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Lei tifava Palermo e tutta Palermo ha tifato per lei: addio ad Alessia, "piccola guerriera"

La piccola "guerriera rosanero" si è spenta dopo aver lottato per 5 anni contro un tumore aggressivo. Allestita la camera ardente allo stadio Renzo Barbera

Balarm
La redazione
  • 13 maggio 2026

Alessia La Rosa in campo col Palermo prima di una partita (foto da Facebook)

"Tifava Palermo e tutta Palermo ha tifato per lei" fino all'ultimo. La città per giorni si è stretta, in preghiera, attorno a lei e nella notte è arrivata la notizia che nessuno avrebbe mai voluto sentire: Alessia La Rosa, la piccola "guerriera rosanero" è morta dopo aver lottato per 5 anni contro un tumore molto aggressivo.

Era il 2021 quando alla bimba è stato riscontrato un scopre rabdomiosarcoma, un tumore raro e maligno. Da allora la piccola Alessia si è sottoposta a diversi interventi chirurgici, chemioterapia, un autotrapianto di midollo e la radioterapia. Negli ultimi giorni le sue condizioni di salute si sono aggravate e, attraverso i numerosi appelli che diversi influencer palermitani hanno lanciato per sostenere la piccola e la sua mamma. Tutta la città e non solo, anche i tanti siciliani che vivono al Nord e all'estero, si sono stretti ad Alessia, col pensiero, la preghiera e la speranza.

Forte il sostegno anche della Curva Nord, che oggi la ricorda come "la piccola guerriera rosanero". Sì perché Alessia era una grande tifosa del Palermo. E come qualcuno sui social ha scritto: "Lei tifava Palermo e Palermo ha tifato per lei". Tanto che il Palermo FC l'ha portata in campo, mentre le curve le hanno dedicato cori e striscioni.

Commovente il post che le dedica il Palermo F.C.: «Esiste un finale diverso. Uno in cui tu non te ne sei mai andata. E sei rimasta con noi, con le luci dello stadio riflesse negli occhi mentre entri in campo coi ragazzi, o lassù in curva mentre canti con tutto il fiato che hai. Questo finale, se vogliamo, è ancora possibile, finchè ognuno di noi porterà il tuo sorriso nel cuore. Ci vediamo allo stadio Ale, come sempre e per sempre».

La piccola Alessia aveva stretto un rapporto speciale con Jacopo Segre, con cui è scesa in campo più volte prima della partita. Il calciatore la saluta così: «Farò tesoro del tempo che mi hai concesso, una fortuna che capita a pochi. Continuiamo a camminare insieme e continuiamo a ridere insieme, come abbiamo fatto sempre».

Oggi (13 maggio) allo stadio Renzo Barbera è stata allestita la camera ardente per dare l'ultimo saluto alla piccola Alessia.

«La morte di Alessia lascia un vuoto che Palermo sente come proprio - scrive Palermo 4Ever, una pagina Facebook dei tifosi rosanero -. Non solo per la storia dolorosa di una bambina di appena otto anni che ha combattuto a lungo contro una malattia feroce, ma per ciò che è riuscita a rappresentare: coraggio, appartenenza, amore. C’è un aspetto della storia di Alessia che merita di essere raccontato ancora una volta: il legame profondo che aveva costruito con il Palermo e con la sua gente.

Alessia si era innamorata dei colori rosanero grazie a Joshua, un altro piccolo guerriero volato via troppo presto a causa di un’altra terribile malattia. Con lui aveva iniziato a frequentare la Curva Nord, vivendo lo stadio come un luogo di gioia, di condivisione, di normalità. Dopo la scomparsa di Joshua, Alessia non aveva smesso. Ha continuato ad andare al Barbera, a sostenere il Palermo, a lanciare cori, a sentirsi parte di quella grande famiglia. La Curva Nord le ha restituito quell’affetto con striscioni, dediche e messaggi di speranza che in questi mesi hanno accompagnato il suo percorso. Un abbraccio collettivo che andava oltre il calcio. Nelle ultime settimane, purtroppo, le sue condizioni di salute non le avevano più permesso di andare allo stadio. Ma il suo posto, simbolicamente, era rimasto lì: tra la sua gente, tra i suoi colori, nel cuore di una tifoseria che non la dimenticherà. Ciao Alessia. Palermo e tutto il popolo rosanero non ti dimenticheranno».
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