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Biennale di Venezia: l'architetto Cucinella curerà il Padiglione Italia

Noto e pluripremiato a livello mondiale, l'architetto Mario Cucinella lavora guardando alla sostenibilità, alle periferie, alle tecnologie e al dialogo tra edificio e territorio

Eugenia Nicolosi
Giornalista e scrittrice
  • 3 maggio 2017

Mario Cucinella

È stato il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini a ufficializzare la notizia del curatore del Padiglione Italia alla 16esima Mostra Internazionale di Architettura di Venezia del 2018: sarà Mario Cucinella.

L'architetto Mario Cucinella è riconosciuto a livello internazionale, è considerato tra i più importanti progettisti esistenti e ha ricevuto numerosissimi premi e riconoscimenti da parte di istituti e istituzioni di stanza in ogni angolo del mondo.

Come nei giorni scorsi, quando l'American Institute of Architects lo ha premiato con l’Honorary Fellowship: riconoscimento internazionale legato alla sostenibilità. Cucinella infatti ha attivato molti progetti sia in Italia che in Paesi come il Ghana e la Palestina che guardano all'educazione, alla sanità e alla trasformazione urbana nella crescita civile e commerciale.

Il suo studio bolognese è stato fondato nel 1999 e il primo studio, Mario Cucinella Architects (MCA) è nato a Parigi nel 1992. A Bologna, insieme a una squadra di 60 tra architetti, ingegneri e esperti di sostenibilità di differenti etnie e in collaborazione con alcune Università, lavora tenendo presenti i temi legati all'energia e all'ambiente.



L'idea di un diverso tipo di impatto dell'architettura sull'ambiente lo porta a costituire la
SOS, School of Sustainability, scuola che cerca nuove soluzioni per l’architettura e che è impegnata anche nelle zone del centro Italia colpite dal terremoto o Building Green Futures (BGF), un’organizzazione no-profit per il sociale: dignità, qualità e rispetto dell'ambiente alla base di una nuova architettura.

E nel 2014 è stato tutor in una collaborazione con la firma dell'architettura Renzo Piano nell'ambito di un progetto per il recupero delle periferie italiane.

Edifici sostenibili, empatia creativa, dialogo tra clima e luogo e bassa tecnologia sono i principi dell’opera di Mario Cucinella. Tra gli obiettivi per il prossimo Padiglione Italia, che guarderà con particolare attenzione alle periferie e al riscatto, anche andare oltre la dimensione spaziale tradizionalele comunità locali.

«Immaginare edifici sostenibili vuol dire aprire un profondo dialogo con il clima e con il luogo - ha spiegato Cucinella - Dobbiamo immaginare edifici a bassa tecnologia per far lavorare di più la forma e i materiali, i quali stanno diventando sempre più parte attiva nel risultato, svolgendo un lavoro invisibile all’interno di una nuova economia circolare. Questo processo mi sembra più vicino alla complessità della natura piuttosto che a quella dell'artificio meccanico. Edifici con alto grado d’empatia, un’empatia creativa».

L'architetto ha ricevuto l'incarico grazie al progetto presentanto in fase di procedura di selezione, un progetto visionato dal Ministro nell’ambito della terna proposta dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanea e Periferie Urbane: «Si concentra su uno spazio urbano che va dall’Arco Alpino, giù lungo l’Appennino, sino nel Mediterraneo, dove la tradizionale contrapposizione tra Nord e Sud si smaterializza davanti a quello che possiamo definire come Arcipelago Italia». Fa sapere il Mibact.

Arcipelago Italia, tema guida del Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia, è un progetto voluto dallo stesso Cucinella e che si avvale di partner tra cui l’Università Politecnica di Palermo. «Il progetto di Cucinella è molto ambizioso e innovativo, il Padiglione Italia sarà un’occasione per l’avanzamento della ricerca applicata, parte fondante dell’architettura, per la trasformazione dei territori italiani a partire da una visione chiara e consapevole del futuro».

Dietro proposta del Presidente del Cda della Biennale, Paolo Baratta, sono anche state nominate le curatrici della 16. Mostra Internazionale di Architettura del 2018: Yvonne Farrell e Shelley McNamara.

La Biennale inaugura sabato 26 maggio e resta aperta fino a domenica 25 novembre 2018.
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