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Palermo sul mercato al rush finale

  • 22 gennaio 2007

Possiamo definirlo il “campionato più sorprendente del mondo” quello che un tempo fu il più bello. L’Empoli al quarto posto, e con un organico non di primo livello, seguito da Atalanta e Catania desta quanto meno un po’ di stupore. L’Inter gioca il suo campionato solitario. Ha vinto poco o niente negli ultimi decenni ma quando lo fa mette in campo tutta una serie di record. Chi non ricorda lo scudetto dei record di Trapattoni? Roma e Palermo duellano apertamente per il secondo posto. Tutto finito? Macchè! Saggiamente Guidolin e Mr. Bresciano hanno detto a chiare lettere che occorre porsi un obiettivo alto per non rischiare di accontentarsi e perdere ciò che sembra già in tasca. Francamente solo un karakiri collettivo può togliere una qualificazione champions alla squadra rosa, ma le sorprese e la forza di alcune inseguitrici come Milan , Lazio e Fiorentina non devono far dormire sonni tranquilli all’ambiente palermitano. Si era detto e parlato tanto di una Reggina come vera sorpresa del campionato e, ad eccezione dei primi venti minuti di gioco, ci si rammarica più per i due punti persi che per il punto conquistato.

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La palla gol divorata con troppa sufficienza da Di Michele grida ancora vendetta. Resta ancor di più la forte convinzione che il Palermo possa arrivare secondo in campionato e, cosa più importante, accedere direttamente ai gironi della prestigiosa Champions League. Comincia l’ultima settimana di calciomercato. Una sessione così lunga quanto insensata. A tutti dovrebbe sorgere una domanda che, per scimmiottare un personaggio televisivo, nasce spontanea: ma se le trattative, da quando è stato istituito il mercato di gennaio, si concretizzano l’ultima settimana utile che senso ha tenere sulla corda giocatori, allenatori, presidenti e tifosi? Gli unici a gongolare sono alcuni editori che, a furia di scrivere di tutto e di più, vedono triplicati i loro guadagni. Il Palermo arriva al rush finale con gli obiettivi dichiarati ma ancora in stand-by. Non c’è alcun dubbio che un attaccante vada preso e possibilmente tosto ed in grado di far salire la squadra. Abbiamo già avuto modo di sottolineare come, in una rosa ambiziosa, vadano inseriti un esterno e due attaccanti. Guidolin l’ha fatto intendere a chiare lettere che i suoi desideri sono sul taccuino di Zamparini & Foschi.

Caracciolo non si discute sul piano tecnico ma non è un ariete d’area né ha il fisico per far salire i propri compagni di squadra. Di Michele, quando non s’intestardisce a tal punto da irritare anche il più pacifico degli spettatori, ama svariare ed inventare belle giocate ma non gli si può chiedere di diventare un finalizzatore. Brienza sembra ormai ai margini e del resto ha divorato tutte le occasioni che gli sono state concesse. Capitolo centrocampo: competitivo e ricco di soluzioni al centro ma deficitario su elementi che possano giostrare sulle fasce: un’ala vecchio stampo che possa agire su entrambe le fasce e che abbia il vizietto del gol non sarebbe affatto male. Un buon rincalzo per la panca tra i centrali sarebbe auspicabile per le difficoltà d’inserimento di Parravicini. La difesa ha il dubbio infortuni. Sulla carta è al completo ma l’eterno infortunio di Bovo ed i continui malanni muscolari di Biava la privano, di fatto, dei due marcatori centrali puri presenti in rosa. Anche qui occorre molta attenzione. Insomma non siamo certamente il partito dello “spendi a tutti i costi purchè compri” e nemmeno ci riterremmo delusi se arrivasse qualche sconosciuto ad occupare i ruoli scoperti. Foschi ha sempre dimostrato parecchio fiuto e saprà certamente apportare i giusti correttivi ad una rosa già competitiva. L’ambizione di raggiungere il secondo posto impone gli straordinari caro Rino.

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