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Lo scatto del siciliano Mamo vince al World Press Photo: il ritratto della piccola Manal

La foto del siciliano Alessio Mamo è al secondo posto nella categoria "People News" del World Press Photo of the Year, il più importante premio di fotogiornalismo del mondo

Mariantonia Ciprì
Responsabile Informagiovani, Formazione e Mostre di Balarm
  • 21 maggio 2018

La foto di Alessio Mamo vincitrice della categoria "People News" del "World Press Photo 2018"

Una fotografia, oltre a suscitare forti emozioni, è in grado di svelare la verità: tra le foto vincitrici della 61esima edizione del World Press Photo of the Year 2018, il secondo posto nella categoria “People News” va allo scatto di Alessio Mamo, unico fotografo siciliano in gara.

Quasi 5mila fotografi di 125 Paesi hanno presentato 73.044 immagini e a ricevere i premi in diverse cateogorie sono stati 42 fotografi provenienti da 22 Paesi: le categorie sono Attualità, Ambiente, General News, Progetti a lungo termine, Natura, People, Sports, Sport News.

Abbiamo parlato con Alessio Mamo, fotografo freelance siciliano nato a Catania che ha vinto con un ritratto di Manal, bambina di 11 anni sfigurata in seguito all’esplosione di un missile a Kirkuk, in Iraq, lo scorso luglio. Dopo molte operazioni di chirurgia plastica ricostruttiva, è stata costretta a indossare una maschera per diverse ore al giorno, principalmente per proteggere la pelle dalla luce.

La foto è stata scattata nel luglio 2017 nell'ospedale di Medici senza frontiere in Giordania e rientra nel progetto che Mamo ha chiamato "L'ospedale di tutte le guerre", in quanto accoglie tutti i feriti di guerra dei Paesi del Medio Oriente.

Come mai l'uso del bianco e nero?
Normalmente le mie foto sono a colori ma in quell'occasione l'ospedale aveva troppi neon e luci fredde e un fotografo è sempre in cerca di una buona luce. Quindi la scelta del bianco e nero mi sembrava la scelta migliore nonostante l'avessi pensata inizialmente in maniera diversa.

Per rendere un'immagine "forte" è necessario lavorare con distacco o avere dell'empatia con il soggetto?
Per quanto riguarda la mia esperienza a me serve più empatia che distacco ma, prima di scattare una foto, trovo necessario spendere del tempo con i soggetti per far capire loro di che si tratta. Grazie anche all'aiuto della giornalista Marta Bellingreri, che parla arabo, sono riuscito a comunicare prima con la madre e poi con la piccola Manal: da lì si è creato un rapporto di confidenza tale da permettermi di prendere la macchina fotografica e scattare.

Il secondo premio nella categoria "People" è un nuovo traguardo per la sua carriera, a cosa punta adesso?
Per me questa è stata una bellissima sorpresa, un'emozione. Un po' come ricevere l'Oscar per il cinema. Questo per me è già un traguardo. Continuerò a lavorare come ho fatto fin'ora e se arriveranno altri riconoscimenti che ben vengano. Io comunque, come la maggior parte, non lavoro per i premi ma raccontare storie e far conoscere al mondo cosa succede in certi luoghi. Questo è il fine, non il premio. Ma il riconoscimento ti fa comunque capire che la strada è quella giusta e sono davvero felice di averlo ricevuto.

Lo scatto di Alessio Mamo andrà in esposizione insieme ai 135 scatti dell'edizione 2018 della mostra della World Press Photo, allestita nelle sale di palazzo Bonocore a Palermo dal 14 settembre al 7 ottobre.

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