IL RICORDO

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Addio a Nino Buttitta, uomo di cultura fine e poliedrico amante della sicilianità

Una grave perdita per il mondo della cultura: è morto il professore Antonino Buttitta, intellettuale fine e poliedrico che ha diffuso l'antropologia italiana nel mondo

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 5 febbraio 2017

Quando muore un vecchio, è una biblioteca che brucia: recita così un detto africano che ci sembra più che pertinente nel ricordare il professore Nino Buttitta, scomparso lo scorso 3 febbraio all'età di 83 anni.

Figlio del più grande poeta popolare della storia della Sicilia, l'indimenticabile Ignazio Buttitta, recentemente aveva partecipato ad un incontro in memoria di Peppino Tornatore a Bagheria, testimoniando, ancora una volta, pensiero lucido e arguto.

Chiunque lo avesse incontrato, fino all'ultimo, non poteva che restare colpito dalla figura di quest'uomo, ancor prima di ascoltare le sue riflessioni mai banali o superficiali. Capelli e barba bianchi, simbolo di vetustà, e poi quel bastone, più un vezzo che uno strumento a cui appoggiarsi, un ulteriore tocco di signorilità e raffinatezza.

Se è vero che l'educazione che si riceve da bambini e l'ambiente in cui ci si forma è discriminante, Nino Buttitta non poteva che assorbire il meglio da un padre così eccezionale come il suo, mentore che gli insegnò il rifiuto delle disuguaglianze fra gli uomini, spingendolo semmai alla ricerca dell’umano in ogni circostanza.



Dando seguito alla sua eccezionale varietà di interessi e curiosità intellettuale ricoprì diverse cariche istituzionali e professionali. Fu docente di antropologia culturale, successivamente preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo e presidente dei corsi di laurea in "Beni demo-etno-antropologici".

Non mancarono i rapporti con le principali case editrici dell'isola, Sellerio, Flaccovio e Palumbo di cui fu consulente e autore di numerose produzioni, comprese riviste culturali tra cui "Uomo & Cultura". Ricoprì, anche, la carica di Presidente del Centro Studi linguistici e filologici siciliani e della Scuola di Scienze umane.

A partire dagli anni '80 fino alla fine della prima Repubblica si dedicò alla politica iniziando come segretario regionale del Psi, fino a ricoprire la carica di deputato, per una legislatura. Il presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, Giovanni Ardizzone, lo ha ricordato definendolo una delle figure più rappresentative dell’isola, fine antropologo di fama internazionale e maestro per diverse generazioni di allievi.

Pensiero concorde è stato quello del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: "con profonda tristezza ho appreso della morte del professor Nino Buttitta, uomo simbolo della cultura siciliana e della capacità di coniugare con grande passione e umanità l'impegno culturale con quello politico e sociale".

Vogliamo concludere il ricordo legato a Nino Buttitta con una frase che rilasciò per un'intervista al collega Antonio Cusumano e che ci sembra un buon esercizio, non ad esclusivo appannaggio dei poeti, da praticare quotidianamente nell’incontro con il prossimo: «Per essere nato e vissuto da e accanto ad un poeta posso testimoniare della capacità dei poeti di vedere la sostanza invisibile dell'animo umano, di saper guardare oltre l'apparenza effimera del divenire alla permanenza eterna per quanto inattingibile dell’essere».
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