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"I racconti di Luvi", un invito alla lettura

  • 7 agosto 2006

«Eppure considerati i tempi, -quelli del fast-book?- occorre frenare l’entusiasmo e cercare di stimolare colui che legge, qualunque ne sia il risultato, perché, diciamolo francamente, ci stiamo tutti un po’ rimbecillendo». Senza mezzi termini Katia Tamburello, nel suo editoriale al settimo numero della rivista “I racconti di Luvi”- quadrimestrale di Letteratura, Poesia e Cultura - auspica un ritorno alla lettura, manifestando una fondata preoccupazione per l’ondata di piattezza intellettuale che caratterizza la nostra bella società. Sarà che i tempi stringono, nel senso che il ritmo fagocitante di una terra - che più che girare sembra ormai rotolare su se stessa - non lascia più spazi mentali da dedicare ad una sana e buona lettura, o sarà che le cose forse per ora così devono andare, e semplicemente ci saranno tempi migliori.

In attesa dunque di tali tempi, attenti a quanto di buono c’è nel presente letterario ma non dimentichi del passato, i fautori de “I racconti di Luvi” propongono in questo numero sette brani di interesse, fra poesia, racconto e consigli di scrittura: Tommasina Squadrito ultima con la terza parte il suo percorso in versi sulle tracce del labirinto di Dedalo costruito a Camico che, secondo fonti recenti, pare si trovasse vicino Alcamo; da una pubblicazione della Sellerio del ’76 apprendiamo da uno scritto di Alberto Savinio preziose sfumature su Max Jacob, l’eccentrico pittore e scrittore di spicco nella bohème letteraria degli inizi del novecento; un omaggio a Bulgakov e all’amore del Maestro e di Margherita invece sono i “Cinque movimenti erotici” di Laura Silvia Battaglia, dalla scrittura attenta e a tratti emozionale, mentre Davide Romano traccia ne “Il pensiero di lei” l’amore fine a se stesso, quello sotterraneo che sfugge al confronto e a tutto ciò che potrebbe ferirlo se fosse reso manifesto; ricordo e assenza nella poesia di Matteo Marchesini e crude immagini nei versi di Anna Laura Longo.

Infine le “Tecniche di scrittura” dell’ormai noto Giacomo Cacciatore. La rivista mantiene una certa maturità nella scelta dei brani e soprattutto dopo tre anni non rinuncia alla sua ricerca di libertà espressiva e di sperimentazione linguistica. Ci si può anche abbonare per un anno con soli dieci euro: per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito www.iraccontidiluvi.org.

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