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Intervista ad Arryngton De Dionyso

  • 3 novembre 2003

Mi accomodo accanto ad un sorridente, ma esausto, Arrington De Dionyso, chitarrista e cantante degli Old Time Relijun, tipo assai singolare nell’aspetto, con una barbetta da beatnik a fare da contorno ad un viso da scolaretto primo della classe, (con tanto di occhialoni con lenti-fondi-di-bottiglia) che mai e poi mai rivelerebbe gli effettivi ventott’anni d’età del suo “proprietario”.
Il buon Arrington, che durante la nostra chiacchierata dimostra attivamente di avere una sincera predilezione per la birra doppio malto alla spina, si rivela subito molto cordiale, dichiarandomi di saper parlare un po’ di spagnolo ed italiano, fatto che agevolerà, e non poco, la nostra intervista (al liceo non era certo l’inglese ad alzarmi la media!).

La prima domanda è riguardo all’origine del vostro nome. Old time relijun potrebbe voler significare una devozione quasi religiosa all’antica tradizione musicale americana? é questo il significato?
"Non proprio. Penso che la faccenda sia più complicata e che il nostro nome si apra a più possibilità d’interpretazione, mentre per me la tua definizione ne esclude alcune. In realtà Old Time Relijun può voler dire qualsiasi cosa tu voglia, e ci può essere molta libertà nell’associare il nostro nome ad un genere intriso di religiosità come il gospel antico, oppure l’antica religione della cultura pagana, forse sono queste due o forse no (lo dice in italiano, NdI).Il significato che hai dato tu è corretto, ma è solo un po’ parziale".



Quali sono le vostre principali influenze musicali? Forse Captain Beefhart, la psichedelia, il blues…..non so.
"Ascoltavo Captain Beefhart, quando ero molto giovane….."

Quale album?
"Trout Mask Replica, in maniera più profonda, ma anche gli altri. Non saprei dirti quali influenze abbia avuto. Ho ascoltato e ascolto moltissima musica, anche stili diversissimi tra loro, come il folk indonesiano o la musica etnica dell’Etiopia, ed altre cose molto particolari".

Certe volte ho notato durante il concerto un’impostazione quasi rockabilly, ha mai ascoltato cose di questo genere?
"No mai. Ci può anche stare una somiglianza del mio gruppo con qualche band rockabilly, ma una somiglianza non è la stessa cosa di un’influenza. Certe volte, nella musica, artisti diversi stilisticamente tra loro, partendo da strade completamente diverse possono arrivare quasi a incrociarsi ad un bivio. Penso che sia accaduto questo, per cui tu hai notato una somiglianza".

Certe volte il timbro della tua voce può risultare molto simile a quello della chitarra. é un effetto che vuoi creare, o avviene in maniera del tutto casuale?
"Ci sono molti timbri particolari della mia voce che mi piacciono moltissimo, ma penso che quello che tu hai notato non avvenga in maniera conscia, ma piuttosto ad un livello inconscio e che il risultato sia un “suono totale” in cui la voce, la chitarra e gli altri strumenti si combinano assieme tra loro in un tutto".

C’è una scena musicale di cui pensate di far parte?
"No".

Non ci sono gruppi simili agli Old Time Relijun?
"Beh, ci sono alcuni nuovi gruppi che sono stati influenzati dagli Old Time Relijun, ci sono alcune band simili ma non sono eguali (in italiano NdI). Penso che ci sia una scena rock sperimentale molto valida nel nostro Stato, fatta di gruppi non molto simili tra di loro, che però si stimano reciprocamente e sono pronti a collaborazioni. Penso a gruppi come i Deerhoof, con cui facciamo spesso concerti. Io amo la loro musica e loro amano gli Old Time Relijun; tra l’altro sono miei carissimi amici. Ma musicalmente siamo due gruppi lontani anni luce e facciamo cose diversissime, nonostante le collaborazioni, e pur stando nella stessa scena rock".

Pensi che gli Old Time Relijun siano un gruppo seminale?
"Non sta a me dirlo, penso che tocchi a te, da scrittore in una rivista….."

Il tuo parere.
"Penso di sì, sicuramente……… gli Old Time Relijun sono la mia band e la cosa migliore che abbia mai fatto…….. ma la mia opinione non conta nulla".

Le vostre esibizioni dal vivo sono molto efficaci. Per quanto ti riguarda hai mai tratto ispirazione da qualche grande “frontman” del passato?
"Quando avevo quattordici anni ho visto per la prima volta esibirsi dal vivo Calvin Johnson, con il suo gruppo i Beat Happening, non so se ne hai mai sentito parlare. I suoi dischi e le sue performance dal vivo penso che siano molto diverse tra loro, perché sul palco la sua presenza riusciva ad essere, allo stesso tempo, molto forte ma anche mistica. A quell’età non avevo mai visto niente di simile. Penso che lui mi abbia influenzato in maniera decisiva per quello che avrei voluto essere come performer dal vivo".

So della tua passione per Demetrio Stratos (fondatore e vocalist degli Area NdI). Ci sono altri artisti italiani che stimi o apprezzi?
"Dimitrio Stratos sobra tutto (in italiano Ndl). Ho avuto anche un ottimo rapporto lavorando con Iacopo Andreini e Fabio Magistrali degli A Short Apnea; e quando ho sentito i lavori del loro gruppo e tutti gli album, a cui Fabio e Iacopo hanno partecipato, mi sono piaciuti tantissimo".

Siete già venuti a Palermo due anni fa? Quale pensi sia stato la migliore tra le due performance?
"Senza dubbio stasera il suono è stato migliore rispetto alla volta precedente. Però l’atmosfera e l’ambiente dell’Ex-Carcere, dove abbiamo suonato due anni fa, era molto più interessante e strana…molto exotico (in italiano Ndl). Ma penso che stanotte abbiamo suonato nettamente meglio".

Come ti sei trovato a Palermo?
"Di pomeriggio abbiamo fatto una passeggiata nel centro, con tutta quella gente, tutte quelle macchine! Un’atmosfera così vitale! Mi sono divertito tantissimo, ed ho pensato che era una situazione magica".

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