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Madre di centinaia di ragazzi a Palermo: va in onda il film sulla vita di Agnese Ciulla

Su Rai Uno il film che racconta la vita dell'ex assessore alle Attività Sociali di Palermo, nel periodo in cui si prese cura di centinaia di minori stranieri sbarcati in città

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 4 marzo 2020

Isabella Ragonese nella parte di Adele Cucci

Va in onda martedì 10 marzo su Rai Uno alle 21.15 "Tutto il giorno davanti", l'atteso film ispirato alla vita di Agnese Ciulla ai tempi in cui fu assessore alle Attività Sociali di Palermo (ne abbiamo già parlato qui). Nel film di Luciano Manuzzi, l'ex assessore ha il nome di Adele Cucci ed è interpretata dall'attrice, anch'essa palermitana, Isabella Ragonese.

Dopo essere stata nominata assessore, infatti, ad Agnese le sono stati affidati centinaia di minori stranieri non accompagnati sbarcati in città: era il periodo di maggiore emergenza e di confusione in città. In quel periodo Agnese è diventata il loro tutore legale, la loro responsabile, la loro referente. Insomma è diventata la loro mamma.

Il tempo sembra non essere mai abbastanza: decisioni, ostacoli, problemi, corse, sbagli, fallimenti e soddisfazioni riempiono ogni minuto della sua vita, indissolubilmente intrecciata alle vicende personali delle centinaia di minori a lei affidati. I suoi quattrocento figli. Più due, quelli suoi.



Questo aspetto che lei ha vissuto come assolutamente ordinario è stato visto da molti come straordinario, da qui nasce l'idea del film "Tutto il giorno davanti" e del libro "La grande madre" dopo.

«Ho visto il film ma non posso giudicarlo - spiega Agnese Ciulla -. Mi colpisce molto profondamente, è una trasposizione cinematografica di tutto quel periodo, non un documentario. Il libro è la narrazione reale di quello che è successo, mentre nel film si racconta l'emergenza legata agli sbarchi che abbiamo vissuto a Palermo. Io ho solo fatto il mio dovere.

Mi sono ritrovata a essere la tutrice di centinaia di ragazzi e mi sono subito chiesta come si potesse fare per essere davvero un tutore. Così abbiamo istituito l'elenco dei tutori volontari molto prima della legge Zampa, perché la situazione era insostenibile soprattutto per i ragazzi. Le situazioni critiche della città in tema di sociale erano molto complesse: emergenza abitativa, lavorativa, dispersione scolastica, erano tanti i temi da affrontare. Abbiamo provato a dare una struttura organizzata ai ragazzi che non erano seguiti bene.

Insieme a me si è mossa una città intera - sottolinea l'ex assessore -. Io da sola non sarei mai riuscita a fare quello che è stato fatto».
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