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Le tracce della II guerra mondiale combattuta in Sicilia sono lì, in fondo al nostro mare

Storie rimaste sconosciute che riemergono con forza dal passato, fra aeroporti fantasma, aerei da combattimento ritrovati in fondo al mare e imprese fatte di coraggio ma intrise di lacrime e dolore

Balarm
La redazione
  • 22 maggio 2021

Degli aerei da guerra ritrovati in fondo al mare, gli 007 stutunitensi, un aeroporto fantasma mai scoperto dagli americani e costruito facendosi strada fra gli uliveti, un salvataggio di un aviere precipitato portato a termine da due ragazzini che, dopo oltre cinquant'anni, lo riabbracciano. Sembra la trama di un film, ma non lo è.

È quanto realmente successo in un tratto di mare e di territorio siciliano che per una sventurata scelta del destino è stato protagonista di tante guerre e di mille combattimenti. L'area di mare è quella che va da Cattolica Eraclea a Sciacca passando per Ribera.

I suoi fondali hanno custodito a volte per secoli, altre volte per decenni, le tracce degli scontri armati tra i più importanti della storia. Le ultime grandi battaglie aeree sono state quelle della Seconda Guerra mondiale tra gli alleati e l'asse italo-tedesco.

Grazie a delle straordinarie immagini subacquee e ai ritrovamenti di materiale top-secret sono state ricostruite le vicende di quei giorni di strategie, vittorie, sconfitte, lacrime e sangue.

Giorni che hanno segnato la storia dell'umanità per gli anni a venire fino ai giorni nostri. Una lunga ricerca portata avanti dallo storico ed esperto subacqueo Mimmo Macaluso dà nuova luce a delle pagine sennò dimenticate.

Un intrigante percorso anche fra le trame dei servizi segreti americani del tempo che preparavano lo sbarco alleato in Sicilia, le leggendarie ville bunker e le tante storie di chi ha combattuto credendosi dalla parte dei giusti.

È tutto raccontato nel nuovo episodio di FUORIRIGA.
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