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La Sicilia vista dagli antichi cartografi

  • 27 marzo 2006

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Una mostra di notevole interesse scientifico ma anche artistico quella visitabile fino al 24 giugno presso il Museo Archeologico “Ignazio Mormino”, a Villa Zito, sede della Fondazione Banco di Sicilia, dal titolo "La Sicilia di carta. Le carte della Sicilia. La rappresentazione cartografica della Sicilia dal Rinascimento all’età dei Lumi" (visite dal lunedì al venerdì ore 9-13/15-17, sabato ore 9-13). Ideata e curata da Francesco Bucchieri, l’esposizione ricostruisce l’immagine della Trinacria a partire da antiche carte geografiche del cinquecento sino a giungere a quelle del settecento, illustrazioni che accompagnavano le opere, atlanti e raccolte cartografiche, di astronomi e cosmografi stranieri (soprattutto tedeschi, come Sebastian Munster, olandesi, francesi) e italiani. Le 65 opere esposte provengono soprattutto dalla ricca collezione del Museo, che vanta importanti esempi di archeologia, numismatica, maioliche, stampe e alla quadreria e che, periodicamente, viene messa in luce dall’organizzazione di queste mostre temporanee a tema.



Con l’occasione, attraverso i saggi in catalogo (firmati da Rosario La Duca e Francesco Bucchieri) si ricostruisce la storia delle testimonianze cartografiche della Sicilia, dalla più antica, la Tabula Peutingeriana (fine IV secolo) all’opera del geografo e viaggiatore arabo Edrisi, invitato da Ruggero II di Altavilla alla sua corte. Prima dell’invenzione della stampa l’isola viene raffigurata su carte dipinte a colori spesso su pergamena, come nel prezioso Codice Urbinate Greco 82 f. 72 r dell’XI secolo, conservato alla Biblioteca Vaticana, ma essa è presente anche in tutte le ristampe del Cinquecento firmate da letterati e umanisti, anche se con raffigurazioni distorte, con la punta di Capo Lilybeo rivolta verso l’Africa, come si vede nei pezzi in mostra firmati da Malombra, Munster, Ruscelli.

Le evoluzioni delle conoscenze scientifiche e geografiche, oltre che di tecnica e stile, accompagnano le raffigurazioni del bacino del Mediterraneo e delle sue isole, ma si può notare che fino alla prima metà del Settecento la Sicilia rimane piuttosto sconosciuta dal punto di vista toponomastico e cartografico, sino all’avvento dei numerosi viaggiatori stranieri che ne fanno una delle tappe preferite del loro Grand Tour. Le carte esposte, oltre a un valore conoscitivo, possiedono anche un notevole pregio estetico, nella nitidezza di linee e colori e nelle raffigurazioni che a volte le accompagnano ai margini. In mostra anche alcuni bellissimi globi terrestri di Mattheus Greuter in legno, gesso e cartapesta con disegni a incisione e acquerello, di proprietà della Biblioteca Comunale di Palermo e recentemente restaurati dal Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro della Regione Siciliana. Il catalogo è in vendita presso il bookshop della Fondazione, ma un’anteprima è consultabile anche on-line nel sito www.fondazionebancodisicilia.it.

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