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“Le particelle elementari”, mix di amore, sesso e procreazione

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 1 maggio 2006

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Le particelle elementari (Elementarteilchen)
Germania, 2005
di Oskar Roehler
con Moritz Bleibtreu, Christian Ulmen, Martina Gedeck, Franka Potente, Nina Hoss, Uwe Ochsenknecht, Corinna Harfouch,
Jasmin Tabatabai

Un’esistenza serena e tranquilla, magari felicemente in coppia, è sicuramente uno dei desideri che più spesso albergano nell’animo umano, confermando come in ambito affettivo e sentimentale tutto il benessere materiale immaginabile possa rivelarsi inutile nell’ottenimento di quella pace interiore che solo il sorriso di chi amiamo ci sa regalare. Primo fra gli elementi deputati a rendere tale l’esistenza dell’uomo, troviamo quindi l’amore, il sentimento per eccellenza. E l’amore è anche uno dei temi principali, ma non il solo, intorno ai quali ruota il bel film “Le particelle elementari”, di Oskar Roehler, tratto dal bestseller di Michele Houellebecq, Orso d’argento al Festival di Berlino 2006 e premio per il miglior attore protagonista a Moritz Bleibtreu, interprete del film.



Dicevamo che non di solo amore si tratta, infatti ecco il sesso e la procreazione gli altri due importanti temi della pellicola, e se pensiamo a quanto la nostra esistenza sia permeata da questa temibile triade, ci rendiamo subito conto della levatura dei contenuti qui trattati, e in maniera assai pregevole, come conferma la fattura del film e i riconoscimenti conseguiti. Amore, sesso e procreazione (il tutto ben lungi dal potere essere definito felice) segnano il passo nel racconto delle vite di due uomini, due fratelli ormai adulti per i quali è arrivato il tempo di vivere l’amore e il sesso. Senza dubbio l’esistenza dei due è stata molto condizionata dalla madre, una donna più attenta alle proprie esigenze di vita libera da figlia dei fiori che a quelle dei due figli, ragazzini cresciuti dai nonni, separatamente.

I due si conosceranno infatti soltanto da adolescenti: Bruno, sin da ragazzo molto preso da una sorta di ossessione sessuale che tanto lo accompagnerà nell’età adultà causandogli anche non pochi problemi, e Michel, introverso e geniale, il quale rifiuta ogni possibile approccio sessuale contenendo le sue pulsioni e riservando però l’atto sessuale, quasi a volerne preservare il senso, per il vero, e unico, amore della sua vita. Nell’intreccio continuo di sesso e amore, in maniera del tutto diversa, nelle vicende dei due fratelli, sorge questa riflessione, motivata anche dal tipo di ricerche condotte da Michel, scienziato biologo molecolare, e cioè che cosa possa significare quando per la procreazione debba intervenire qualcosa di diverso dal sesso.

E, giusto per avere un’idea della direzione verso la quale il genere umano si va muovendo, risulta interessante notare che di sesso e procreazione distinti ne avesse già parlato Huxley ne “Il mondo nuovo” scritto nel 1932, citato appunto nel film come lettura cara ad entrambi i fratelli, che la storia del film si svolga in Germania 45 anni fa, e che, invece, le varie pecore e i cani appena clonati, siano storia dell’oggi. Tornando al sesso e all’amore, poi, da sempre sappiamo che sono cose ben distinte che però, quando vengono a coincidere è una meraviglia, forse una delle poche concesse alla misera umanità da chi ha creato il mondo (e probabilmente il migliore rimedio che la natura offre contro la depressione quale ottimo strumento di ricarica di energia, per il corpo e per lo spirito!). Ma di certo fa impressione pensare che alla procreazione possa essere destinato esclusivamente un futuro da provetta.

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