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Sindaco di Palermo? Massimo Costa si presenta

Intrisa di metafore sportive è la conferenza di presentazione di Massimo Costa, dopo l'annuncio della sua candidatura a sindaco da parte del Terzo polo

  • 22 febbraio 2012

"Fanatico del qui e ora", "filosofo combattente". Fa le presentazioni l’avvocato Massimo Costa, al gremito foyer del teatro Politeama, a tutti quelli che non lo conoscono, e ai tanti che invece hanno idea del suo percorso sottolinea: «Rinuncio ad una vita perfetta per rischiare di fare a mio modo il bene di Palermo». Una vita perfetta sì, tra il ruolo prestigioso al Coni, di cui è stato Presidente Regionale, e i suoi 34 anni che sono forza di per sé. E a coloro che di questa giovane età ne fanno elemento di titubanza ribatte: «nella mia poca vita, ho fatto tante cose. Ho strumenti, conoscenze e passione. Ho preso calci, ho dato calci. Ho preso pugni, ho dato pugni». L’infanzia a Borgo Nuovo, il karate, il kick boxing, la rinuncia al posto fisso da vigile urbano per pura ambizione, l’amicizia con Francesco Cascio, nata nel 2001 «quando organizzai al Palasport un grande evento, e lui rimase colpito e volle conoscermi».

Intrisa di metafore sportive («Lo sport è lo specchio della società, così come la politica») è la conferenza di presentazione di Massimo Costa a sindaco di Palermo, che a distanza di qualche settimana dall'annuncio della sua candidatura a sindaco di Palermo da parte del Terzo polo, ne spiega l’origine: «Mi sono candidato accogliendo una chiara proposta e richiesta fatta da Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini durante un incontro a Roma. Successivamente mi sono incontrato con il presidente Lombardo che ha abbracciato la mia candidatura. Sulle alleanze politiche decideranno i partiti nazionali. Sono e resterò un candidato civico che non ha preclusioni per nessuno». E sulle modalità: «Voglio un progetto sostenuto dalla politica, voluto dalla gente. Niente opinionismi da Grande Fratello, solo fatti e problem solving. Innovazione ed equilibrio. E non conflitti privati: ho invitato i miei competitors personalmente, invitandoli qui (presente solo Tommaso Dragotto, n.d.r.). Sto entrando sul ring, ma gli altri non sono nemici. Lo sport mi ha insegnato: rispetto per tutti, paura di nessuno».

E sono in tanti a chiedere ragguagli a proposito di alleanze, sinergie, strategie, ma il concetto di base, è chiaro: il giovane Costa non ha mai fatto politica “partitica”, ma solo quella sociale e dello sport. «Neanche oggi sono il rappresentante di un partito, ma rappresento un'ampia coalizione moderata e riformista, che ha dietro tanti nomi illustri che tratteggiano a tinte forti la politica italiana, regionale e palermitana». Udc, Fli e Mpa. Per tutto il resto (vedi mosse del Pdl) non c’è che da aspettare. Così come per i punti del suo programma («Palermo non va cambiata, va solo restituita ai cittadini»), che presenterà in occasione di una grossa convention in preparazione per mercoledì 21 marzo.

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