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Il primo amore non si scorda mai: Leoluca Orlando è fra i sindaci italiani più amati

Orlando ad un passo dal podio fra i sindaci italiani più amati. Secondo l'indagine Monitorcittà, dell'istituto di ricerca Datamonitor, a lui va il quarto posto

  • 26 marzo 2013

Leoluca Orlando

C'era forse d’aspettarlo: "Sinnacollando" lì lì per salire sul podio dei primi cittadini più amati d'Italia. Cartina di tornasole di questo successo sono le plebiscitarie elezioni amministrative che lo hanno incoronato ancora una volta come primo cittadino del capoluogo.

Poche volpi della politica avevano interpretato giustamente i meccanismi di questa particolare legge elettorale, che ha favorito il nome altisonante, l’usato garantito (citando un meno fortunato politicante). Il risultato è stato avere un consiglio comunale targato Idv (e poco importa se il partito non esiste più!).

A Palermo, dove il Movimento 5 Stelle registra un alto tasso di gradimento, ha vinto un anno fa il ricordo dell'ultima vera primavera. Il meccanismo elettorale ha consegnato l'unica copia delle chiavi della città al "nuovo" sindaco e attraverso questo grande consenso popolare, Orlando ha cercato di affrontare le emergenze della città con risultati alterni.



I problemi del sovraffollamento del personale delle aziende municipalizzate e il dissesto finanziario non sono ostacoli di poco conto, ma talvolta non esiste davvero la ricetta giusta (specialmente per chi ha avuto anche qualche responsabilità in merito).

Ma il palermitano medio è così innamorato del suo sindaco e ripone così tanta fiducia in lui da tralasciare elementi come l'incuria in cui oggi versano le strade e gli spazi pubblici della città, la questione sicurezza che oggi, ancora più a causa della crisi, è un impellente problema, o le succitate emergenze ed emorragie delle aziende municipalizzate, che per anni sono diventate dei veri e propri ammortizzatori sociali, nei gloriosi periodi degli sperperi cittadini, e che oggi sono sull'orlo di scomparire o ridimensionarsi drasticamente, alimentando quotidianamente cortei (talvolta tutt'altro che pacifici).

Forse però i palermitani hanno capito che "più scuro della notte non può fare" (e questa è una traduzione), e per questo si affidano all’unico autorevole ed esperto esponente della politica che conoscono (poco prima che la politica chiudesse i battenti, premiando piuttosto i neo professionisti dell’antipolitica).

La giunta, per una volta anche grazie al meccanismo di cui sopra, è stata formata da professionisti ed appassionati, innamorati della città, giovani, tralasciando finalmente le percentuali, i compromessi e le promesse di poltrone. Il dubbio rimane: quali pericoli si corrono con un uomo solo al comando? Ma i palermitani hanno avuto ancora una volta voglia di sperare che l’inverno fosse finito e che la Primavera stesse finalmente arrivando.

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