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"LexTranslate" è un network di giuristi e linguisti: l'idea vincente di due palermitane

Sfruttando una fetta di mercato che richiedeva la figura del traduttore tecnico giuridico, il punto di forza del progetto risiede nella sua massima flessibilità

Giuliana Imburgia
Giurista e fashion addicted
  • 21 giugno 2019

Simonetta Buccellato e Diana Vaccaro

Come fare diventare la passione per le lingue e il diritto il proprio mestiere. Le palermitane Simonetta Buccellato e Diana Vaccaro, entrambe avvocati, non ci hanno pensato su due volte e, cavalcando un’idea vincente, sono diventate imprenditrici di successo. Forti della loro esperienza professionale in diversi paesi europei, hanno creato LexTranslate: un vero e proprio network che mette insieme diversi giuristi e linguisti per la traduzione di testi giuridici.

«Siamo reduci entrambe da diverse esperienze professionali nelle istituzioni europee, in studi legali italiani e internazionali, tra l’Italia, la Spagna, il Lussemburgo e il Belgio – raccontano le due professioniste. Durante i nostri percorsi accademici e professionali abbiamo avuto modo di approfondire le lingue in ambito giuridico e ci siamo rese conto che la figura del traduttore legale esisteva solo all’interno delle istituzioni, ma risultava carente a livello privato e negli studi professionali».

Sfruttando una fetta di mercato che richiedeva la figura del traduttore tecnico giuridico, il punto di forza del progetto risiede nella sua massima flessibilità. «Non abbiamo un ufficio fisso – spiegano - e questo ci permette di coniugare perfettamente la nostra vita lavorativa con quella personale, in una visione assolutamente smart della giornata».

Simonetta, infatti, fa base a Milano, mentre Diana vive a Madrid. Si sono lasciate alle spalle le proprie carriere ben avviate e si sono buttate a capofitto in questo progetto vincente, che oggi è una rete talmente grande che coinvolge traduttori legali da tutto il mondo per coprire anche la traduzione di testi nelle lingue asiatiche, scandinave e dell’est Europa.

«Complice del nostro successo – concludono - è sicuramente la nostra grande sintonia seppur a distanza. Siamo amiche fin dai tempi dei liceo e abbiamo due caratteri molto complementari, questo ci ha permesso di coprire senza grosse diversità di vedute i vari aspetti della gestione del progetto e delle diverse responsabilità dei nostri collaboratori».

«Amiamo questo lavoro soprattutto perché, non richiedendo la nostra presenza in un posto fisso, è una professione che più di tante altre ci permette di tornare a casa nostra in Sicilia ogniqualvolta lo desideriamo».

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