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Li faceva passare dal giardino di casa: chi era la patriota siciliana che salvò i profughi ebrei

Nata a Caltanissetta, Giuseppina Giovanna Panzica ha salvato decine di profughi ebrei e perseguitati politici durante la Seconda Guerra Mondiale. Vi raccontiamo la sua storia

Roberta Barba
Storico dell'arte
  • 6 aprile 2021

Giuseppina Giovanna Panzica con il marito Salvatore Luca e i quattro figli in una foto degli anni '30 tratta dal sito del Museo Storico della Guardia di Finanza

Ci sono storie importanti, interessanti, storie antiche ma nuove. Ci sono storie che hanno un peso non indifferente nel ricordo di ciascuno di noi.

Ci sono storie di donne e uomini timidi, forti, coraggiosi, riservati. Ci sono storie, spesso dimenticate, che devono essere ricordate. Ci sono storie da far diventare memoria.

Questa è la storia di Giuseppina Giovanna Panzica, la nissena che, durante la Seconda Guerra Mondiale aiutava gli ebrei e di Giovanni Gavino Tolis, il militare italiano, che favorì, nel periodo della guerra, l'attività di espatrio dei cittadini di religione ebraica verso la Svizzera.

La storia di Giuseppina Giovanna Panzica e Giovanni Gavino Tolis si intrecciano, si confondono in una stretta, ma grande e importante collaborazione, che, a distanza di anni, ottiene quale riconoscimento al valore assunto una Medaglia d’oro al Merito Civile.

Era il 14 marzo 2018 quando, con decreto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella conferì la Medaglia d’oro al Merito Civile alla Memoria della nissena Giovanna Panzica con la seguente motivazione: «Dopo l’8 settembre 1943, avendo aderito al “Gruppo Frama”, collaborò con il finanziere Gavino Tolis nel salvataggio di numerosi profughi ebrei e perseguitati politici, aiutandoli a fuggire in Svizzera.



Favorì, inoltre, il passaggio oltrefrontiera di notizie, corrispondenza e ordini riservati, destinati alle brigate partigiane operanti nel comasco. Nell’aprile del 1944 venne arrestata e successivamente deportata presso il campo di concentramento di Ravensbruck in Germania, dove rimase fino alla liberazione, sopportando terribili sofferenze e torture. Splendido esempio di straordinario coraggio e di incrollabile fede nel valore della libertà. 1943/1945 - Frontiera italo - svizzera Ponte - Chiasso».

Questo riconoscimento è stato proposto dal Maggiore Gerardo Severino, direttore del Museo Storico della Guardia di Finanza, che ha riportato alla luce la storia, allora poco conosciuta, di questa nissena.

Ma chi era questa donna?

Giuseppina Giovanna Panzica, nata a Caltanissetta il 1 agosto 1905 e morta a Como il 15 febbraio 1976, madre di quattro figli e moglie del finanziere in congedo Salvatore Luca, è stata una patriota italiana.

Infatti, ha salvato numerosi profughi ebrei e perseguitati politici aiutandoli a fuggire in Svizzera attraverso il giardino della propria abitazione di Ponte Chiasso in provincia di Como, dove abitava con la famiglia.

Ha aderito al “Gruppo Frama” – dalle iniziali di Ezio Franceschini e Concetto Marchesi – collaborando con il finanziere Gavino Giovanni Tolis, partigiano sardo appartenente alle Fiamme Gialle, morto nel campo di concentramento di Mathausen nel 1944 e insignito della Medaglia d’oro al Valore Civile il 17 giugno 2010.

Giuseppina Giovanna Panzica ha collaborato anche con la Resistenza, facendo da staffetta per veicolare messaggi, corrispondenze e informazioni. Nell’aprile del 1944 sia il finanziere Tolis sia Giovanna Panzica sono stati segnalati al controspionaggio tedesco e la Gestapo li fece catturare dalla Polizia di Ponte Chiasso. Giovanna Panzica è stata arrestata e reclusa prima nel carcere comasco di San Donnino, poi a San Vittore a Milano e, infine, nel Lager di Bolzano.

I suoi figli sono stati affidati ad un collegio. All’interno del campo di concentramento ha subìto numerose sofferenze prima di essere liberata dagli Alleati. Questa storia è stata raccontata da Rosaria Luca, figlia della stessa Giovanna, durante un evento online del 28 gennaio 2021 sulla pagina Facebook dell’assessorato alla cultura di Caltanissetta organizzato dall’Assessore alla Cultura Marcella Natale in collaborazione con Lidia Trobia, presidente dell’Associazione Onde Donne in Movimento.

L’associazione "Onde Donne in Movimento", da anni ormai, grazie ad un preciso e accurato lavoro di studio e ricerca, si occupa di recuperare e portare in vita la memoria delle donne e una volta appresa la notizia della nissena Giovanna Panzica ha avanzato diverse proposte sia alla precedente amministrazione Ruvolo, alla quale aveva chiesto di intitolare l’ex rifugio antiaereo, oggi Museo d’Arte Contemporanea, proprio alla signora Panzica – proposta che non ha avuto, ad oggi, esito alcuno – sia all’attuale amministrazione Gambino, alla quale ha proposto di cambiare il nome della via Piazza Armerina in via Giuseppina Giovanna Panzica e di apporre al civico 6 una targa in sua memoria.

La signora Panzica, infatti, visse proprio in uno degli appartamenti dell’unico palazzo di via Piazza Armerina, n.6, dove, nel 1929, è nato Ignazio, il primo dei suoi quattro figli, e dove abitavano anche i nonni e gli zii materni.

L’idea dell’associazione Onde Donne in Movimento era quella di effettuare la cerimonia di intitolazione della via e apposizione della targa lo scorso 15 febbraio in occasione del 45° anniversario della morte della signora Panzica.

La proposta, però, è stata deliberata in giunta il 23 marzo 2021.

Sarà un evento importante per la città di Caltanissetta, che assieme agli altri uomini nisseni che hanno dato la propria vita per salvare il prossimo, servirà a valorizzare e accrescere il ricordo di una nissena umile, forte e coraggiosa, che spinta dal grande valore umanitario, aiutò tanti ebrei verso la libertà!
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