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Le cantine siciliane protagoniste al Vinitaly 2026: le nuove sfide, tra enoturismo e bio

A ogni sorso scopri un po' di Sicilia, della sua storia, avvolto da un gusto inconfondibile. Dal 12 al 15 aprile l'isola ha primeggiato alla 58esima edizione

Balarm
La redazione
  • 16 aprile 2026

Il padiglione Sicilia del Vinitaly 2026

La Sicilia in un calice. A ogni sorso scopri un po' del suo territorio, della sua storia, avvolto da un gusto inconfondibile, unico. Dal 12 al 15 aprile l'Isola è stata tra i protagonisti assoluti della 58esima edizione del Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati, in programma a Verona. Sono 164 le cantine che hanno rappresentato la nostra regione.

L'11 aprile è stato il giorno dell'inaugurazione del il Vinitaly 2026 in piazza Bra davanti all’Arena di Verona, con il coinvolgimento di oltre 100 artisti tra cantanti, ballerini e attori. Gli allievi della Peparini Academy e dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico, la scuola di teatro dell’INDA, hanno dato vita a una vera e propria festa scenica e un flashmob. Lo spettacolo ha visto la partecipazione del cantante e pianista siracusano Ernesto Marciante e di un duo acrobatico “hand to hand”, dando vita a una travolgente performance multisensoriale.

Nei giorni del salone internazionale l’assessorato dell’Agricoltura, in collaborazione con i consorzi e gli enti che hanno partecipato al Vinitaly, ha proposto un programma senza precedenti ricco di panel e masterclass di qualità. Il programma ha avuto il suo culmine in un evento che ha visto tagliare un ulteriore traguardo: per la prima volta nella storia della manifestazione una proficua sinergia tra l’assessorato e il dipartimento dei Beni culturali che il 13 aprile è culminato nell’incontro "Millenni di storia e di vino". Obiettivo della Regione Siciliana sponsorizzare il connubio tra beni culturali e prodotti enogastronomici, caratteristica unica della regione e porre l'accento sulle aziende bio presenti al padiglione

Il turismo del vino è stato un punto fermo al centro della strategia di promozione e valorizzazione di Assovini Sicilia. L’associazione che oggi riunisce cento aziende vitivinicole siciliane punta all’enoturismo come ulteriore asset della già consolidata qualità produttiva dell’isola. Tra queste figurano Alessandro di Camporeale, Duca di Salaparuta, Donnafugata, Baglio di Pianetto, Casa Vinicola Fazio, Principe di Corleone, Conte Tasca D'Almerita. Il tema del wine tourism è stato anche affrontato nel corso della conferenza "Viaggio in Sicilia: le nuove frontiere dell’enoturismo", in calendario lunedì 13 aprile. All’incontro, i relatori hanno trattato il tema dell’enoturismo non solo come risorsa e volano dell’economia siciliana ma anche dei cambiamenti innescati dal wine tourism nel mondo vitivinicolo che hanno un impatto di rilievo sulla comunicazione e il racconto del vino.

Al padiglione 2 "Sicilia anche Mandrarossa.Quest'anno la cantina di Menfi ha presentato quattro nuove etichette che segnano un'accelerazione nel percorso di ricerca sul territorio. Tra le aziende presenti Tenute Orestiadi che torna con una visione chiara: interpretare il vino come espressione culturale contemporanea e leva strategica per il posizionamento nei mercati internazionali. Nel contesto di una Sicilia sempre più centrale per qualità e riconoscibilità, la cantina di Gibellina si presenta come ambasciatrice di un territorio unico, dove arte e paesaggio diventano parte integrante del racconto enologico.

Cantine Colomba Bianca dal trapanese ha «portato a Verona - dicono - il nostro Metodo Classico d’alta quota tra Salemi e Vita. Pas Dosé Millesimato e Riserva Centomesi sono i passi più recenti di questo lavoro. Uno spazio costruito insieme, come tutto quello che facciamo. Grazie a chi è passato».

Presenti anche le realtà che ricadono nel comune di Contessa Entellina, che, in collaborazione con Sambuca di Sicilia, porta il territorio delle Terre Sicane al Vinitaly con un progetto strutturato di promozione territoriale. Non una semplice presenza, quella alla fiera, ma una strategia condivisa che punta sul vino come leva di sviluppo, integrandolo con enoturismo, accoglienza e identità locale.

Tra queste anche l'azienda "Leonarda Tardi" che si trova nel cuore della Sicilia Occidentale, al confine tra le province di Trapani, Palermo ed Agrigento, nell’Entroterra collinare della splendida Valle del Belice. Una realtà molto legata alle proprie radici. Ogni bottiglia è riconoscibile il logo della rete NO Mafie per un consumo critico.

Un percorso che prosegue con segnali decisamente positivi. Fin dalle prime ore di apertura della fiera di Verona e nel corso di questi giorni, si è registrata una grande affluenza di wine lover, operatori e curiosi, attratti da un’offerta che unisce qualità vitivinicola, identità territoriale ed enoturismo.

Le aziende delle Terre Sicane si presentano compatte e coordinate, dando concreta forma a una strategia condivisa che punta a fare sistema. I primi incontri con i buyer sono stati accompagnati da feedback incoraggianti: interesse, curiosità e attenzione verso un territorio che si propone non solo per il vino, ma come destinazione esperienziale completa.

A Verona anche le Cantine Birgi che a Marsala si trova tra il mare e lo Stagnone, per «farvi vivere un’esperienza autentica tra i sapori della Sicilia. Un’esperienza fatta di racconti, territorio e degustazioni che esprimono al meglio carattere e identità. Un momento da condividere insieme, tra incontri, calici e nuove connessioni». Al Padiglione siciliano anche i giovanissimi fratelli Francesco e Giuseppe Brugnano, delle cantine omonime che riprendono il cammino del vino: una tradizione di famiglia lunga oltre cinquant’anni.

Presenti all'iniziativa anche Tenute Ballasanti, un'azienda vitivinicola che si trova alle pendici dell'Etna, precisamente a Giarre (CT). Fondata da Manuela Seminara insieme a Fabio Gualandris, l'azienda, come spesso accade nell'Isola, nasce dal desiderio di recuperare la terra di famiglia. E per restare nel territorio etneo il miglior rosato d'Italia parla siciliano, catanese in particolare. Al salone internazionale di “Vinitaly”, il rosato “Etna doc 2024”, della cantina Al-Cantàra winery, di Pucci Giuffrida, trionfa e si aggiudica il titolo di Best Rosé Wine, al 5StarWines – the Book 2026. Un riconoscimento per l'intero territorio etneo che si conferma tra i migliori, su scala nazionale, nella produzione di vini freschi, di forte personalità e carattere.

Non è stata da meno Tenuta Boccarossa, con il suo Etna Bianco DOC, ha presentato un’autentica espressione d’eccellenza del vitigno autoctono Carricante, simbolo dell’identità enologica dell’Etna. Il vino è stato selezionato come Testimonial rappresentativo per la prestigiosa rassegna “Abbecedario del Vino”, un progetto dedicato alla valorizzazione delle principali varietà vitivinicole e presentato durante la kermesse.

La Sicilia del vino si conferma quindi una realtà in forte crescita e in continuo dialogo col territorio, destinata a contribuire in modo significativo allo sviluppo dell'Isola.
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