IL SOGNO ROSANERO

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Panchine comunali: rosanero più comode

Entusiasmo, coinvolgimento e fantasia. Neanche in occasione delle più grandi vittorie di Juve, Milan, Roma o Napoli si è mai visto nulla di simile

  • 7 giugno 2004

“Seduto con le mani in mano sopra una panchina fredda del metrò sei lì che aspetti quello delle 7,30 chiuso dentro il tuo paletot”. Intramontabili versi poetici che non hanno bisogno di alcuna citazione, ma, chissà quali parole avrebbero ispirato a Claudio Baglioni le panchine rosanero dipinte dai tifosi della via Pitrè, che, come tutti i palermitani, hanno aspettato la promozione in serie A seduti sulle gradinate fredde del Barbera per 31 anni e 9 giorni! La villetta di via Pitrè, dove rosanero, in un paio di notti, sono diventati anche i pali segnaletici e i contenitori dei rifiuti, è forse l’espressione più geniale della tifoseria palermitana, ma è certamente la conferma che in città stiamo vivendo un evento sportivo che ha travalicato gli steccati, sconfinando gioiosamente in uno straordinario fenomeno sociologico. Le pagine dei quotidiani locali sono zeppe di inserzioni pubblicitarie che con orgoglio ostentano l’appartenenza ai colori della squadra (escludiamo, infatti, con fiduciosa certezza, che si tratti solo di bieche operazioni commerciali), le bandierine sventolano in tutti i quartieri, da palazzo a palazzo, dalla periferia al centro, dando alla città, almeno per una volta, un unico colore, anzi due: rosa e nero.



C’è chi ha approfittato dell’occasione per portare la macchina dal carrozziere… chi ha scritto odi, inni, canzoni e poesie… chi, poche ore prima della partita cruciale, con la residua speranza di trovare un biglietto, ha realizzato vicino allo stadio un piccolo affresco... ma, non si tratta di follie, anche perché l’Amat e l’amministrazione comunale hanno deciso di mettere in circolazione (e lo hanno già fatto…) 30 splendidi autobus rosanero. È scattato un meccanismo di identificazione da non sottovalutare, ma, piuttosto, da stimolare e amplificare: tutti i siciliani, perché la festa ha già travolto anche Messina, hanno colto al volo una rara occasione per esprimere, solidalmente, il meglio di sé stessi. Il Palermo come aggregante sociale, come la nazionale di Bearzot… una coincidenza anche nel risultato della partita decisiva, in Spagna 3-1 contro la Germania Ovest, con l’arbitro Dondarini che al Barbera interrompe la traiettoria del pallone raccogliendolo da terra e alzandolo al cielo col triplice fischio, proprio come accadde a Madrid nel 1982, quando l’arbitro Coehlo interruppe l’ultimo passaggio tra Bergomi e Gentile, lasciando ai tifosi e a Nando Martellini la gioia di urlare tre volte “Campioni del mondo!”.

Entusiasmo, coinvolgimento e fantasia. Neanche in occasione delle più grandi vittorie di Juve, Milan, Roma o Napoli si è mai visto nulla di simile e, allora, «la domanda sorge spontanea», direbbe Lubrano. I nuovi autobus dell’Amat rimarranno in circolazione per tutto il prossimo campionato: e la villetta di via Pitrè? E se il Comune la lasciasse così com’è, ribattezzandola, magari, piazzetta Rosanero? Simbolo di sport, passione e di un evento, comunque, storico: che dire di più? Alla fantasiosa “opera d’arte” mancano solo le strisce pedonali rosanero… Il rosa e le tinte tenui vanno ormai di moda in tutta Italia e Buonarroti o da Vinci, probabilmente, non avrebbero saputo fare di meglio: non è il caso, tuttavia, che i critici d'arte si spremano le meningi per scoprire chi è l'anonimo artista che, a Palermo, ha voluto rinfrescare una piccola oasi cittadina, passando su pali segnaletici, contenitori dei rifiuti e panchine verdi (ormai “demodè”) una rapida mano di vernice fresca e rosanero. Temiamo, piuttosto, che il Comune non abbia rilasciato alcuna concessione e che non approverà... ma siamo certi che Santa Rosalia, dall'alto del cieli e di Monte Pellegrino, intercederà per gli autori...

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