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"Palermo tu": serata-ricordo per Salvo Licata

A Salvo Licata verrà dedicata una serata di teatro, poesie, canzoni, musiche, video e testimonianze con tantissimi ospiti che lo vorranno ricordare

  • 18 maggio 2010

Tantissimi personaggi dello spettacolo ricorderanno a modo loro il poliedrico intellettuale palermitano che ha lasciato un grande segno nella storia del teatro cittadino. Sarà giovedì 20 maggio il giorno scelto per ricordare, tramite "Palermo tu", al teatro Biondo (via Roma 258, Palermo) alle 21.15, Salvo Licata, a dieci anni della sua scomparsa. A lui verrà quindi dedicata una particolare serata di teatro, poesie, canzoni, musiche, video e testimonianze con tantissimi ospiti che lo vorranno ricordare: Marcello Alaimo, Pino Apprendi, Paride Benassai, Stefania Blandeburgo, Luigi Maria Burruano, Umberto Cantone, Pietro Carriglio, Giacomo Civiletti, Rosmary Enea, Lollo Franco, Ignazio Garsia, Costanza Licata, Giacomo Lucchese, Marcello Mandreucci, Antonio Marsala, Giuseppe Marsala, Gabriello Montemagno, Liliana Paganini, Salvo Piparo, Franco Scaldati, Toni Sperandeo e Guido Valdini. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Palermitano purosangue, si distinse per molti anni all’interno del giornalismo palermitano, collaborando dagli anni ’60 e per una ventina d’anni col quotidiano “L’ora”, per poi passare al Giornale di Sicilia – dove eccelleva in particolar modo nei servizi di cronaca e di costume – e alla direzione del telegiornale di Tgs. Ma fu stato soprattutto un grande drammaturgo, visceralmente appassionato di teatro, al quale regalò tantissimi testi impregnati di “palermitanità”, dove appunto la sua città e la sua lingua erano punti fondamentali di una poetica che voleva il palermitano (la lingua parlata) e i palermitani (i cittadini) patrimonio importante della nostra cultura: un patrimonio che negli anni si è via via andato perdendosi, “imbastardendosi” con neologismi italianeggianti e spuri che non hanno conservato il vero senso della parlata della città, soprattutto di quella parte della città, le borgate, a cui lui era più affezionato.



E intanto andava sempre più emergendo un giornalista di singolare talento, Salvo Licata, uomo di penna e di chitarra, che si portava dentro l’anima ribelle della “città nera” – la Palermo dei quartieri popolari di cui era figlio – e non perdeva occasione per trasfonderne un po’ alla volta, con i suoi servizi, nelle vene del giornale: così scriveva nel 2001 Vittorio Nisticò, direttore de “L’Ora”, in "Accadeva in Sicilia - Gli anni ruggenti de L’Ora di Palermo" (Sellerio, 2001). Sono tanti gli attori e registi che gli devono qualcosa: da Giorgio Li Bassi, passando per Burruano, Civiletti, Paride Benassai e Toni Sperandeo; e anche i musicisti Ignazio Garsia e Mario Modestini con cui collaborò.

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