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La crisi della Cultura si aggrava: la lettera degli operatori

Una lettera aperta rivolta alla Regione Sicilia da parte degli Stati Generali dello Spettacolo in Sicilia, che chiedono al presidente Rosario Crocetta di cambiare rotta

Balarm
La redazione
  • 6 febbraio 2014

Una lettera aperta rivolta al Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta e a tutta la deputazione regionale da parte degli Stati Generali dello spettacolo in Sicilia, che sono costretti a denunciare, per l’ennesima volta, l’aggravarsi dello stato di crisi di un settore che dà lavoro a migliaia di operatori, artisti e tecnici, oltre che a un vasto indotto di albergatori, artigiani e ristoratori.

Apprendiamo da una lettera dell'assessore Stancheris, pubblicata sul quotidiano La Sicilia, della volontà del governo di voler tutelare la cultura e lo spettacolo dal vivo. Volontà - dichiara l'assessore - sottolineata dall'aumento fatto nell'ultima finanziaria (poi bocciata dal commissario dello stato) dei fondi di spesa destinati alle Attività di Spettacolo dal Vivo.

Dispiace, però, aver registrato nei fatti l’opposto, in quanto la stessa finanziaria sopracitata aveva previsto un taglio alle due leggi (44/1985 e 25/2007) che regolamentano il sostegno alle attività concertistiche e teatrali di natura privata a vocazione pubblica.

Paventiamo dunque che sussista la volontà di tutelare esclusivamente il sistema pubblico (spesso figlio del clientelismo e dell'improduttività), sacrificando invece, con tagli via via più consistenti, il sistema privato a vocazione pubblica, con la cancellazione di fatto delle due leggi sopracitate.

Chiediamo perciò al governo Crocetta di cambiare rotta, tutelando le due leggi, riportandone le dotazioni a livelli di decenza. Questo sarebbe un impegno concreto per tutelare le attività di spettacolo dal vivo produttive e indipendenti del settore privato a vocazione pubblica.

Chiediamo, inoltre, che il Governo regionale faccia una scelta forte a tutela delle associazioni concertistiche profondamente danneggiate dalla finanziaria 2012 e dalla pessima gestione delle assegnazioni dell'avviso speciale del 2013.

Non è più possibile svilire l'importanza del settore da noi rappresentato, privilegiando esclusivamente le fondazioni e i grandi teatri pubblici, che non si sono distinti per buone pratiche né per capacità manageriale di gestione, dissipando, nel corso degli anni, ingenti risorse.

Auspichiamo che si apra finalmente un tavolo tecnico tra Regione, sistema pubblico e privato, affinché l'investimento nelle attività di spettacolo dal vivo assuma le caratteristiche di una progettualità condivisa, ampia e ben pianificata.

Nella lettera viene sottolineato come negli anni scorsi le organizzazioni che hanno usufruito del sostegno delle due leggi hanno saputo dimostrare di essere in grado di attrarre centinaia di migliaia di spettatori paganti, coinvolgendo sponsor privati, convogliando in Sicilia contributi ministeriali.

Per questi motivi gli Stati Generali dello Spettacolo in Sicilia fanno appello al presidente Crocetta, affinchè vengano approvati all’Assemblea Regionale Siciliana gli emendamenti che rifinanziano le due leggi n. 44/85 e 25/07, che non comportano aggravi di spesa, in modo da salvaguardare la cultura e lo spettacolo che sono un Bene comune.

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