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"Festival Uniti": il muto silenzio di una Regione lontana

Un'assemblea per discutere dell'ormai situazione disagiata dei Festival non finanziati dai fondi pubblici: "Festival Uniti" discute, ma la Regione Sicilia appare lontana

  • 27 novembre 2014

La situazione dei Festival siciliani non finanziati dai fondi pubblici è da tempo lontana dai riflettori. A cercare di muovere le acque in una situazione stagnante pensa l'associazione “Festival Uniti”, che si è riunita in un’assemblea pubblica per discutere della triste realtà che stanno vivendo molte iniziative culturali, insieme ai loro creatori.

Festival uniti, associazione composta da "Castelbuono jazz festival", "Terrasini festival del buonumore", "Corleone festival delle musiche", "Festival delle Madonie", "Teatro dei Due mari", "Sul mare Luccica", "Rex Sud", "Festival dell’Arca", "Sport film festival", "Villa Pantelleria festival", e "Targa Luigi Tenco" aggrega quegli eventi che hanno risentito della brusca interruzione di finanziamenti regionali.

L'incontro, presenziato dall'ideatore dell'associazione Angelo Butera, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Anthony De Lisi, Toti Piscopo, Lollo Franco, del sindaco dell'Isola di Ustica Attilio Licciardi, dell'esponente degli albergatori Pippo Anastasio e del sindaco di Isola delle Femmine Stefano Bologna.

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Anthony De Lisi, ricordando che “Festival Uniti” nasce come «una struttura aperta, che non vuole escludere nessuno. Tende invece ad includere tutti gli enti pubblici e privati. Anzi – continua il presidente - privilegiamo il rapporto con le istituzioni» riapre un dibattito vivo: quello del dialogo con la Regione Sicilia.

Emerge forte, durante l’assemblea, la necessità di essere più istituzionali e più burocratici: di essere in grado di calendarizzare e ufficializzare le date degli incontri mesi prima, di muoversi nel tentativo di sponsorizzare gli eventi sia a livello locale che nazionale e internazionale.

In quest'ottica si è avanzata l'ipotesi di creare una struttura privata finalizzata non solo ad organizzare eventi, ma anche ad interloquire con l’amministrazione regionale e, nello stesso tempo, a creare un contatto con essa per favorire la possibilità di appianare quelle divergenze e superare quegli ostacoli che hanno portato proprio la Regione a bloccare gli eventi non stanziando fondi.

I Festival cercano il dialogo: così, è stata stilata una lista di proposte, raccolte in un documento che verrà presentato alle autorità competenti. Tra queste spicca la proposta di accedere ai fondi Europei: gli eventi culturali proposti da “Festival Uniti”, infatti sono inquadrabili nel patrimonio della regione, oltre che portatori di interesse turistico.

La battaglia che pone su fronti opposti e quasi incompatibili i Festival e la Regione, dunque, continua. Ma non senza il desiderio, almeno da una delle due parti, di trovare un accordo che possa far giungere ad una crescita della Sicilia, con proposte culturali e nuovi afflussi turistici.

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