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Tribunale: condanna per l'artista Luca Lo Coco

Il caso del giovane artista siciliano Lo Coco, condannato dal Tribunale di Palermo per una parodia on line alla nota rivista d'arte "Flash Art"

Elisa Chillura
Ospite
  • 6 giugno 2011

Quando i duplicati costano un patrimonio. Censurato e pignorato per un “intervento on line di tipo artistico”: così Luca Lo Coco, giovane artista siciliano impegnato sul web, definisce quello che era il suo progetto d’arte che si presentava come una parodia del sito di un’importante rivista d’arte, il bimestrale "Flash Art", e che invece ha scatenato l’ira del noto editore e critico Giancarlo Politi, direttore della rivista. L’impresa del giovane artista che bene si orienta nel mondo degli hacker, era quella di costruire di un sito internet già visto, molto simile a quello di "Flash Art": grafica identica e per questo dalle sembianze assai familiari, ma diverso per contenuti che si rivelavano essere assai più pungenti e provocanti.

Il sito internet di Lo Coco, creato a cavallo tra il 2006 ed il 2007 e oggi oscurato per volere del tribunale di Palermo, prendendo spunto dal materiale on line sul sito originale lanciava invettive ai guru del mondo dell’arte contemporanea, simulando in un forum fittizio, dialoghi improbabili tra i massimi esponenti in campo d'arte ed i grandi filosofi di sempre. A giustificazione della sua operazione, c'era probabilmente l'idea che di duplicati il mondo dell’arte ne è pieno, e che ogni riadattamento è portatore di un significato nuovo. Lo Coco portava avanti il suo progetto artistico esclusivamente con l’intenzione di impostare una critica al sistema dell'arte contemporanea prendendosi gioco delle note gerarchie di potere.

Affascinato dall'ideologia hacker Lo Coco aveva anche pubblicato migliaia di indirizzi e-mail dei nomi più prestigiosi dell'arte italiana. La sperimentazione di Lo Coco dura fino a quando Giancarlo Politi lo denuncia chiedendo poi un risarcimento di duecentomila euro. Lo scorso settembre una sentenza respinge la richiesta dell'editore, condannandolo comunque al pagamento delle spese legali - circa settemila euro - per via del rischio di confusione [...] fra i due siti internet, causato dall'avere simile veste grafica e analogo contenuto informativo, proibendogli definitivamente l'utilizzo del suo sito. Non disponendo della cifra richiesta, il giovane artista è stato costretto a pignorare tutti i mobili dell'appartamento che condivide con la madre e ed il fratello.

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