogia colossal-fantasy, co-scritta, diretta e co-prodotta dal regista neozelandese Peter Jackson, ha tenuto incollati, letteralmente, alle poltrone, milioni di spettatori incantati dalla "Terra di Mezzo" e dai suoi misteriosi e fantastici abitanti.
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"The Lord of the Rings" è ancora oggi annoverato come uno dei più grandi ed ambiziosi progetti, mai intrapresi nella storia del cinema, con costi non indifferenti. La trilogia ha richiesto un budget di 281 milioni di dollari ed otto anni di riprese, girate interamente e simultaneamente in Nuova Zelanda, paese natale di Peter Jackson.

L'ambientazione fantastica è quella della lussureggiante, bucolica e sempre verde "Terra di Mezzo".

Ma molti non sanno che l'iconica ed enigmatica "Terra di Mezzo", nell'Arda, l'universo immaginario fantasy creato ah hoc dallo scrittore... esiste per davvero.

Si, perché quei luoghi fantastici che abbiamo imparato a memoria e scolpito come fosse pietra, nella nostra mente, grazie alla trasposizione cinematografica del romanzo di Tolkien, è possibile ammirarli a pochi passi da casa nostra.

La Sicilia è un'isola meravigliosa e vanta un'infinità di paesaggi differenti l'uno dall'altro, ognuno con una natura tutta sua. Uno di questi che, ahimè, non tutti conoscono è l'entroterra. Un territorio a dir poco, scarsamente conosciuto.

Ci hanno insegnato ed hanno inculcato nelle nostre menti che la Sicilia è l'Etna che ogni tanto "sbuffa" e regala suggestive fotografie. Ci è stato detto che la Sicilia è Palermo con la sua cattedrale e Santa Rosalia su Monte Pellegrino e ancora che è Catania con la sua pittoresca devozione per Sant'Agata, la Valle dei Templi di Agrigento e quelli di Segesta, il suo mare limpido ed azzurro.

Ma la Sicilia non è solo questo...è molto altro ancora. I tour operator hanno da sempre proposto al turista una Sicilia "incompleta". L'isola abbraccia una moltitudine di culture, storie e tradizioni diverse ma anche una varietà paesaggistica senza eguali come appunto il cosiddetto "Vallone" cui fanno parte diversi comuni del nisseno e paragonabile in tutto e per tutto alla "Terra di Mezzo" di Tolkien.

Non ci saranno gli Hobbit o il popolo dei nani, non ci sarà Gandalf il grigio e poi il bianco, non ci saranno elfi ed Aragom, non ci saranno i folletti ed i famosi e possenti guerrieri Uruk-hai ma ci sono i monti, le verdi vallate, i fiumi, i ruscelli, gli abitanti del Vallone ospitali e generosi, solerti nell'accogliere il turista, il viandante, con un caldo abbraccio di amorevole fratellanza.

Si perché è la fratellanza, il senso di appartenenza, forte e chiaro che si respira e che contraddistinge il territorio del Vallone da tutti gli altri. Quest'ultimo, nello specifico la sua parte nissena, rientra all'interno di quello che è il libero consorzio comunale di Caltanissetta, ex provincia omonima, il cui territorio è prevalentemente collinare con due zone geografiche ben distinte da peculiarità morfologico-climatiche molto differenti tra loro.

Il territorio, cosiddetto, del Vallone, nell'uso comune del termine, appartiene alla zona settentrionale e comprende i comuni di Acquaviva Platani, Mussomeli, Vallelunga Pratameno, Villalba, Milena, Campofranco e Sutera per quel che concerne il lato nisseno.

Il Vallone, infatti, conosciuto anche come Valle del Platani, abbraccia inoltre, nella sua parte agrigentina, i comuni di Casteltermini, San Giovanni Gemini e Cammarata nei Monti Sicani.

La valle, caratterizzata da una moltitudine di ambienti differenti che vanno dalle colline alle montagne, ospita una flora ed una fauna molto ricche e diversificate.

Circondato da paesaggi a dir poco, mozzafiato, al suo interno è possibile poter ammirare boschi di lecci, querce, castagni e carrubi , oltre a numerosi esemplari di animali selvatici. Il Vallone è anche ricco di sorgenti d'acqua e numerose aree di interesse geologico, nonché di rilevanza archeologica.

Olivi, mandorleti e vigneti, contribuiscono poi all'agricoltura locale ed alla produzione di prodotti tipici locali. Questo lembo di terra che si estende tra le province di Caltanissetta ed Agrigento e che arriva a raggiungere il mare attraverso il fiume Platani, rappresenta un percorso non solo nella natura ma anche tra le innumerevoli storie e tradizioni che sono nate sulle sue sponde.

È questa la nostra "Terra di Mezzo", con le sue colline e le sue montagne, coi suoi corsi d'acqua e le sue genti, con gli animali e le sue colture, con le sue tradizioni e le sue storie millenarie.

Il Vallone non è, dunque, solo quell'ecosistema naturale, fonte di vita per tante creature ma anche un luogo fantastico di grande interesse culturale e turistico, dove è possibile fare, letteralmente, un tuffo nella bellezza ancora incontaminata della natura ed in quella che potremmo definire: l'incontestata autenticità della reale vita siciliana.

E chissà anche che nel vostro peregrinare nel Vallone non possiate incontrare un piccolo e magico abitante del luogo o il fantasma di uno dei castelli presenti sul posto.

Le leggende sono tante e la tradizione orale, è ricca in tal senso...anche Tolkien avrebbe avuto tanto di quel materiale da potere scrivere diversi altri, fantasiosi romanzi.
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