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Lì dove il tempo sembra essersi fermato: in Sicilia c'è un "Giardino delle Bio-diversità"

Si trova tra Catania e Augusta, sulla Costa Saracena, e ospita giovani siciliani e non che condividono l'idea di una vita sana nel rispetto della natura e della terra che coltivano

Balarm
La redazione
  • 6 settembre 2020

Il pranzo nel bosco al Giadino delle Bio-Diversità Siqillyàh

Non c'è bisogno di fare un salto oltre oceano per vedere con i propri occhi come si vive in una "comune" a tutti gli effetti.

Si trova in Sicilia, tra Catania e Augusta, sulla Costa Saracena e si chiama Giardino della Bio-diversità, un luogo dove il tempo sembra essere tornato indietro - ma fino ad un certo punto - e il motore principale è la passione per la terra e la vita "bio", senza nessun gioco di parole.

Se c'è un effetto positivo in questo anno ostacolato dalla pandemia è di sicuro la realizzazione di questo progetto che nasce dal coraggio di Giacomo Cornavacca, fondatore del giardino insieme a Roberto Li Calzi, ideatore del consorzio "Le galline felici", e Catherine Peltier, di origine francese.

Giacomo, sulla scorta delle riflessioni e restrizioni generate dalla gestione del Covid-19, ha deciso di lasciare il dottorato di ricerca in informatica a Sassari e di dedicarsi alla coltivazione della terra, rigorosamente bio, in Sicilia, convinto come è sempre stato della "fragilità" di una società ipertecnologizzata che trascura le proprie radici più antiche.



E così, come ci insegnano le filosofie orientali, dall'impedimento di una routine normale causata dal lockdown è scaturita la forza per cambiare stile di vita.

In questo luogo, coltivando un'importante varietà di prodotti come banane, agrumi, olive, ortaggi, melograni e frumento - ai quali si aggiungeranno nei prossimi anni anche avocado, fichi e mandorle - vivono e lavorano insieme alcune persone, oltre ai fondatori, che condividono uno stile di vita in sintonia con i ritmi della natura e la volontà di costruire una società migliore.

In quest'ottica, infatti, il giardino non è chiuso alla gente comune anzi: si organizzano al suo interno incontri, "cine-cene", concerti e laboratori per utenti di diverse età.

Come riportato dal portale l'Italia che cambia, che ha raccontato la storia del Giardino delle Bio-doversità, in pentola bollono altri progetti che coivolgeranno tanti altri amanti della natura e del viver sano.

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