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"Lascio tutto e scappo a Lampedusa": è la storia di un milanese che vendeva polizze assicurative

Almeno una volta nella vita, abbiamo accarezzato un sogno: lasciarci alle spalle paure e preoccupazioni e ricominciare in un ambiente nuovo, per trovare il proprio posto nel mondo

Elio Di Bella
Docente e giornalista
  • 2 luglio 2021

Fabio Gallarati (in basso a sinistra) con degli amici a Lampedusa

Almeno una volta nella vita, abbiamo accarezzato o almeno immaginato un sogno: lasciarci alle spalle paure e preoccupazioni e ricominciare in un ambiente nuovo, per trovare il proprio posto nel mondo.

Per molti secoli la Sicilia è stata questo approdo per molti spiriti inquieti ma anche tanto liberi, che hanno voluto dare una svolta radicale alla propria esistenza. Questa magia continua ad accadere in Sicilia, ma lontano dai centri contaminati dalla frenesia consumistica.

«A me è accaduto di realizzare questo sogno a Lampedusa - dice il giovane milanese Fabio Gallarati -, dove il mare ti fa brillare gli occhi, il vento ti accarezza i capelli, il sole ti scalda la pelle e la gente ti fa battere il cuore e dove finalmente riesco ad esprimermi in totale liberta ed autenticità»,

Tutti possiamo conoscere la sua avventura umana entrando nel suo originalissimo negozio a Lampedusa.

Veniamo subito rapiti infatti dalle tavolette di ceramica, allineati su una parete, che ci raccontano la storia di un "emigrato al contrario", che ha lasciato tutto ed è scappato a Lampedusa, il minuscolo fazzoletto di terra al centro del Mar Mediterraneo così totalmente altro rispetto all’opulenta Milano di Fabio.



Questo giovane lombardo ha solo vent'anni quando la sua strada incrocia per la prima volta la magica atmosfera di Lampedusa. È agosto e l'isola è caotica, come sempre nel pieno dell'estate – leggiamo sulle tavolette -. Lui è di Milano, e da buon milanese vecchio stampo con lavoro e fatturato nel dna non stacca nemmeno durante le vacanze, riuscendo perfino a vendere una polizza pensionistica a un residente dell'isola.

È ottobre quando Fabio torna a consegnare il contratto della polizza, e si ritrova immerso in un'isola completamente diversa: la folla è sparita, ma non si è portata via le stradine, i panorami mozzafiato, le spiagge e i tanti luoghi paradisiaci dell’isola.

È in quel preciso istante che in Fabio nasce l'idea definitiva: lascio tutto e vengo qui. Lascia quindi un buon lavoro e la sua terra, ma per far cosa nella piccola Lampedusa?

«Per poter essere me stesso ed esprimere liberamente la mia più grande passione: il mondo del fashion», risponde Fabio.

Quindi non nella capitale della moda, a Milano, ma nella remota Lampedusa il giovane lombardo diventa uno dei giovani creativi oggi tra i più ammirati.

«A Lampedusa vivo una libertà che mi permette di esprimere il mio io più autentico. Una sensazione di libertà di cui avevo bisogno. Ma questa possibilità di libertà mi ha suggerito che dovevo creare qualcosa e ho aperto un negozio che è in sintonia con la vita che c'è a Lampedusa, che è terra di incontri, di rapporti umani tra tanta gente così diversa, ma che qui arriva in vacanza con la disponibilità nel cuore di vivere rapporti fraterni.

Così già il mio primo negozio è stato pensato come un luogo d'incontri, dove prendere insieme un aperitivo, ascoltare musica, fare quattro chiacchiere serenamente. Non un negozio di abbigliamento fine a se stesso, dove fare shopping e scappare, come accade a Milano, ma un luogo dove puoi anche venire semplicemente per fare quattro chiacchiere. La sera diventa addirittura una piccola discoteca e fuori abbiamo anche una panchina che è il nostro salottino esterno», spiega Fabio.

Una amore per Lampedusa che Fabio ha sentito di dover concretizzare con un'attività che non vuole essere solo commerciale. È stato incoraggiato dai suoi genitori e dai suoi amici, che hanno creduto in lui e nel suo progetto, che Fabio pensava sarebbe durata un anno e invece esiste da sei anni, con biglietto di sola andata.

Nel 2016 nasce un primo negozio, primo storm multibrand dell'Isola, chiamato Mi-lamp Shop (Milano Love Lampedusa) per proporre la moda dei grandi marchi celebri nel mondo e diventa subito anche una start up.

Ma la grande svolta accade nel 2019 con la creazione del logo "Lascio tutto e scappo a Lampedusa".

«È nato quasi per caso - continua - quando abbiamo pensato di scriverlo con la vernice su una t-shirt. Subito dopo comincia a spuntare su magliette e borse.

Un logo che esprime al meglio la mia storia ed è diventato immediatamente un successo incredibile, perché racconta un sogno, quello di evadere, lasciare tutto e scappare su un’isola bella e serena. Penso infatti che a piacere non sia soltanto il logo, ma il concetto stesso che sta alla base del progetto: l’idea di evasione, di fuga verso orizzonti nuovi e verso stili di vita più sostenibili».

“Lascio tutto è scappo a Lampedusa” è diventato il brand dell’isola: la via Roma, strada della movida lampedusana, ne è invasa e non passano inosservate fra i vacanzieri le magliette le borse, gli accessori con questo logo.

Ma c’è chi arrivando a Lampedusa scende dall’aereo con indosso la maglietta con il logo di Fabio, perché l’ha acquistata online o comunque la indossa quando riprende l’aereo o la nave per tornare a casa perché è diventato il mood dell’Isola.

L'isola è stata molto generosa con lui subito e gli ha riservato un'altra bellissima sorpresa: l'amore.

Infatti già un anno dopo che era "scappato" nell'Isola ha conosciuto Manuela, una ragazza modenese, che ha lasciato il lavoro ed è “scappata” anche lei a Lampedusa per vivere la sua storia d’amore con Fabio e proseguire con lui il progetto “Lascio tutto e scappo a Lampedusa”.

Così anche Manuela Piccinini cura la notevole gamma di prodotti dello store lampedusano e insieme al suo compagno promuove le feste e gli appuntamenti legati al loro progetto.

C'è una piattaforma web di vendite online che si affianca alle attività di social media e, in ristoranti e attività locali di Lampedusa, il personale indossa le magliette loggate come divisa.

Fabio è particolarmente contento anche del fatto che sia nata persino una comunity di "Lascio tutto e scappo a Lampedusa" con persone che hanno fatto la sua stessa scelta di emigrato al contrario.

«Vogliamo adesso portare il nostro brand in altre realtà. Adesso ha un altro sogno: girare per il mondo ad aprire concept store con il mio logo e magari con progetti legati a territori nuovi, come per esempio "Lascio tutto e scappo a Miami"».
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