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Sulla note di "O sole mio": il jazz di Mario Bellavista

“’O Sole mio” è il titolo del nuovo album del pianista jazz palermitano Mario Bellavista, che sarà presentato a La Feltrinelli e all'Open Jazz Club di Palermo

Balarm
La redazione
  • 13 febbraio 2013

Erano gli anni di grande frenesia a Palermo quelli che vedevano andare in scena negli anni '80 nomi di giganti del jazz internazionale, complice la contagiosa voglia di sperimentare le più improbabili session, miscugli di umori e storie provenienti da tutto il mondo. Erano gli anni in cui, un teatro Massimo, non ancora pregno di malumori, organizzava tournée in giro per l’Europa, favorendo la contaminazione e lo scambio.

Esordisce in quegli anni Mario Bellavista, che, accostatosi al jazz dopo una formazione classica - percorsa in parallelo con gli studi giuridici - stupì Gianni Gebbia in una session al Malaluna, tanto che il famoso sassofonista lo volle con sé nei tour europei.

In un salto temporale che comprende centinaia di esibizioni, tra i festival internazionali che hanno fatto la storia, arriva la presentazione del nuovo album “O sole mio”, che, della lunga carriera fatta di contaminazioni tra grandi rappresenta il frutto più riuscito: giovedì 14 febbraio alle ore 18 presso La Feltrinelli libri e musica (ingresso libero), oltre l’esecuzione di alcuni brani del disco, intervengono Gigi Razete, critico musicale e giornalista e di Beatrice Feo Filangeri, l’artista pop B che ha creato lo sfondo del disco, per una chiacchierata tra presente e passato.

Interamente registrato a New York, edito per la Jazzy Record, il disco contiene otto tracce, di cui sette inedite, tutte scritte dall’artista palermitano ed arrangiate dal batterista Mimmo Cafiero (ad eccezione di “Spizz” scritta da quest’ultimo). Il pianista si diletta con sonorità jazz di impronta melodica affiancato da Jerry Weldon, sassofonista tenore di New York tra i più stimati musicisti jazz operanti nella Grande Mela, da Eric Miller, giovane talento del trombone che si sta facendo strada nel panorama jazz americano, da Harvie S, uno dei più grandi contrabbassisti del panorama musicale internazionale e dal batterista Mimmo Cafiero, apprezzato percussionista e compositore siciliano.

Venerdì 15 febbraio alle ore 21.30 presso l’Open Jazz Club e sabato 16 febbraio alle ore 22.30 (è necessario prenotare al numero 091.8431787, l'ingresso al concerto ha un costo di 20 euro) sono in programma i live, in cui il jazzista sarà accompagnato dal sassofonista Jerry Weldon, dal trombettista Giampaolo Casati, dal contrabbassista Harvie S e, naturalmente, dal batterista Mimmo Cafiero. Nel weekend Harvie S e Jerry Weldon terranno dei seminari presso la Open Jazz School.

«Siamo abituati a lasciarci chiaramente influenzare dalle sonorità jazz americane. - dice Bellavista, consapevole della stima che gli riservano gli artisti oltreoceano - Io, al contrario volevo importare delle suggestioni tipiche della tradizione italiana, e farle assimilare da musicisti americani. Così si spiega il titolo e l’inserimento del brano “’O Sole mio”», un album, che pare guardare all’Italia dall’altra parte del mondo.

E se al pianista palermitano si chiede come scindere la doppia vita vissuta in parallelo, tra atti giuridici e creatività musicale, la risposta appare cristallina: «Non sono professioni poi così distanti, si tratta in fondo di due figure dedite all’improvvisazione. Anche un avvocato si ritrova a cavalcare l’estemporaneità, costruendo arringhe su un tema portante». Allo stesso modo i musicisti, secondo le migliori tecniche di improvvisazione su tema, si sono lasciati coinvolgere in questa session italo-americana. il risultato? «Harvie, Jerry ed Eric mi hanno fatto sentire più italiano. Mimmo, invece, ha fatto sentire più americano».

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